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Venerdì 14 giugno, ore 2024
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“Educare istruendo. Un’idea di scuola” di Lino Prenns – Recensione

“Quale ruolo debba assumere la realtà scolastica in questo turbolento cambio d’epoca non è scontato né definibile una volta per tutta”.

Lino Prenna nel libro “Educare istruendo. Un’idea di scuola”, propone un modello di scuola che è sorretta dalla convinzione che il compito specifico della scuola sia istruire. Il gerundio presente all’interno del titolo sta ad indicare la contemporaneità della duplice azione, che qualifica l’educazione scolastica come istruzione educativa. Non può esserci una scuola dell’educazione distinta o contrapposta ad una scuola dell’istruzione né tantomeno i due momenti sono sequenziali ma semplicemente si tratta di un’istruzione educativa, cioè il processo istruttivo da un esito educativo.  Il libro parte con una riflessione su due documenti molto importati uno della commissione europea mentre l’altro è dell’UNESCO, usciti nella seconda metà degli anni Novanta, unendoli per definire la cosiddetta società conoscitiva (learning society) , ponendo una domanda molto importante se la società conoscitiva sia l’altro nome della comunità educante. In realtà la risposta va cercata in sede epistemologica poiché dipende dall’accezione che vogliamo dare alla conoscenza.  Un dato importante alla riflessione di Lino Prenna viene dato dal volume di Bruner  sulla cultura dell’educazione: l’educazione permette di concepire la cultura, correlandoli per farne un luogo unitario. Prenna a conclusione di questo argomento riprende Dewey, pedagogista statunitense, nell’affermare che noi non educhiamo mai direttamente ma sempre indirettamente per mezzo dell’ambiente. Si inserisce anche il discorso sull’identità della scuola cattolica, la quale non deve essere collegato ad un oggetto religioso ma deve essere un prolungamento delle discipline scolastiche, anche se il rischio è quello di strumentalizzare ogni contenuto di tipo scientifico-culturale, si può venire meno a questo rischio nel momento in cui la proposta educativa ruota intorno alla persona dell’alunno illuminandola con la fede cattolica

In conclusione la scuola è un luogo specifico della formazione ma soprattutto è un crocevia della solidarietà, infatti mediante i saperi  disciplinari, si impara a pensare al mondo in cui viviamo.

Maria Chiara Aiello




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