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Giovedì 23 settembre, ore 2021
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Cose nuove e cose antiche – Un campo scuola “su misura” … per ri-partire!

La fine di un anno può dare l’impressione che tutto sia compiuto, che non ci sia più nulla da aspettarsi e che il periodo estivo sia solo un periodo per ricaricarsi.

Il Tempo Estate Eccezionale è quel periodo in cui possiamo riconoscerci responsabili delle cose che abbiamo vissuto ma soprattutto delle cose che ci aspettano, del nuovo anno da programmare e progettare.

Dopo più di un anno trascorso accettando tutte le conseguenze causate dalla grave emergenza sanitaria, quest’ estate abbiamo potuto beneficiare di nuovo del campo nazionale in presenza, aperto a responsabili e assistenti diocesani e incaricati e assistenti delle regioni del Centro-Sud.

A Roma, dal 5 all’8 agosto, abbiamo riscoperto la bellezza del formarsi e dell’incontrarsi per “cucire” storie.

Questo campo, tanto desiderato, è stato ricco di spunti di riflessione, di domande e di risposte rassicuranti, di confronto e di condivisione, di ricerca e di studio, di gioia vera racchiusa in scambi di sguardi e nuove relazioni.

Già il titolo di questa meravigliosa esperienza ci ha fatto riflettere su quanto dobbiamo esser grati alle cose antiche che ci permettono di essere quelli che siamo oggi e su quanto si debba far spazio alle nuove esperienze, alle cose nuove, che ci danno la possibilità di vivere con stupore la nostra vita, solo se ci lasciamo travolgere appieno da esse. Compagno fedele in questa ricerca rimane Gesù.

Siamo stati accompagnati in queste giornate intense dalla profondità di spirito di don Marco Ghiazza, Assistente nazionale Acr, che ha condotto il nostro cuore a comprendere quanto la fede ci aiuti a vivere il servizio educativo con gratuità e la nostra vita fino in fondo, con tutte le paure, le gioie, i desideri e i volti di coloro che incontriamo.

Anche il neo eletto Presidente nazionale Giuseppe Notarstefano ha catturato la nostra attenzione e ci ha spronati ad avere uno sguardo che va nel profondo, che ha cura dell’interiorità di ognuno: “Non perdete lo stupore. Siate audaci, coraggiosi soprattutto in questa fase, ripensando percorsi e strumenti. L’ACR aiuta l’AC a crescere nell’unitarietà, che non è fare tutti insieme la stessa cosa ma pensare l’Associazione a misura di ciascuno. Dobbiamo essere un’AC con gli orli sfrangiati, non imprecisi ma originali”.

Da responsabili ci ha invitati, in linea con l’iniziativa annuale 2021/2022, ad essere sarti con occhi attenti allo stare con i ragazzi, tessuti fragili e stoffe preziose da lavorare con fatica, perseveranza e capacità di ascolto.

Tanti insegnamenti sono arrivati anche dalle parole di relatori d’eccezione che ci hanno permesso di comprendere fino in fondo quanto la competenza e la sapienza siano doni di Dio da mettere a disposizione degli altri. Lo studio è una sfida che serve a diventare se stessi, a maturare, ad impiegare i propri talenti per far del bene agli altri nella propria vita, perché chi ha di più deve dar di più. La sapienza invece ci aiuta ad avere la capacità di andare in profondità, di restare in silenzio con se stessi per parlare con Lui. La vera competenza è quella evangelica che ci permette di riconoscere il volto di Dio nella pietra scartata, in chi ha sete di Lui, in chi trasmette gioia vera.

Vogliamo cogliere la grande sfida che ci ha lanciato Annamaria Bongio, Responsabile nazionale Acr: essere desiderosi di “pane” ed esserci per spezzare il “pane” che sta nei ragazzi, senza lasciarsi scoraggiare dalla fatica, dalla scarsità dei risultati, dai fallimenti, perché “Dio con le nostre briciole sa fare il pane”.  Con la sua dolcezza ci ha scaldato il cuore e ci ha consigliato di ripartire sempre dalla Parola di Dio, protesi l’uno verso l’altro, per leggere la profondità delle radici di ciascuno: “È questo il tempo giusto per costruire giorno per giorno rimanendo legati… come in un abbraccio!”.

Ogni singolo momento vissuto in questo campo ci ha permesso di rinnovare il nostro amore profondo per le responsabilità ricoperte e per i più piccoli di Ac e di ringraziare il Signore per il dono del’Azione Cattolica nelle nostre vite. Questa Associazione è casa, famiglia, luogo di condivisione di esperienze e di sguardi sorridenti, confronto tra persone che con dedizione e generosità vivono la loro “Passione Cattolica”.

Ora tocca a noi, educatori e responsabili, cogliere la bellezza e la ricchezza che il tempo estivo ci ha donato per dare forma al nostro cartamodello fatto di studio, di formazione, di progettualità per il futuro, di passione per la cura dei piccoli di Azione Cattolica, tagliare la stoffa seguendo la direzione che ci porta a Dio e cucire l’abito, su misura di questo, ormai prossimo, anno associativo.

 

Vincenzo, Francesca e Milena




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