San Giacomo (Ruvo): «Dovremmo ulteriormente crescere riaffermando il valore dell’impegno laicale»

Carissimi
invio breve riflessione condivisa dal ns. gruppo adulti dopo la lettura della lettera di Angela, “L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ADULTI”.

E’ una sintesi delle opinioni raccolte all’interno del ns. gruppo (vi sono anche riflessioni di amici non aderenti).

Carissima Angela,

Le tue giuste sollecitazioni ci portano a dover fare una non facile riflessione complessiva sul nostro essere cristiani nel mondo, laici e per di più laici di AC.

Come gruppo adulti di Azione Cattolica della Parrocchia San Giacomo, abbiamo strutturato questa nostra riflessione nel contesto della IV° tappa CONTEPL-ATTIVI del percorso formativo adulti di questo anno associativo (VITA D’AUTORE). L’approfondimento del testo evangelico della trasfigurazione ed in particolare il concetto dello ”scendere dalla montagna” e la maggiore conoscenza dell’ attività di Giuseppe Lazzati, ci hanno messo nelle condizioni di rileggere il tuo scritto con maggiore profondità e provocazione. Quello che qui riportiamo è un po’ la sintesi delle riflessioni raccolte.

E’ spesso forte la “scelta” interiore del non voler vedere, del non voler capire, del non voler approfondire, del non volersi incuriosire e del non voler partecipare. Perché? Non si vogliono dare ora argomentazioni scontate e cadere in banali luoghi comuni. Certo emerge che spesso, in un contesto sociale di per se difficile, in un frenetico vivere e scansionare la giornata tra lavoro (per chi ancora ce l’ha), famiglia, impegni di varia natura, si finisce col rifugiarsi in se stessi chiudendosi nel proprio io, personale e famigliare. Spesso anche nella scelta degli svaghi serali, leggi trasmissioni televisive, si finisce nel cercare cose “leggere”, volendo staccare, tanto e non un po’, la spina dal cervello e rifugiarsi nel semplice pettegolezzo o in banali quanto poco credibili fiction (che poi, chiamandole in italiano, rendono meglio il senso, “finzione”, dal latino fingere). In qualche caso è subentrata una certa “disillusione” dopo le grandi aspirazioni giovanili e i sogni di cambiare il mondo. Altre situazioni vedono laici con grande forza di volontà, plurimpegnati nell’ambito parrocchiale in svariate mille attività (di cui qualcuno in fondo si deve occupare) e che, alla fine, finiscono per sfiancare le poche valide forze in campo. Non si tratta dunque spesso di latitare o eclissarsi. Forse, nel momento in cui un laico accetta di mettersi in “gioco” e rendersi disponibile, lo fa’ a favore della comunità parrocchiale luogo ove si sente più a suo agio. Organizza e armonizza attitudini e tempi in funzione dell’impegno a cui meglio è in grado di rispondere.

Certamente queste considerazioni condivisibili e giuste lasciano però insoluti gli interrogativi posti. Cosa fare? E’ un lungo e continuo percorso di sensibilizzazione e di formazione. Formazione delle coscienze in particolare. La maturazione dell’adulto passa anche nell’acquisire la capacità di mettersi in gioco e andare sempre “oltre”! Oltre le proprie illusioni e disillusioni, oltre la ristretta cerchia di amicizie e conoscenze di sempre, oltre il saper organizzare un campo scuola, un cammino di un gruppo di iniziazione cristiana (che pur non è cosa semplice), il saper cucire vestiti per feste e sagre. L’andare oltre, in un contesto partecipato e condiviso dai nostri assistenti e parroci trovando quel giusto equilibrio nella disponibilità prestata alla comunità parrocchiale, è sicuramente quella ricerca di Chiesa in uscita, di laici cristiani in uscita. La scelta della nostra associazione, di ricercare occasioni di riflessione sui nuovi stili di vita e sul bene comune, è anche un modo per far crescere quei bravi laici aprendo loro orizzonti nuovi, diversi, ma concreti. Su queste tematiche occorre insistere, investendo ancora di più tempo ed energie.

Dovremmo ulteriormente crescere “riaffermando il valore dell’impegno laicale che significa anche confrontarsi con il volto concreto delle persone e abitare quelle prassi partecipative che rendono viva la democrazia nella quotidianità”. Dobbiamo essere in grado di comprendere “che non bisogna temere di sbilanciarsi verso l’esterno per contribuire a un nuovo progetto per la società civile. Dobbiamo meglio saper spiegare e vivere il senso che “ l’impegno religioso va inteso come scelta di frontiera di un laicato orientato a una cittadinanza cristianamente ispirata e laicamente declinata, rilanciando un rinnovato protagonismo della costruzione di un Europa (potremmo dire anche dire società nel ns. caso) delle opportunità, della solidarietà e dell’integrazione” (Il Seminatore uscì a seminare – Orientamenti per il triennio 2014/2017 pag. 12). Nel concludere riteniamo comunque è importante confermare che una realtà educativa come la nostra “ha il dovere di operare all’interno della comunità, indicando un sentiero di crescita della coscienza comune, creando occasioni di confronto e proponendo iniziative mirate a fare opinione e ad accrescere il senso critico.” (Documento finale XV° Assemblea Diocesana – B come Bene Comune).

Salutiamo in Cristo.

​​​​​​Gruppo Adulti AC Parrocchia San Giacomo Ruvo




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