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Venerdì 01 dicembre, ore 2023
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TEMPO E CURA DEL CREATO – Una giusta relazione con Dio, l’umanità e la natura

Sabato 23 settembre a Molfetta, presso l’Auditorio della parrocchia Cuore Immacolato di Maria, si è tenuto un convegno organizzato dal Settore Adulti dell’Azione Cattolica diocesana in modalità unitaria per riflettere sul messaggio di Papa Francesco per la celebrazione della “Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato” e per sostenere e prevenire ulteriori aggressioni all’ambiente. La Giornata si è celebrata il 1° settembre 2023, data che segna l’inizio del Tempo ecumenico del Creato e termina il 4 ottobre festa liturgica di San Francesco di Assisi. Il tema della Giornata è “Che scorrano la giustizia e la pace”.

Introdotto dal Vice Presidente diocesano del Settore Adulti Tommaso Amato, il convegno si è sviluppato attraverso il dialogo a due voci con Don Gaetano CORVASCE, Assistente diocesano unitario di Azione Cattolica della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, e Michele LOPORCARO di Altamura, insegnante e attivista per il Diritto Umano all’Acqua, per riflettere sul tema: TEMPO E CURA DEL CREATO – Una giusta relazione con Dio, l’umanità e la natura”.

Trasformare e convertire i cuori sono state le sollecitazioni di don Gaetano CORVASCE il quale con acuto sguardo sulla realtà ha arditamente mescolato immagini di imperfezioni, limiti che ci caratterizzano e che definiscono oggi il nostro stare nel mondo. In modo particolare ha evidenziato gli aspetti del Messaggio del Papa sottolineando uno dei passaggi più intensi dove si richiamano i battiti del cuore: del nostro cuore umano, del Creato, del cuore di Dio; gli effetti di un creato saccheggiato e trasformato in “merce soggetta alle leggi di mercato”; l’insensata “guerra al creato”; infine l’invito del Papa ai credenti alla conversione dei cuori e alla modifica realistica degli stili di vita sia singolarmente sia in forma collettiva nelle comunità. Un appello/invito a entrare nei propri cuori ascoltandoli in maniera molto onesta e generosa per giungere a capire che sono necessari reali cambiamenti. Cuori e menti di ogni credente insieme a tutti gli altri, perché ciascuno trasformi singolarmente i propri stili di vita per rendere possibile la vita di tutti e fermare la corsa distruttiva contro l’uomo e il suo mondo. “Fermare la guerra contro la natura” sono le parole di Papa Francesco per porre al centro dell’attenzione il tema della crisi ambientale tra quelli centrali delle politiche che governano le nostre vite.

A noi è richiesto dunque un esercizio incessante, quotidiano e comune nella direzione di un impegno partecipativo affinché tutto e ogni cosa possa trovare il proprio posto nel mondo. Uno sforzo per ricercare comportamenti da capire, da armonizzare, cadenzandoli con i battiti del cuore per la giustizia, per la pace. Da qui potrà dispiegarsi la cultura della responsabilità ecologica in spirito di gratitudine dedicando del tempo singolarmente e collettivamente perché si prendano in mano le storture di un modello di sviluppo irresponsabile e violento (le abitudini, i comportamenti liberi, i pregiudizi, le false certezze). Questo l’orizzonte che potrà renderci concittadini, amici del mondo in un gioco di relazioni insieme agli altri e per gli altri che ci aiuterà a ritrovare la bellezza di Dio nel Creato.

Il Professore Michele LOPORCARO ha continuato mettendo in evidenza una cornice di principi fondamentali e fattori ambientali decisivi e interconnessi per la salvaguardia del pianeta come il ciclo dell’acqua, risorsa essenziale da cui dipende la vita di tutti gli organismi, compreso l’uomo. Un bene che va tutelato e protetto dallo sfruttamento intensivo del territorio. La distruzione delle economie locali e di ogni forma di economia sostenibile, i materiali inquinanti e indistruttibili, le plastiche, sono un grosso problema ambientale e di sostenibilità che chiedono di sviluppare soluzioni e nuovo paradigma giuridico che dovrà consentire a chiunque di farsi portavoce di diritti che tutelino la vita delle popolazioni. E’ un tema che tocca tutti; ogni cittadino può, deve valutare e riconoscere che si trascura una necessaria attenzione alle nostre esigenze primarie; deve trovare soluzioni concrete e adatte a tutti per limitare i danni con un po’ di civismo e un dosaggio di intelligenza e di azione che non farebbe male. Capire ciò che viene detto, informarsi, limitare i pregiudizi, modificare le abitudini delle persone facendo perdere la consuetudine di utilizzare con leggerezza prodotti monouso, sicuramente comodi o a basso costo, ma che rappresentano per l’ambiente un grande problema di sostenibilità.

Viviamo su questo pianeta una gestione ambientale molto inefficiente come se avessimo un pianeta di scorta. In realtà abbiamo oggi il compito di educare noi stessi e gli altri allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale per immaginare un futuro fondato sulla ridistribuzione della ricchezza e sulla difesa dell’ambiente.

Anna Vacca

 




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