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Martedì 16 aprile, ore 2024
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Sono in attesa della luce

Cara Memina,

“Luce e vita”, riprendendo una frase a te cara nell’ultimo periodo di vita, ha affermato che tu sei nella luce eterna di Cristo Risorto e questa affermazione ha riempito il mio cuore di gioia, perché quello che avvertivo dentro di me era condiviso da tutti: era una testimonianza vissuta, giorno dopo giorno, nella tua vita.

Grazie, Memina per la luce che hai diffuso e soffuso intorno a te, possibile solo a chi fa della vita un dono totale a DIO e ai fratelli per l’avvento del regno di Dio. Grazie per la tua fede viva, per la testimonianza, la coerenza, la disponibilità, l’accoglienza, l’amabilità, il sorriso…

Sei stata per noi, tue amiche, un faro che indicava il porto della salvezza: GESU’ CRISTO; ma lo sei stata per tutta l’AC di Ruvo e non solo.

Ti ricordo, io piccola e tu, quando facevi parte della commissione d’esame di Catechismo insieme a monsignor Aurelio Marena vescovo di Ruvo. Rimanevo affascinata dalla tua dolcezza, dal tuo sorriso, dal tuo accogliermi con tenerezza e familiarità. Sei stata faro per tutta l’AC, per il laicato, per i tuoi alunni (sono tanti!) e per le loro famiglie che ancora ti ricordano e ti sentono vicina.

Per tutti noi rimarrai punto di riferimento nei momenti turbolenti della vita per non smarrire la strada. Negli ultimi incontri con te, non mi chiedevi più notizie delle persone di reciproca conoscenza, né della mia famiglia che tu conoscevi bene per il rapporto intenso e sincero dei nostri genitori. Sintetizzavi il tuo interessamento e il tuo ricordo nella preghiera e più volte ripetevi: “Prego per ciascuno e per tutti ogni giorno, anzi più volte al giorno. EGLI sa le necessità di ciascuno perché siamo nel suo cuore.”

Era edificante ascoltarti perché esprimevi i tuoi “punti di forza”, i tuoi “diamanti” incastonati nella tua anima e nel tuo cuore, anche se in un corpo in decadenza. Il tuo impegno di tutti i giorni era vivere fino in fondo, “fino in cima” (Don Tonino) con tutte le forze l’amore per il Sacro Cuore, talismano della vita, l’affidamento a Maria, madre di tutta l’umanità, l’invocazione all’ Angelo custode che veglia e ci accompagna e l’offerta della vita per il mondo intero. Ripetevi il versetto evangelico (Mt. 16, 24-26) più volte: “Chi vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” e poi cercavi di spiegare come questo versetto lo vivevi, giorno dopo giorno, nella situazione reale non facile, aggiungendo: “Non mi posseggo più. Ho accettato la croce, anzi l’ho abbracciata e vivo, giorno dopo giorno il mio calvario.” Proseguivi, poi, con il ritornello di un canto che ricordavi e avevi fatto tuo: “Il percorso della vita è duro più che mai; la mia strada è in salita, alla fine ci sei TU”

Quando sono venuta a trovarti l’ultima volta, nel momento di salutarci, hai voluto abbracciarmi e baciarmi una seconda volta, presagendo tu, e facendomi capire che era l’ultimo abbraccio.

Carissima sorella,  ora sei tra le braccia di CRISTO RE che ti introduce nella eternità beata, desiderata tanto da te. Ora ti parlo a nome di chi hai tu voluto bene e di chi ti vuole bene: amici, laici e quanti ti hanno conosciuto: accompagnaci, orientaci e sostienici perché anche noi possiamo avere il coraggio della fedeltà a CRISTO, della testimonianza e dell’impegno per i fratelli. Tu che per noi sei stata “sorella minore” aiutaci a diffondere il regno di CRISTO, ovunque ci troviamo, ovunque la Provvidenza ci collochi e a costruire la pace tutti i giorni nei rapporti, nelle relazioni negli incontri. Lascia risuonare nel mio cuore e sulle mie labbra l’ALLELUIA per te e l’arrivederci in Paradiso.

Nina Camerino




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