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L’Azione Cattolica, un’associazione radicata nella Chiesa e nel territorio
L’Atto Normativo Diocesano è il documento che disciplina la vita, l’ordinamento e le funzioni dell’associazione diocesana, in armonia con le norme dello Statuto e del Regolamento nazionale. Esso traduce la scelta della diocesanità, cioè del radicamento locale dell’associazione, già espressa dallo Statuto del ’69, in risposta alla visione di Chiesa del Concilio, e rafforzata dallo Statuto aggiornato del 2003. L’Azione Cattolica Italiana realizza, infatti, con la Diocesi in cui è presente, una relazione organica che si esprime nella dedicazione dei singoli associati e dell’Associazione alla Chiesa particolare per offrirle, con la propria soggettività associativa, un contributo originale e significativo alla crescita della comunità diocesana [1].
È proprio questo radicamento diocesano che rende la nostra associazione più profondamente espressione di Chiesa; un’associazione di laici che vivono per la Chiesa e per la globalità della sua missione, orientando ad essa il proprio impegno apostolico.
Tale scelta vuole anche esprimere il desiderio di riappropriarci delle radici culturali e di fede della realtà in cui il Signore ci dona di vivere, nella convinzione che soltanto con l’attenzione alla persona e alle sue attese, nella quotidianità dell’esistenza umana, nel qui ed ora della nostra realtà diocesana, è possibile esprimere autenticamente l’identità laicale dell’associazione.
L’AC diocesana si rivela presente nella storia della comunità diocesana, e in particolare nella storia delle quattro città, in quanto ha dato vita a strutture di pensiero e di testimonianza che hanno accompagnato, per tutto il Novecento, l’evolversi della società civile, delle istituzioni, delle famiglie parrocchiali e della gente comune. Ciò è stato possibile anche grazie alla testimonianza di importanti personalità, laici, sacerdoti e vescovi, che con il loro bagaglio di umanità, di cultura e di fede, espressioni di una santità del quotidiano, costituiscono il patrimonio che l’Associazione e la Chiesa locale possono vantare e non devono assolutamente disperdere [2].
Inizialmente suddivisa nelle associazioni diocesane di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi, e dal 1982 anche quella di Ruvo di Puglia, l’AC ha ispirato l’apostolato laicale ed ha contribuito al progresso morale, materiale e religioso specie delle giovani generazioni. Quando le vicende politiche ed economiche hanno richiesto l’intervento dei cattolici tra le pieghe della storia, l’AC ha donato una significativa presenza di sé stessa e dei propri soci nel movimento cattolico, altresì esaltando i valori di Patria, Pace e Promozione della Persona.
Nel 1986, con l’unificazione delle quattro diocesi, grazie anche alla presenza del vescovo Mons. Tonino Bello, è nata l’AC diocesana portando a compimento quel cammino di unione spirituale e di azione associativa che, già in precedenza, aveva dato vita a programmi ed esperienze comuni.
Negli anni Novanta e nel terzo millennio, l’AC diocesana ha scelto il confronto con la storia, intesa quale continuo divenire delle speranze e delle attese del mondo. In questi anni di raffronto tra contrastanti concezioni della vita e di fronte alle sfide della secolarizzazione, l’AC ha promosso la missione dell’evangelizzazione della società, continuando il dialogo confrontandosi e dialogando con il territorio, così come del resto avvenuto in altri salienti periodi storici, quali gli anni post-conflitti mondiali e l’epoca del Concilio Vaticano II.
Il nuovo percorso, intrapreso all’indomani dell’unificazione delle diocesi, ha trovato sintesi nel Regolamento diocesano del 1988, dove si ribadiva che l’AC vuole affermare la propria volontà di continuare a “spendersi” per la Chiesa locale, evidenziando anche l’esigenza di coniugare qualsiasi programma associativo con i reali bisogni pastorali, culturali e sociali del territorio [3].
Questa sensibilità, sempre sollecitata dai Pastori che hanno guidato e guidano la Diocesi [4], è stata tradotta puntualmente nei documenti finali delle diverse assemblee diocesane e nelle proposte associative di anno in anno programmate, a testimonianza del profondo desiderio di radicamento che è già caratteristica della nostra associazione diocesana.
Riaffermare la diocesanità, però, nulla toglie all’altro livello fondamentale della vita dell’AC, il livello nazionale, che, “deve poter restare riconoscibile come il luogo organizzato entro cui si vive l’unica identità” (P.Bignardi).
La duplice costituzione dell’associazione, diocesana e nazionale, è sancita proprio dallo Statuto, agli artt. 12 e 20, per cui è giustificata l’innovazione normativa introdotta nell’ultimo aggiornamento statutario, allorquando si afferma la necessità di un Atto normativo, approvato dall’Assemblea diocesana e reso operativo dalla favorevole valutazione di conformità espressa dal Consiglio nazionale [5].
L’Atto normativo non vuol essere, dunque, una somma di “regole” – pur necessarie all’articolarsi democratico della vita associativa – quanto piuttosto uno strumento che dica quale presenza oggi l’Azione Cattolica intende esprimere nella nostra realtà diocesana e come essa si organizza sul territorio. Esso fa costante riferimento allo Statuto e al Regolamento nazionale, senza volerli duplicare, ma declinandone in chiave locale le scelte ideali e gli assetti istituzionali.
Con questi auspici e con la responsabilità di rappresentare “la fiducia e la speranza” [6] del Vescovo, che è quindi fiducia e speranza dei Sacerdoti e dell’intero popolo di Dio, affidiamo il nostro cammino alla Vergine Maria, perché accompagni e guidi i nostri passi.
L’Atto normativo diocesano è stato approvato all’unanimità dall’assemblea diocesana straordinaria svoltasi a Giovinazzo, il 18 e 19 settembre 2004.
[1] Cfr. Statuto, art. 11.4
[2] Rimandiamo alla recente pubblicazione del Quaderno n.22 dell’Archivio diocesano, a cura di Luigi Michele de Palma, Cento anni di storia dell’Azione Cattolica diocesana, Molfetta 2002, come anche ad altre pubblicazioni realizzate e che si realizzeranno, perché emerga la ricchezza “di esempi, di tradizioni, di esperienze, che non sono già un carico da portare, ma un motore che vi porta” (Paolo VI).
[3] Cfr. Azione Cattolica diocesana, Laici per Vocazione. Riflessioni e percorsi dell’A.C. diocesana, Molfetta 1992.
[4] Oltre al volume sul Centenario dell’AC, già citato, cf.: D.Amato (a cura di), Fino in cima. Scritti e interventi di Mons. Antonio Bello all’Azione Cattolica, Roma 2003; Azione Cattolica diocesana, Segno di unità e costruttori di pace. Scritti e interventi di Mons. Donato Negro all’Azione Cattolica, Molfetta 2000.
[5] Cfr. Statuto, art. 21
[6] Cfr. Luigi Martella, Messaggio del Vescovo all’XI assemblea diocesana dell’AC, in Atti della XI assemblea diocesana, Molfetta 2002.