AZIONE CATTOLICA L’anniversario, diocesano e nazionale, non per un nostalgico sguardo al passato, ma per una proiezione più radicata e convinta verso il futuro
Ho visto un manifesto per le strade. L’ho visto anche nelle parrocchie. È bello e colorato, ci sono bandiere che sventolano, mi attrae. C’è scritto #120anniAC e un sottotitolo ancora più affascinante: Futuro da scrivere. Presente da vivere. Passato da ricordare. Un breve programma: 27 Maggio 2018 Villa Comunale Molfetta. Ad organizzare questa festa è l’Azione Cattolica della Diocesi di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi. La mia associazione! Quella che è capace di fare festa con tutti: i bambini, i ragazzi, i giovanissimi, i giovani, gli adulti, gli altissimi. L’Azione Cattolica di Molfetta compie 120 anni, si è “persa” soltanto i primi 30 anni della nascita a livello nazionale. Mi piace la festa in piazza. Proprio nel centro di Molfetta, dove ci si ritrova anche durante i giorni ordinari e ancor più nei giorni della festa. Lì la vita pulsa. Pulsa con i bambini che corrono, che urlano, che si rincorrono, che giocano, mentre gli adulti parlano, si salutano, gli anziani hanno la loro panchina su cui giocano anche a carte, ma ancora di più stanno a raccontare e commentare le vicende della vita del paese e dell’Italia intera. Ma quanti saremo? Tantissimi? Tantissimi penso: l’ultima volta, in occasione dei Cent’anni, eravamo più di 2000 e questa volta non vogliamo fare la brutta figura di essere meno. Penso, anzi, che ci supereremo, perché crediamo in quello che facciamo. Crediamo nella proposta che l’AC fa, ci crediamo alle feste che ricordiamo con nostalgia una volta che sono passate, come viviamo con passione ed entusiasmo tanti altri momenti di incontro. Ci racconteremo, ma ci faremo anche un’idea di quello che sarà il nostro futuro. Ci faremo gli auguri e gli auguri saranno di santità, di perseveranza, di audacia, di impegno, di progettualità, di incontro. Tutti auguri già pienamente vissuti, che coniugheremo in un modo nuovo, perché i tempi cambiano e dobbiamo incarnarci nell’oggi e in quel che il domani ci farà vivere. Dobbiamo proprio esserci a questa festa: per dare visibilità all’Associazione e comunicare a chi in quel luogo sarà di passaggio la nostra identità, anche con le piccole cose: magari non lasciando il luogo sporco dei nostri rifiuti, usando un linguaggio corretto, educato, trasmettendo la gioia dell’incontro, godendo dell’abbraccio di un amico che non si vedeva da tanto, regalando un sorriso per una nuova conoscenza che diventerà, domani, sicuramente una bella amicizia. 150 anni di storia sono un dono, un’eredità preziosa che chiede di essere custodita e anche i nostri 120 anni hanno bisogno di essere custoditi, rinvigoriti nel ricordo e presentati al meglio. Per chi non conosce tanta storia, dobbiamo spolverare i nostri vecchi stendardi, riprendere i tanti verbali assembleari dell’Associazione, cercare qualche foto anche ingiallita, magari le prime a colori, sforzandoci di dare a quei volti un nome. Dobbiamo impegnarci a scoprire qualche nome che ha dato lustro e vigore all’Ac, parrocchiale e diocesana. Questi 120 anni devono ridare splendore a ciò che quotidianamente, ordinariamente, viviamo. Andare a riprendere tessere degli anni in cui noi nemmeno eravamo nati significa anche dare valore e memoria a quel presidente nazionale che firmava quella tessera, a quel presidente parrocchiale che la consegnava e a quell’aderente che la riceveva e credeva nella preghiera, nell’azione e nel sacrificio e incarnava queste tre dimensioni nelle sue giornate. La nostra associazione è fatta da persone. Quelle che si sono sempre donate senza riserve, solo per offrire un servizio alla Chiesa e per amore di altri uomini e donne che nell’Associazione trovano un’altra famiglia un po’ più allargata, un po’ più colorata, un po’ più varia nell’età. Siamo un’associazione di laici, di laici che collaborano con la “gerarchia” e mettono in pratica quelli che sono gli indirizzi della Chiesa universale mediati dal Vescovo. Anche don Mimmo sarà con noi, accompagnato spiritualmente dai nostri assistenti diocesani: don Michele, don Luigi e don Silvio. Anzi, per questa celebrazione attendiamo tutti gli assistenti parrocchiali. Insieme ci affideremo alla Beata Vergine Maria, per chiederle di intercedere per noi e sostenerci, quando saremo un po’ avviliti, quando la festa sarà finita e ci ritroveremo da soli a lavorare, quando sarà faticoso condividere con gli altri un cammino e tenere lo stesso passo. Ce la dobbiamo proprio raccontare questa nostra bella storia. Non mancherà neppure la torta! Una mega torta. Sarà il giorno in cui ci sentiremo “futuro presente”!