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La veglia mariana in apertura della XII assemblea di AC
Di Manuela Barbolla
Finalmente!
Certo parlando di Azione Cattolica qualcuno potrebbe pensare che si tratti di un “urlo liberatorio” lanciato da chi, alla fine di un faticoso triennio, non vede l’ora che tutto finisca per poter così tornarsene a casa!
In realtà non si tratta di questo: è l’espressione di gioia che, non è difficile immaginare, si è levata sabato 19 febbraio in apertura della XII assemblea diocesana dell’AC.
Finalmente! Finalmente è iniziata! Finalmente nel modo migliore: con la preghiera! Finalmente tutti insieme: la cappella della casa di riposo “don Grittani” era gremita non solo di delegati all’assemblea, ma anche di molti aderenti venuti dalle quattro città della diocesi per pregare.
La celebrazione è subito entrata nel vivo con l’intronizzazione della Parola: solo lasciandoci condurre dalla Parola potremo «diventare persone intrise della bellezza del Vangelo», ci ha ricordato don Pietro Rubini, in un passaggio della sua ricca riflessione. C’è stata poi la “presentazione” all’assemblea di quattro laici delle nostre città che con la loro vita ed anche con la loro sofferenza sono stati capaci di testimoniare a chi ha avuto la fortuna di incontrarli tutta la loro passione per il Vangelo. Pino, Maria, Massimo, Cristina: sono quattro amici che in modi, tempi, età diverse, con la loro testimonianza hanno aiutato a comprendere la bellezza dell’essere cristiani, sempre. E’ stata poi portata all’altare l’icona della Madonna dei Martiri cui l’associazione tutta si è affidata perché ogni singolo giorno di questa XII assemblea sia fruttuoso e carico di significato e non una pura formalità burocratica. Il tutto è stato accompagnato e completato dalla ricca e intensa riflessione di don Pietro, nostro assistente che, quasi portandoci per mano, ci ha indicato l’unica via possibile per vivere pienamente quello che è il carisma proprio dell’AC. Una AC che si rinnova non può avere come fondamento vero altri che Gesù Cristo, fonte di ogni speranza, che ci chiama ad essere suoi discepoli nella Chiesa e nel mondo: nel contesto socio-culturale in cui siamo chiamati a vivere, nella famiglia e nella politica.
L’intensa serata è stata poi completata dalle parole di suor Giovanna, Madre superiora, che nel suo intervento ha ricordato ai presenti che la comunità di “don Grittani” è stata ben lieta di accogliere l’AC, anzi che l’AC è di casa in quella struttura che proprio con alcuni laici e laiche di AC don Ambrogio Grittani riuscì a fondare. Il presidente diocesano, Gino Sparapano, ha dato appuntamento a venerdì prossimo, quando i frutti di questo intenso momento di preghiera prenderanno forma nei programmati momenti assembleari.