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Giovedì 19 aprile, ore 2018
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Insieme a te, Francesco, con don Tonino nel cuore

È veramente eccezionale! Il Papa viene a Molfetta! Quando?

Lo sanno ormai tutti: il 20 aprile prossimo.

Tutte le testate giornalistiche locali e nazionali hanno battuto la notizia, la televisione lo ha annunciato tutta la popolazione diocesana si è quasi fermata il giorno della conferenza stampa per l’annuncio e ha iniziato ad organizzarsi per esserci. Io quasi quasi, vado a piedi tanto l’ho già fatto come pellegrinaggio per la GMG del 2000 con gli amici polacchi.

Viene Papa Francesco a Molfetta per onorare il nostro Vescovo amatissimo oggi Servo di Dio don Tonino Bello nel suo 25° dies natalis. E’ un gesto di riconoscimento incommensurabile quello che il Papa compie nei confronti della nostra diocesi che 25 anni fa sullo stesso molo salutava Don Tonino con il cuore grave, gli occhi gonfi di lacrime, nella mente il ricordo di gesti nuovi, provocatori, belli e non sempre compreso, di parole proferite e scritti pesanti come macigni sempre attuali, di una povertà portata ad esempio e di poveri amati da fratelli, di un’accoglienza senza pari, di uno spendersi fino alla fine, di una pace professata e vissuta nei gesti quotidiani, e le molte speranze di una Chiesa che si cingeva il grembiule che volavano via sulle note di “Un’ala di riserva”.

Noi siamo chiamati a vivere al meglio questa visita. Io ci devo essere. Mi sono iscritta nella mia parrocchia portando la copia della carta d’identità. Anche tu ti sei iscritto? No, non c’è nessuna violazione della privacy; d’altronde mettiamo tutti i nostri dati su piattaforme informatiche, anche il numero della nostra carta di credito per gli acquisti on line. Al lavoro ho già chiesto il giorno di ferie, non posso non vivere questo momento che rientrerà nella storia della nostra terra locale. Qualcuno si è messo a disposizione per il servizio accoglienza come è stato chiesto, qualcuno accompagnerà i bambini, qualcuno si farà carico di qualche adulto che vorrà esserci nonostante la stanchezza degli anni, la prospettiva di 7 ore in piedi (ma qualche sgabello di cartone farà la sua comparsa!) e le previsioni di sole o di pioggia che ci saranno.  Ci devo essere! Ho sempre desiderato vivere un’udienza privata dal Papa e questa è un’udienza molto personalizzata, sembra essere fatta solo per me. Io e altri 40 mila saremo lì e il Papa parlerà a me e tutti parleremo a lui di don Tonino, della sua e nostra Madonna dei Martiri.

Icona di santità don Tonino. Io vado a pregare con lui e per lui da persona che l’ha conosciuto e gli ha parlato e l’ha ascoltato e non dimentica i suoi gesti, il suo accento leccese, la sua poesia, il suo raccontare con particolari, il suo pregare. Anche chi è molto più giovane verrà ad incontrare il Papa con il desiderio di conoscere di più don Tonino, perché il papà e la mamma gli hanno parlato di lui, ogni giorno lo vedono in una foto a casa di nonna, in parrocchia incorniciato accanto al Vescovo e al Papa su un calendario che parla di lui. Ci sono libri scritti da lui e che parlano di lui, ci sono video che fanno sentire la sua voce. Il Papa parlerà di uno che conosco di “uno di famiglia” ed io ci sarò. Ci sarò e scatterò foto con il mio telefonino per conservare il ricordo tutto personale di quel momento, magari un selfie quando il Papa mi passerà vicino con la sua papamobile, quando apparirà sullo schermo gigante.

Io ci sarò insieme ai tanti bimbi delle parrocchie che parteciperanno.

Ci sarò e quel giorno sarà un soffio che rinvigorirà la mia persona, come le tante volte in cui sono andata a Roma o alle GMG in tutta Europa e non ho dormito, ho vegliato, ho camminato per ore senza stancarmi, mi sono entusiasmata, mi sono coinvolta, ho preparato striscioni, ho disegnato slogan. Anche questa volta ci sarò. Quando vedrò all’indomani le foto mi riconoscerò, anche se sarò solo un puntino e dirò: «Qua, Questa sono io!» Come tutte le volte che ho rivisto le foto delle GMG, degli incontri festa dell’Azione Cattolica dal Papa e ho detto: «qui ci sono io!», perché quel luogo mi apparteneva, quel luogo l’avevo vissuto, quel luogo era stato impregnato dei miei sentimenti di gioia, di entusiasmo, di convivialità, di speranza, di leggerezza di vita.

È la prima volta che il Papa, un Papa, percorre le strade di Molfetta, probabilmente anche la prima volta che vola nei nostri cieli di Molfetta, di Ruvo, di Giovinazzo, di Terlizzi.

«Viva il Papa, viva il Papa!» canteremo, urleremo e cercherò di fermare quel momento nella memoria.

Da casa può darsi che mi riconosceranno tra i tanti, perché la telecamera era proprio su di me, sulla mia parrocchia, sul gruppo di amici ed i parenti che mi accompagneranno e diranno «beato te che sei andato!»

Finalmente potrà venire quel mio amico che non poteva permettersi il viaggio, perché anche 20 euro per Roma per lui era troppo, finalmente potrò condividere con il mio vicino di casa questa esperienza (lui, che in chiesa non viene così spesso come me, ma è una gran brava persona e a Dio ci crede, a don Tonino lo porta nel suo portafoglio e al Papa darebbe tutto, perché in quello che dice ci crede).

Finalmente potrà esserci l’ammalato che a Lourdes non potrà mai andare, perché altri non possono accompagnarlo e stare con lui tanti giorni, perché devono lavorare.

Per la prima volta, forse l’unica, vedrò il mio sindaco lì in quella piazza e il direttore didattico, mia sorella, vedrò il mio parroco, vedrò la mia parrocchia in quella piazza, vedrò i miei bambini dell’ACR, vedrò chi mi aiuta nei servizi domestici lì, in quella piazza. Vedrò tutti quelli che nella mia vita, nella mia storia ci sono e vedrò di loro un aspetto diverso, non il solito, non quello istituzionale, distaccato, non quello di chi riceve un ordine, non quello a cui mi rapporto e di cui non mi accorgo nemmeno dalla presenza. Ci sarà un mondo in quella piazza e io in quel mondo ci sarò.

Ci saranno i costruttori di pace, i poveri, i lontani della Chiesa e gli operatori pastorali, le famiglie con i bambini, gli anziani con la loro forza, il loro orgoglio, la loro fede; ci saranno i giovani con il loro entusiasmo irrefrenabile, i consacrati, i semplici, accanto a coloro che avrebbero desiderato stare in prima fila sempre. Ci sarà don Tonino nel cuore di ognuno di noi e ci sarà l’affetto infinito per il nostro Papa Francesco.

Mi alzerò presto al mattino e in pullman con la parrocchia – e la gioia che ho dentro – andrò a Molfetta.

Non avrò alcuna pretesa quel giorno, se non quella di gustarmi la giornata e magari vedere il più possibile vicino il Santo Padre, magari vederlo passare davanti alla transenna, dove io sarò destinata con il mio pass insieme alla mia parrocchia. Non avrò nessuna pretesa quel giorno, non chiederò all’addetto al servizio di accoglienza che conosco, benché della mia parrocchia, di andare il più vicino al palco; no, resterò lì, perché lui con tutta la gentilezza che non ha mai espresso mi inviterà a stare in quell’aria che il mio pass indica, ringrazierò a fine giornata. Anzi no, ringrazio da oggi per il miracolo, per l’ennesimo miracolo che don Tonino ha fatto per tutta la collettività: ci ha donato la visita del Santo Padre e noi lì saremo infinitamente grati e ne porteremo sempre con noi il ricordo nel cuore.

Grazie don Tonino.

Grazie Santo Padre, benvenuto a Molfetta! Benvenuto della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi che fu di don Tonino.

Ti Attendiamo con infinito amore.

Nunzia Di Terlizzi




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