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Mercoledì 28 giugno, ore 2017
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Trasformare spazi virtuali in intrecci di sguardi e di storie

Prosegue la campagna di sensibilizzazione dell’AC diocesana che ha avviato una riflessione sui fenomeni collegati all’utilizzo dei social network, con l’intento di proporre un uso più consapevole degli stessi.

In questo secondo manifesto, dal titolo “TRASFORMARE SPAZI VIRTUALI IN INTRECCI DI SGUARDI E DI STORIE”, si vogliono accendere i riflettori sulla distanza che l’uso sconsiderato ed eccessivo di tali strumenti può determinare tra l’esperienza diretta e concreta della quotidianità e la realtà virtuale.

Vedere il mondo attraverso la mediazione di questi strumenti, comunicare con gli altri attraverso la tastiera di un tablet o dello smartphone, impedisce l’accesso agli aspetti più diretti e profondi della relazione umana.

AC-2La profondità di una relazione va, infatti, cercata e costruita attraverso la condivisione di esperienze dirette: non ci può essere amicizia senza sguardi d’intesa, pacche sulla spalla, sorrisi di accoglienza. Non ci può essere ascolto senza silenzi condivisi, lacrime asciugate, abbracci di comprensione. Non ci può essere coraggio nell’esprimere un’idea, prescindendo dal guardare l’altro negli occhi. Il timore di una risposta differente dalle nostre aspettative non può rinchiuderci in stanze di solitudini.

L’idea di perdere il contatto reale e fisico con l’altro dovrebbe spaventarci, perché rischia di diventare un precursore di assenze ingiustificate dal mondo, nell’illusione di essere sempre “in linea” con qualcuno, senza essere in rapporto, intimamente profondo, con alcuno.

Non ci si può accontentare di vedere la realtà in un video o in una foto, postate da chissà chi, ma si deve sentire l’urgenza di raccoglierla con i nostri occhi, di toccarla con le nostre mani, di sentirla vibrare nel nostro cuore.

L’uso di questi nuovi mezzi di comunicazione non può rinchiuderci in stanze illuminate, ma senza calore. Non può e non deve toglierci il gusto di andare incontro all’altro nelle strade, nelle piazze, negli oratori delle nostre città. La gioia dello stare insieme ci dia il desiderio di camminare per “spalancare la finestra del futuro progettando insieme, osando insieme,..” (don Tonino Bello, La Lampara) e tenendoci per mano e guardandoci negli occhi, non verificando semplicemente di essere “in linea”.

Chiara De Palo




One thought on “Trasformare spazi virtuali in intrecci di sguardi e di storie

  1. Franco Pagano

    Sottoscrivo tutto partendo proprio dal principio della relazione e della comunicazione. La comunicazione è fatta solo in una piccola percentuale dal verbale, dal parlato, il restante 90,è fatto di sguardi, di mimica, di sorrisi, di movimento del corpo, di calore ecc. Usiamo gli strumenti di comunicazione tecnologicamente avanzati, ma con moderazione e cfinicon buon senso.

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