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Venerdì 19 luglio, ore 2019
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Progetto Formativo Responsabili Una Ac in cammino: custode del passato per progettare il futuro nei ri-cominciamenti del presente.

Domenica 31 marzo e sabato 6 aprile ultimi scorsi si sono conclusi rispettivamente il PFR 1 e il PFR 2, i due percorsi in cui si è articolato il Progetto Formativo Responsabili,programmato dalla nostra Ac diocesana per l’anno associativo 2018/2019. 

 

Il PFR 1, in linea con il tema associativo dell’anno, la generatività, ha avuto come oggetto la riflessione sui processi generativi e sulle modalità con cui essi possono essere innescati e attivati nelle diverse fasce di età. La formazione sul tema è stata affidata al prof. Paolo Contini che lo ha presentato in una prospettiva sociologica e ne ha approfondito gli aspetti legati all’agire agapico, che ha la sua sorgente nell’amore e ricadute feconde nell’attivazione di percorsi di ri-socializzazione.

La generatività, sia a livello biologico, sia a livello simbolico, si esplica in un paradigma fatto di tre movimenti fondamentali: mettere al mondo, prendersi cura, lasciar andare.

Questa dinamica ha implicazioni sociali interessanti, laddove essasia orientata a sperimentare inedite forme di convivenza umana fondate sulla reciprocità dei legami sociali e sulla convivialità delle differenze.

La costruzione di una società più solidale diventa possibilità concreta nell’adozione della logica del dono. 

In una società di mercato, sempre più ripiegata su se stessa e fortemente individualistica, l’opportunità di una inversione di tendenza viene rintracciata, da molti sogiologi, nella creazione di reti di muto aiuto, che trovano il loro fondamento nell’etica del dono, inteso come agape. Nell’accezione agapica, infatti, il donorichiama la relazione dell’Amore trinitario e, in quanto icona della Trinità, esso supera la misura del mero assistenzialismo, per farsi strumento di autentica prossimità, di rapporti fondati sulla reciprocità e sull’assunzione dell’altro su un piano di effettiva uguaglianza.

Va, inoltre, ascritto al professore il merito di avere offerto alla riflessione dei gruppi, nelle attività laboratoriali, una serie di iniziative concrete attivate dall’agire agapico che, a partire dalla sua declinazione più semplice, quella del caffè sospeso, ha poi ispirato, come per virtuoso contagio, esperimenti sociali via via più articolati e complessi, che vanno dalle Social Street al caso Riace.  

Solo gli slanci generosi del cuore possono rendere l’uomo capacedi uscire da se stesso, dai suoi rigidi schemi mentali e dalle sue consolidate abitudini e spingerlo, come dice papa Francesco, a primereàr, a prendere l’iniziativa per sperimentare pratiche di vita ed ecclesiali nuove e accogliere le sfide con cui è chiamata a misurarsi la Chiesa del terzo millennio. Solo da un traboccamento d’amore-ci ricorda don Tonino- può nascere, sgombra da ognivelleitarismo e alimentata dalla fiducia in Cristo, la forza visionaria di quanti, più attenti alle gemme che alle foglie checadono, desiderano scommettere sul futuro, immaginandolo radioso a dispetto dei tempi. 

 

Il PFR 2 dal titolo FormarsiXformare, affidato alla gestione della prof.ssa Marta Lobascio, ha affrontato il tema dell’adultità, tema particolarmente importante per quanti, nell’associazione, svolgono, nei diversi settori in cui essa si articola, il ruolo di responsabili e di educatori.

I cinque moduli, attraverso cui il tema è stato sviluppato, hanno avuto come obiettivo la riflessione su alcune tappe del divenire adulti. E’ emerso che l’adultità, intesa come maturità e pienezza di vita, è l’approdo di un inarrestabile cammino che coincide con la vita stessa e ha nella formazione, come processo di cambiamento,il suo fondamento. 

Il cambiamento, infatti, è costitutivo della vita, dal momento che questa è continuo divenire.

E, poiché siamo chiamati ad essere soprattutto umani, semplicemente santi, è nostro compito assecondare quella processualità che ci aiuta ad attualizzare le nostre potenzialità, a raggiungere la statura che possiamo concretizzare.

Ognuno di noi ha dentro di sé delle energie che ci portano a realizzare quello che Aristotele definiva il passaggio dalla potenza all’atto. Sono le tendenze attualizzanti che si concretizzano nei nostri stili di vita, che ci consentono di definire la postura che vogliamo assumere nella vita, il modo, cioè, con cui vogliamo stare nella vita e che ci caratterizza. Questo stile, questo modo di essere con se stessi e con gli altri, è un’acquisizione continua e ci porta a dei continui ri-cominciamenti che originano da una riflessione sulla nostra vita e concorrono ad una sua ri-definizione, secondo una dinamica pasquale. I passaggi, spesso difficili e tortuosi, che spesso rallentano o arrestano il lineare fluire della vita, sono luoghi di grazia, luoghi in cui siamo raggiunti dal Signore, per essere santificati nella nostra umanità. Accogliere il cambiamento vuol dire accogliere la Grazia perché ci trasformi.

Definendola come processo di cambiamento, viene, dunque, riconosciuta alla formazione la sua intrinseca vocazione di cammino verso una compiuta umanità, sinonimo di santità. 

La formazione è, dunque, un processo umano/spirituale e, in termini di fede, il cambiamento profondo e radicale di cui si sostanzia è la metànoia, la conversione.

Tutto è fonte di insegnamento nella vita, per questo si può parlare di formatività della vita.

Anna Piscitelli

Responsabile formazione

 




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