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Domenica 25 settembre, ore 2022
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Chiamati a far Crescere – Il servizio educativo come vocazione

Di seguito riportiamo la recensione scritta da Marialuisa Di Modugno, educatrice Acr e membro d’equipe diocesana Acr del nuovo testo a cura dell’Azione Cattolica dei Ragazzi dal titolo: Chiamati a far Crescere – Il servizio educativo come vocazione

Chiamati a far crescere è una raccolta di interventi pronunciati da volti più o meno noti della nostra associazione durante seminari e convegni dello scorso triennio. È un percorso che permette di riflettere e riscoprire la vocazione che è alla base sia della adesione all’Azione Cattolica che al servizio educativo.
Si articola in due sezioni (suscitare e accompagnare vocazioni), sintesi di quello che deve compiere una comunità che si definisca generativa. Le diocesi, le parrocchie, i singoli gruppi formativi, anche alla luce del momento storico che stiamo attraversando, devono infatti  impegnarsi a superare l’idea individualistica del servizio educativo, ovvero “lo faccio perché mi fa stare bene”; superare l’idea della “chiamata a tempo determinato” o quella del dover aspettare di essere perfetti per poter educare e accettare invece le proprie fragilità, riconoscerle e affidarle agli altri, affinché le custodiscano e proteggano. Il servizio educativo deve essere un gesto di gratuità, per “donare ad altri quello che è stato donato a me”, per arrivare anche agli ultimi, ai più lontani. Pier Paolo Triani si sofferma sull’importanza del gruppo come luogo dove non solo nascono le vocazioni, ma vengono comprese, coltivate e concretizzate, attraverso l’esperienza di se stesso, dei propri limiti e delle proprie potenzialità; esso diventa “palestra concreta del tu e della prossimità”.
L’educatore deve essere anche un buon cittadino, con una vocazione al bene comune, che deve testimoniare e non trasmettere i valori sociali, ambientali, umani, civili. Deve sentire di avere a cuore tutto quello che lo circonda. Non deve rinunciare ad avere un proprio pensiero, anzi deve essere protagonista della vita politica del paese, non necessariamente candidandosi per un ruolo, ma semplicemente riconoscendo di avere delle responsabilità nei confronti della città, della parrocchia, della propria vita come ci suggerisce Rosy Bindi.
Nella seconda parte del testo viene delineata la figura dell’educatore come discepolo-missionario, avendo come esempio Giovanni il Battista: egli distoglie l’attenzione del mondo da se stesso per centrarla in Cristo. Gli educatori sono chiamati a questo: essere compagni di strada dei ragazzi.
Essi camminano al loro fianco, indicando la strada da seguire ma senza sostituirsi a loro per renderla più semplice; testimoniano la presenza di Dio nella loro vita, “capaci di farsi da parte, senza mettersi in disparte”. È un testo illuminante sotto diversi aspetti: ciascuno degli interventi proposti aggiunge un tassello al discernimento che ogni educatore dovrebbe compiere ogni volta che sceglie di confermare il proprio sì. Chiamati a far crescere offre gli spunti necessari, in modo piacevole e scorrevole, affinché ciascun educatore possa fermarsi e tenere saldo il motivo che lo spinge, ancora oggi, a prestare il proprio servizio educativo. Questa lettura consente di immedesimarsi in alcune situazioni descritte prendendo consapevolezza della presenza di tante persone al di là delle mura parrocchiali che condividono gli stessi dubbi, le
stesse paure e insicurezze, ma anche le gioie, i successi del servizio educativo e la Bellezza dell’adesione all’AC.

Marialuisa di Modugno

educatrice Acr e mebro d’equipe diocesana Acr

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