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Venerdì 10 aprile, ore 2020
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Auguri don Tonino

Chissà come avrebbe festeggiato oggi don Tonino i suoi 85 anni! Avrebbe lanciato un video messaggio dai social, si sarebbe affacciato alla finestra per innalzare la speranza e mantenere le distanze che siamo costretti a tenere o avrebbe scritto a mano come ha fatto tante volte un discorso per tutti?

Non lo sappiamo, possiamo solo immaginare che non ci avrebbe fatto mancare parole di conforto e vicinanza, adesso più di sempre. Lui, che è sempre stato accanto ai bisognosi, ai fragili, agli emarginati, ai deboli. E ora vulnerabili siamo un po’ tutti.

Vogliamo quindi riprendere il Messaggio che pronunciò all’Ac nella II Assemblea diocesana, pubblicato su “Luce e Vita insieme” del 23 febbraio del 1992.

Teniamoci stretti, almeno col cuore. Almeno per adesso.

Il vostro Breviario

Ho appena finito di recitare le lodi.

Nell’inno ho trovato una strofa splendida.

Ve la propongo come preghiera,

ma anche come programma.

«Donaci un cuore puro,

fedele nel servizio, ardente nella lode».

Mi sembra la variazione sul tema

di un vostro antico breviario:

preghiera, azione, sacrificio.

Con gli estremi invertiti.

 

Donaci un cuore puro.

Disposto, perciò, al sacrificio.

Perché, vista la cloaca

su cui bisogna mettere i piedi,

mantenere il cuore incontaminato

oggi costa prezzi da capogiro.

D’altra parte,

la militanza nell’Azione Cattolica

non è componibile con un cuore che,

«flirtando» col compromesso

e snervandosi nell’ambiguità delle scelte,

regala la sistole agli slanci del Vangelo

e la diastole alle seduzioni del peccato.

 

Fedele nel servizio.

Invocate la grazia della diaconia,

dono che viene dall’alto,

motivo ispiratore dell’esistenza.

Perché chi non vive per servire,

non serve per vivere.

Una diaconia gratuita, estroversa:

senza i disturbi del calcolo

nella sua colonna sonora.

Ma invocate anche la grazia

della fedeltà…

alla storia, alla geografia,

e al Signore dell’una e dell’altra.

 

Ardente nella lode.

È la dimensione della preghiera,

cifra interpretativa della vita.

Senza questa chiave,

anche l’impegno per la Chiesa

resterà sterile affanno.

E vi risulteranno chiusi per sempre

i misteri gaudiosi della mietitura

e i segreti del Regno.

Preghiera che arde.

Che incendia, cioè,

tutte le scorie del mondo,

e lo purifica col rogo quotidiano

della sua implorazione vicaria.

                                                                                                  + don Tonino, Vescovo




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