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Bonifica ex A.F.P. – lettera riflessioni

A distanza di qualche mese dalla conferenza pubblica del 30 maggio e dal documento organico di criticità e di dubbi del 20/6/2013 da noi redatto, dopo un attento studio in collaborazione con Lega Ambiente, accolto con sensibilità e condiviso, almeno sul piano delle intenzioni, dall’Amministrazione Comunale e dalla ditta Ecologica, RISCONTRIAMO con rammarico che gran parte delle osservazioni e criticità riportate in quel documento non hanno, di fatto, ricevuto istanza.
Unico impegno formale assunto da Ecologica nel suo documento del 26.8.013 è stato infatti quello di estendere la ricerca degli inquinanti anche all’AMIANTO, inizialmente ignorato. L’accoglimento degli altri punti, seppur apparentemente condiviso da Ecologica, sembrava subordinato a input (amministrativi e finanziari) da parte dell’Amministrazione Comunale, che evidentemente non sono seguiti.
La sensibilità e attenzione al problema della Bonifica dell’area ex AFP, più volte espressa in comunicati ed incontri pubblici da parte dell’Amministrazione comunale, in realtà non è stata sostenuta da azioni concrete conseguenti e si ha la sensazione, per il momento, che nel merito ci si affidi esclusivamente alla buona volontà e capacità operativa della ditta Ecologica.
Ad esempio, ci è sembrata incomprensibile la totale assenza di rappresentanti del Comune (vigili urbani, consiglieri comunali, personale dell’Ufficio Tecnico) alle operazioni di prelievo dei campioni sia nell’area C3 che nella lama. Probabilmente tale presenza non era dovuta; ma non sarebbe stato comunque opportuno presenziare alle operazioni, vista la loro importanza per l’intera cittadinanza?
Ci ha colpito anche la “leggerezza” con cui tali operazioni si sono svolte. Forse noi esageravamo nell’immaginare di incontrare personale munito di tute speciali, mascherine e guanti adatti alla manipolazione di materiali inquinanti in parte sconosciuti; non pensavamo nemmeno, però, di incontrare soltanto semplici operai, supportati solo in alcuni momenti della giornata dalla supervisione di tecnici/ingegneri responsabili.
Osservatorio per la Legalità e per la difesa del Bene Comune – Giovinazzo Oltre all’assenza dei rappresentanti comunali ci ha anche colpito quella dei rappresentanti dell’ARPA, i quali avrebbero dovuto prelevare alcune aliquote di campioni per le controanalisi di parte “pubblica”. Ci è venuto spontaneo chiederci: erano stati questi informati nei tempi opportuni e, considerato il caso particolare in esame, erano stati sollecitati adeguatamente da parte del Comune per esigerne la presenza? Erano gli stessi tecnici dell’ARPA informati correttamente dei tempi di esecuzione dei lavori? A noi risulta, ad esempio, che il prelievo dei campioni ha richiesto solo 2 o 3 giorni, rispetto ad una settimana programmata dal bando di gara e comunicata ufficialmente dal Comune. Era di questo al corrente anche l’ARPA?
Siamo consapevoli che l’operazione di Bonifica dell’area ex AFP è molto delicata e che non si intende creare inutile allarmismo. Questo non giustifica però, a nostro avviso, il silenzio che avvolge alcune operazioni che nel frattempo si sono compiute. Ci risulta, ad esempio, da fonti difficilmente verificabili, che le prime analisi su due campionamenti di superficie eseguiti a luglio non avrebbero rilevato alcuna traccia di amianto nei campioni prelevati, sebbene tale presenza sia stata da noi ampiamente documentata con foto e confermata da analisi sul materiale affiorante sulla lama. Perché, se esistono già dei risultati preliminari, questi non vengono comunicati ufficialmente così da porre fine a chiacchiericci e inutili polemiche? Se poi dovessero essere confermate le voci di assenza di amianto nei campioni saggiati, non sarebbe forse il caso di rivedere le procedure di campionamento?
E che dire poi dei “misteriosi” incontri con i proprietari delle aree e con i privati che già operano nella ex AFP, ai quali dovrebbero spettare i controlli nelle aree interne ai capannoni e di cui non è dato ancora sapere se e in che misura saranno disposti a collaborare e a effettuare tali controlli, nell’interesse loro, ma soprattutto dell’intera comunità giovinazzese? Perché l’Amministrazione non assume una posizione più decisa nei loro confronti per stimolarne l’iniziativa?
Chiudiamo rimarcando due punti a nostro parere inderogabili: la necessità di ampliare la ricerca anche al materiale radioattivo (evidenziato in numerose operazioni simili in altri siti equivalenti in Italia) e la necessità che il Comune si faccia promotore di iniziative per l’adozione di un piano per la valutazione di impatto sanitario (VIS), ossia di un piano che possa stimare gli effetti potenziali provocati dal sito inquinato sulla salute della popolazione. Questo per evitare che anche nel futuro si debba continuare a parlare di gravi problemi di salute di tanti nostri concittadini con il fondato sospetto di correlazione con l’inquinamento dell’ambiente lavorativo frequentato.
Siamo solo agli inizi del lavoro, ma sono già tante le questioni che ci interrogano sulla gestione di questa vicenda. Aborriamo la polemica faziosa, ma allo stesso tempo non intendiamo sottrarci al nostro ruolo di osservatori critici ed attenti, offrendo il nostro contributo costruttivo e, se necessario, richiamando chi di dovere ad una maggior trasparenza e ad un ruolo più attivo per il benessere della collettività.
Giovinazzo, 16 Novembre 2013
Osservatorio per la Legalità e per la difesa
del Bene Comune Giovinazzo

Il Coordinamento

Lettera riflessioni Bonifica ex AFP >>>

Osservazioni al “Progetto preliminare di bonifica” >>>

Consulta ed approfondisci il documento completo >>>

“Illustrazione del progetto di bonifica dell’area exAFP” curata dall’Ing. Massimo Guido >>>

foto di inchiesta sulle ex-acciaierie a cura dell’Osservatorio >>>

30 maggio 2013_ Articolo gazzetta AFP >>>




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