Gesù e la Samaritana: due “seti” che si incontrano – Esercizi Spirituali 2026

ESERCIZI SPIRITUALI Adulti di AC, 7-8 marzo 2026

Con la gioia di ritrovarsi e la voglia di vivere un intenso momento comunitario, sabato 7 marzo, presso l’Auditorium “don Tonino Bello” della Parrocchia Immacolata di Giovinazzo, si è dato il via ai tanto attesi ed irrinunciabili, esercizi spirituali diocesani del settore adulti di AC.

A guidarci nel percorso di meditazione oltre al nostro caro Assistente don Gianni Fiorentino, quest’anno come novità, c’è stata la presenza di una figura laica, la prof.ssa Rita Leone nostra aderente e Docente di religione. Il tema Gesù e la samaritana: due “seti” che si incontrano è stato presentato oltre che dal punto di vista teologico anche in una attualizzazione nelle nostre relazioni quotidiane.

Il passo già citato, tratto dal Vangelo di Giovanni (4, 1-30) ci riporta al ritorno di Gesù da Gerusalemme in Galilea.

Gesù avrebbe potuto attraversare la valle del Giordano, percorrendo così una strada più sicura. Invece egli come precisa l’evangelista, “doveva” passare dalla Samaria, terra ostile per i giudei, abitata da gente impura e idolatra. Quel doveva esprime una necessità divina in obbedienza al Padre, proprio perché la missione evangelizzatrice di Gesù non è ristretta ai soli giudei.

Gesù giunge nei pressi del pozzo di Giacobbe a Sicar. Stanco ed affaticato chiede da bere ad una donna, costretta ad attingere acqua nell’ora più calda della giornata e quindi poco frequentata, a causa della sua condizione immorale pubblicamente riconosciuta. Aveva avuto cinque mariti.

Gesù le dice “Dammi da bere”.  La donna si meraviglia come mai “tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me che sono una donna e per di più samaritana?”. Il dialogo che si instaura fra Gesù e la donna, al pozzo, fonte di acqua per la vita degli uomini, mette a confronto due volti, due persone, due sofferenze, due “seti”. Gesù ha sete di ricondurre qualsiasi uomo o donna a Dio. La samaritana ha sete di infinito.

Gesù conosce come la donna ha cercato di placare la sua sete nel corso della sua vita, ma senza condannarla la invita a fare ritorno a Dio: quest’acqua del pozzo non disseta per sempre “ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà più sete in eterno; anzi diventerà in lui sorgente che zampilla per la vita eterna”.

Nelle sacre scritture dietro un personaggio che non ha un nome, si cela ciascuno di noi. Come la samaritana ciascuno è assettato di Dio e del suo Amore.

Noi uomini e donne di questo tempo, siamo immersi in una vita frenetica, dove ognuno corre il rischio di vivere i “pozzi” ovvero le piazze, i mercati, i condomini, i luoghi di lavoro, senza vedere l’altro. In questa società “dettata dalla velocità dei social, dalla cultura della prestazione, dalla mancanza di confronto”, può capitare di percepire la novità e l’altro come una minaccia, e di “reagire impulsivamente, giudicando prima di ascoltare e escludendo prima di capire”.

Gesù ci indica di non indugiare nell’incontro, di porci nell’ascolto dell’altro, di disarmare il dolore per unire ciò che divide ed essere artigiani di pace.

In questo tempo di Quaresima siamo pertanto invitati nel silenzio ad accogliere la nostra sete più profonda, non quella che crediamo di appagare con le “brocche del consumo, del ruolo, o di una appartenenza chiusa ad una comunità”.

Come ci ha detto Papa Leone, “La pace, comincia dentro di noi, nel nostro modo di essere, di come ci prendiamo cura della nostra sete”.  Solo così potremo costruire una pace disarmata e disarmante.

Gli esercizi si sono poi conclusi condividendo la mensa Eucaristica, il pranzo della domenica e un’ultima intima, arricchente, riflessione comunitaria.

Un sentito grazie a don Gianni e a Rita per le incisive meditazioni. Grazie a Marianna, Tommaso e a tutta l’equipe diocesana del Settore adulti, per aver organizzato con la consueta passione associativa l’evento.

 FRANCESCO ALLEGRETTA

Qui di seguito riportiamo il materiale utilizzato durante gli esercizi

Meditazione a cura di don Gianni Fiorentino/button_link]
Meditazione a cura di Rita Leone/button_link]




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