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Domenica 21 gennaio, ore 2018
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La necessità di continuare ad educare al senso della legalità

A qualche giorno dall’aggressione subìta dal dott. Michele Sollecito, vicesindaco di Giovinazzo, nonchè assessore alla Politiche Sociali, come Azione Cattolica diocesana esprimiamo nei suoi confronti tutta la vicinanza e la solidarietà all’amico prima e all’amministratore pubblico poi. L’attività di un amministratore, per di più di giovane età, dovrebbe essere sempre guardata con grande rispetto e cura da parte dei cittadini, soprattutto quando ci si trova a gestire le politiche sociali, che senz’altro rappresentano la parte più delicata del pubblico amministrare, perché a contatto con le povertà, le miserie e le sofferenze della gente comune.

Ma per quanto le condizioni di molte famiglie oggi siano fragili e sull’orlo della disperazione, la violenza non è mai giustificabile, né tantomeno può essere considerata una soluzione, soprattutto se in risposta ad atti di salvaguardia e di ripristino della legalità e di riappropriazione, da parte di chi rappresenta lo Stato, di spazi abusivamente occupati.

Ugualmente recente, seppur di diverso tenore, è anche la notizia dell’atto vandalico perpetrato all’immobile sito in via Arco Catecombe a Molfetta, confiscato nel 1999 alla mafia locale e quindi di proprietà del Comune. Qui, il 22 maggio 2016, l’Azione Cattolica diocesana, insieme al Presidio Libera di Molfetta, nell’ambito della campagna Se parlasse la città aveva apposto una targa (che è stata appunto divelta qualche giorno fa) per identificare l’immobile con lo slogan “Da bene confiscato a Bene Comune”.

Come Associazione, in collaborazione con il Presidio di Libera, stiamo seguendo la vicenda in costante dialogo con l’Amministrazione Comunale per il ripristino dei luoghi; questo non perché ci interessa “mettere una targa”, ma perché crediamo che sia importante anche con dei gesti simboli riappropriarsi degli “spazi” occupati da altri e ridefinire il perimetro del Bene Comune, quale situazione sociale in cui chiunque trova il suo benessere, nel rispetto della legalità e dei diritti altrui.

È anche per questo che confermiamo il nostro impegno, nella quotidianità della nostra proposta educativa, nell’educare i nostri ragazzi, i giovani e gli adulti al senso più autentico e profondo della legalità.

La Presidenza diocesana




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