Durante questa giornata articolata in tre momenti, siamo stati invitati a riflettere su temi profondi e personali, intrecciando attualità, fede e quotidianità. Nel primo momento, ci siamo soffermati sull’importanza di guardare con attenzione e consapevolezza il mondo che ci circonda. Attraverso alcune domande, siamo stati spinti a riconoscere quanto siamo informati e coinvolti nelle notizie attuali e quanto sentiamo il dovere, come cattolici e membri dell’Azione Cattolica, di leggere e interpretare i “segni dei tempi”, alla luce del Vangelo e dei valori cristiani. È stato un invito a non restare spettatori, ma a sentirci parte attiva e responsabile nel mondo.
Il secondo momento ha portato lo sguardo dentro di noi, nella nostra relazione personale con Dio. A partire dal Vangelo di Pietro, ci siamo interrogati su come il Signore ci chiama e come rispondiamo alla Sua voce nella vita concreta. È stato un esercizio di introspezione, per riconoscere la Sua presenza nelle nostre scelte, nei nostri dubbi, nelle nostre strade. Un’occasione per riscoprire il valore della quotidianità, che spesso ci annoia ma, se guardata da una prospettiva nuova si manifesta come uno stimolo di crescita e di continua ricerca di bellezza!
Infine, il terzo momento, partendo da una canzone di Mannarino, ci ha spinti a riflettere su cosa significhi “rinnegare sé stessi”, prendere la propria croce e seguire Gesù. Abbiamo cercato di dare un nome alle nostre “croci” quotidiane e di riscoprire, anche nei momenti più faticosi, la speranza. Perché anche quando tutto sembra perduto, c’è sempre un motivo per ricominciare, per trovare luce. L’angelo che dice “hanno perso la speranza” diventa allora uno stimolo a cercarla!!
Questa giornata è stata un cammino tra mondo, cuore e spirito: osservare, ascoltare, rispondere. Tre tappe per riscoprire il senso dell’essere cristiani oggi, dentro e fuori di noi.
Personalmente, il momento che mi ha toccato più profondamente è stato il terzo. Riflettere sul significato del “rinnegare sé stessi” e sull’invito di Gesù a prendere la propria croce e seguirlo mi ha permesso di fermarmi e guardare con sincerità la mia quotidianità. È stato fondamentale chiedermi quali siano davvero le mie croci, quelle che porto ogni giorno spesso in silenzio, e riconoscere che, anche nei momenti di stanchezza o smarrimento, c’è sempre una scintilla di speranza da ritrovare. Perché spesso si nasconde, facciamo difficoltà a vederla nelle pieghe delle nostre vite o altre volte per noia e per pigrizia non la cerchiamo nemmeno; ma c’è! La speranza c’è! È dentro di noi, è nel mondo che ci circonda, è nella vita che viviamo, è nel percorso che condividiamo con i fratelli, è nella possibilità di poter cambiare qualcosa di piccolo, ma di straordinario per qualcun altro! Questo mi ha ricordato che non siamo mai soli nel nostro cammino, e che anche le fatiche possono diventare occasione di crescita e dono, se vissute con una Luce nuova!
Nicla Caprio














































