Un campo scuola non è mai soltanto un programma da seguire, ma un cammino da percorrere insieme. È un tempo dedicato alla riscoperta personale, guidato dalla fede e dal senso di condivisione che ci rende davvero fratelli. Con questo spirito, dal 22 al 24 agosto 2025, a Larino (CB), l’Azione Cattolica diocesana ha scelto di mettersi in cammino “Sulla strada dell’umanità”, in un percorso fatto non solo di spiritualità e formazione ma soprattutto di relazioni. Con questo filo rosso, le tre giornate del campo hanno fatto da eco al messaggio di papa Leone XIV: “Prima di essere credenti, siamo chiamati a essere umani”.
Nella presentazione inaugurale del campo, a cura della presidente diocesana Margherita de Pinto, sono state tracciate le prime coordinate del viaggio: scavare in noi stessi, nella nostra umanità per aprirci all’altro con l’accoglienza dei fratelli nella fede. Questo invito non è rimasto soltanto un’esortazione interiore, ma si è tradotto in un breve percorso itinerante che, attraverso immagini di volti segnati e mani che si sfiorano, ha dato inizio alla veglia di preghiera guidata da don Gianni Fiorentino davanti al Santissimo Sacramento. È proprio durante la veglia che è risuonato con forza il richiamo della Parola: riscoprendo la nostra umanità possiamo incontrare davvero il Signore!
Il cammino del campo si è arricchito con la riflessione guidata da Paola De Lena, incaricata della formazione per l’AC della diocesi di Termoli-Larino. Nella sua testimonianza, Paola ha raccontato la sua esperienza in Caritas, spingendo i partecipanti a interrogarsi sulle relazioni che generano umanità. Da questo confronto è emerso quanto sia difficile ma fondamentale riconoscere Cristo nel volto dell’altro, soprattutto quando le relazioni sono segnate da squilibri, fragilità o ferite. Guardare con occhi nuovi diventa così un atto di fede e di responsabilità, per portare la bellezza dell’AC nei luoghi che abitiamo ogni giorno.
Questo “viaggio” fatto di ascolto e sguardi, però, non può fermarsi alle sole parole: deve farsi servizio. Lo ha raccontato con forza la testimonianza di don Riccardo Agresti relativa al progetto “Senza sbarre”, iniziativa portata avanti da diversi anni per il riscatto morale e sociale dei detenuti. Questo progetto rappresenta un segno tangibile di come il Vangelo diventi vita concreta quando trasforma un bene confiscato alla criminalità in un luogo di rinascita e speranza. Le testimonianze hanno suscitato interrogativi e riflessioni che, nei laboratori esperienziali, sono diventati occasione di confronto e condivisione tra i partecipanti: è in questi momenti che l’Azione Cattolica diocesana cresce e avanza nel suo cammino.
Accanto alle attività formative e spirituali, non sono mancati momenti di convivialità e di festa: le serate trascorse insieme, tra sorrisi e leggerezza, hanno offerto a ciascuno l’occasione di vivere relazioni vere, rafforzando quel clima di fraternità che è cuore dell’esperienza associativa.
Il campo si è concluso con la celebrazione presieduta dal Vescovo, Mons. Domenico Cornacchia, che ha ricordato come la nostra vera vocazione nasca da uno stile di autenticità, semplicità e condivisione. Un messaggio che ha trovato continuità nella sintesi finale della presidente diocesana, la quale ha rilanciato quanto costruito e condiviso come piste concrete per il nuovo anno associativo.
Il campo può finire… ma la strada sul cammino dell’umanità continua! A ciascuno di noi il compito di far germogliare i semi di questa esperienza nelle comunità parrocchiali.
Domenico Episcopo

























































