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Venerdì 10 aprile, ore 2020
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Relazione di fine triennio della Coordinatrice di Ruvo

Cari amici dell’AC diocesana e cittadina,
Prima di cominciare a scrivere questa relazione di fine mandato ho riletto le relazioni dei precedenti coordinatori e, quelle di Vito Lamonarca, cominciavano proprio con questa espressione, che da subito, mi è sembrata quella più adatta ad esprimere la qualità delle relazioni personali stabilitesi tra i membri del coordinamento. Perciò ho deciso di farla mia e cominciare la relazione proprio con essa. All’inizio del triennio il coordinamento era costituito da presidenti e consiglieri che vedevano i loro incarichi rinnovati.
La collaborazione e la personale disponibilità erano le caratteristiche che da subito ho riscontrato negli incontri di coordinamento e che hanno continuato a caratterizzare anche tutti i momenti organizzati e vissuti insieme nel triennio.
Forse non sarò originale, ma ho ritenuto opportuno riprendere i tre verbi che ci hanno accompagnato in questo arco di tempo per inserire in ognuno di essi le attività realizzate, gli obiettivi raggiunti, la nascita di collaborazioni cittadine. Non per farne un arido rendiconto ma per trarre da esse nuovi stimoli e scelte sempre più coraggiose da compiere perché siamo laici credenti che scelgono di mettersi insieme per conoscere, amare e seguire il Signore, e scoprire la vita come luogo in cui si fa esperienza del senso profondo dell’incarnazione, lo spazio in cui siamo chiamati a confrontarci con il valore inesauribile dell’unicità di ciascuna esistenza e, al tempo stesso, a fare i conti con il significato profondo della storia dentro cui tutti siamo immersi.

Il primo verbo è stato CUSTODIRE.
Centocinquanta anni di storia sono un dono, un’eredità preziosa che chiede di essere custodita e nello stesso tempo annunciata.
Momento centrale e propulsore per il discernimento della nostra vocazione è stato l’incontro a Roma con papa Francesco, per festeggiare i 150 anni della nostra associazione, che ha visto partecipare con molto entusiasmo ed abbastanza numerose, tutte le nostre parrocchie. In tema di festeggiamenti e di fare memoria della nostra storia associativa come un tesoro prezioso ed anche come una fonte inesauribile da cui attingere per trovare nuovi stimoli, il 27 maggio del 2018 abbiamo vissuto la festa per i 120 anni dell’AC diocesana.
Appuntamenti ormai consolidati, ma non per questo meno attesi da tutti noi aderenti, sono quelli della Lectio sull’icona biblica dell’anno e la partecipazione alla Via Crucis cittadina la domenica delle Palme. Il primo prettamente associativo, rafforza in noi la bellezza dell’incontro e del pregare insieme. Il secondo, voluto da don Tonino, è un’occasione di incontro con la comunità cittadina riunita in preghiera, che l’Azione Cattolica si impegna ad organizzare ogni anno.
Sono ormai due anni, poi, che scegliamo di vivere la Veglia dell’adesione a livello cittadino. Sentiamo sempre più forte il bisogno e l’importanza di ritrovarci tutti riuniti in preghiera per rinnovare il nostro si a vivere nella chiesa da laici associati.

Il secondo verbo che ci ha accompagnati in questo triennio è stato GENERARE.
Esso mette in risalto la nostra disponibilità ad apprendere la virtù dell’incontro (Vittorio Bachelet), ad uscire fuori da sè per farci prossimi e accompagnare i passaggi dell’esistenza di ciascuno.
Per raggiungere questo obiettivo diventa fondamentale la capacità di creare alleanze per essere sempre più una Chiesa desiderosa di essenziale motivata a camminare al fianco delle persone, sempre più incarnata nel proprio tempo e capace di rendere lo spazio, il territorio vissuto, più vivibile e a misura d’uomo.
Spinti da questa consapevolezza nel giugno del 2017 siamo entrati a far parte della rete cittadina di associazioni di volontariato Ruvo Solidale, il cui scopo ultimo è quello di creare strumenti concreti e condivisi nella lotta alla povertà e alla fragilità sociale, promuovendo la cultura della solidarietà e dell’inclusione. Il 4 ottobre 2017, Giornata Nazionale del Dono, anche noi, insieme a tutte le associazioni della rete eravamo in piazza per testimoniare il nostro impegno e la volontà di farci prossimi all’altro. Sempre in piazza, davanti alla “Casetta Solidale Relazioni” la sera del 4 gennaio 2018 abbiamo voluto condividere con la città la storia della nostra associazione e i suoi bellissimi 150 anni fatti di gioie, lotte, speranze, volti e scelte di vita molto forti. La presenza quasi esclusiva, dei giovani che hanno cantato e ballato ha riscaldato il clima gelido della serata e il ricavato delle consumazioni è stato donato al progetto “IncludiAMO” per la mensa cittadina.
Partecipiamo attivamente anche alle Raccolte Alimentari che come rete, Ruvo Solidale organizza. La presenza dei volontari insieme alla disponibilità dei negozianti ruvesi ci fa sperimentare come la cultura del Dono possa diventare contagiosa e rendere la nostra città sempre più accogliente. Ultima in ordine di tempo è stata la serata estiva di “Tavole a Festa”, momento speciale dove i colori associativi e la nostra presenza hanno messo in evidenza la voglia di incontrare e condividere la storia con chi ci sta accanto e la capacità di costruire relazioni interpersonali autentiche.
Anche all’interno della nostra stessa associazione a volte si manifesta la necessità di collaborazioni, capaci di superare gli ostacoli che incontrano le singole parrocchie. Dall’attenta analisi delle realtà dei gruppi giovanissimi è nata l’idea di realizzare un cammino cittadino che coinvolgesse i ragazzi di questa fascia di età, permettendogli di vivere l’esperienza della formazione all’interno di un gruppo, anche se “allargato”, nei casi in cui troppo pochi in parrocchia. Per tutti è stata un’occasione per sperimentare la bellezza di crescere insieme lungo la strada che porta a tradurre il Vangelo nella vita.

L’ultimo della triade è il verbo ABITARE che accompagna il cammino associativo di quest’anno.
L’impegno dell’Azione Cattolica diocesana è quello di abitare l’ascolto insieme all’abitare le relazioni ed abitare il territorio nel sogno di “una Chiesa beata sul passo degli ultimi” (EG 198).
Abitare il territorio implica l’amore e la cura per la nostra Madre Terra. La consapevolezza che il creato è un dono che noi uomini abbiamo ricevuto e che dobbiamo considerare un tesoro prezioso, da lasciare alle generazioni future, ci spinge ormai da alcuni anni a promuovere, grazie anche alla collaborazione delle autorità cittadine, l’iniziativa nazionale “M’illumino di Meno”.
Nel 2018, su nostra richiesta, sono state spente Piazza Matteotti, Piazza Cavallotti, Piazza Dante e i principali corsi cittadini. Nel 2019 abbiamo vissuto due momenti:
lo “Swap Party”, serata insolita vissuta in allegria, dove abbiamo sperimentato la possibilità di dare “nuova vita” a cose che non utilizziamo più per promuovere sempre più uno stile di vita sostenibile e ribadire la necessità di passare dall’economia lineare a quella circolare per ridurre gli sprechi, mantenere, recuperare, rigenerare.
“Riqualifichiamo” una domenica mattina dedicata a ripulire, ma soprattutto a sensibilizzare la cittadinanza al rispetto e alla pulizia delle strade del nostro paese.

Perché radicata nella storia dell’uomo nel febbraio del 2018 l’Azione Cattolica diocesana si è fatta promotrice di un documento nel quale chiedeva, ai quattro consigli comunali della diocesi, di portare in consiglio un punto all’ordine del giorno per formulare una mozione consiliare in sostegno alla legge sullo “Ius Soli”.
In conseguenza a questa sollecitazione, nel maggio dello stesso anno il Consiglio Comunale di Ruvo ha assunto l’impegno a sostenere il percorso di approvazione della legge stessa e successivamente, ha conferito la cittadinanza simbolica a tutti i bambini nati in Italia da immigrati residenti nel Comune di Ruvo. Abbiamo cercato di sensibilizzare a questa realtà anche i giovani del nostro paese, e non solo, invitando gli alunni del I.T.S.E.T “Tannoia” e quelli del Liceo Scientifico “O. Tedone” ad un incontro con il giornalista Arber Agalliu, di origine albanese, e Sabrine Aouni autrice del libro “Mi chiamo Sabrine”.

Convinti della necessità di testimoniare il nostro impegno per la formazione delle coscienze contro la cultura mafiosa, abbiamo partecipato, anche se in pochi, il 21 marzo 2018 a Foggia alla marcia per ricordare le vittime innocenti della mafia che l’associazione “Libera” organizza annualmente.

A marzo del 2019 la Presidenza diocesana ha lanciato la campagna “Volti Rivolti. L’umanità che fa bene”, prendendo spunto dall’attualità e dalla visione, sempre più frequente, dell’altro come ostacolo e non come ricchezza. Nostra volontà è riconoscere nell’altro il fratello a cui tendere una mano e valorizzare l’accoglienza come dimensione umana e stile di vita cristiano.
Per questo motivo il coordinamento, ha pensato di organizzare un momento pubblico in cui sensibilizzare tutti gli aderenti e la cittadinanza su questi argomenti. La sera del 26 ottobre 2019 abbiamo incontrato lo scrittore Alì Ehsani che ci ha raccontato il suo sogno, inseguito con tanta forza e tenacia, superando mille peripezie, di una vita senza più guerra e miseria.
È stato per noi un momento di condivisione e confronto che ci ha portati a riscoprire nel volto dell’altro un’enorme ricchezza da accogliere e valorizzare.
Infine ricordo l’appuntamento annuale della Marcia Diocesana della Pace, organizzata dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali di cui l’Azione Cattolica fa parte, che quest’anno si è svolta proprio a Ruvo, dove tutti siamo chiamati a partecipare per testimoniare il nostro desiderio di pace perché La pace va pregata, va richiesta, va agìta.

Queste, in sintesi sono le esperienze, gli incontri, le alleanze che in questi tre anni come coordinamento siamo riusciti ad organizzare, vivere e costruire.
Un sentito grazie alla Presidenza Diocesana per il supporto dato, a noi coordinatori cittadini, sia sul piano organizzativo ma anche, e soprattutto, su quello umano per la comprensione e il sostegno dimostrato nelle difficoltà che a volte abbiamo incontrato.
All’inizio di questa relazione ho accennato al clima di collaborazione e sostegno che si respira all’interno del coordinamento, forse un apporto maggiore potrebbe venire da alcuni consiglieri diocesani che poco hanno partecipato agli incontri, sicuramente perché occupati in impegni altrettanto importanti.
Devo ringraziare di cuore tutti i presidenti e i consiglieri che in questo triennio hanno partecipato attivamente, anche se a volte un po’ provati a causa degli inevitabili difficoltà delle proprie associazioni parrocchiali, alla vita del coordinamento.
In ogni occasione, anche quelle più insolite, hanno saputo dimostrare attenzione e voglia di coinvolgere le rispettive associazioni, nella convinzione che la dimensione cittadina dell’Azione Cattolica vada promossa e sostenuta.
Un sincero grazie a Don Michele Bernardi che, in mancanza di una sede cittadina, sin dal primo incontro di questo coordinamento ha messo a disposizione la parrocchia insieme alla sua comunità ha saputo accoglierci facendoci sentire “a casa”.
Ringrazio in modo particolare la mia famiglia che mi sostiene e aiuta in questo ruolo di coordinatore cittadino.
A don Vincenzo Pellicani, che ha sempre creduto nel valore formativo ed educativo dell’Azione Cattolica devo dire un enorme GRAZIE per avermi fatto conoscere ed amare la nostra associazione.
Un invito che personalmente faccio a tutti gli aderenti adultissimi, adulti, giovani e ragazzi (rappresentati dai loro educatori), è quello di essere aperti ad accogliere con curiosità gli inviti che arrivano dal coordinamento, che non sono un raddoppiare gli impegni, ma un moltiplicare le occasioni di crescita personale e delle relazioni tra coetanei e intergenerazionali.

L’augurio che faccio a tutti e che la “Passione Cattolica” di cui ci ha parlato papa Francesco, possa caratterizzare il cammino di questo triennio appena cominciato.
Buon cammino.

Katia Scarimbolo.




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