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Venerdì 10 aprile, ore 2020
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Riflessione di don Gianni sul brano evangelico di domenica 15 marzo

Carissimi ragazzi, giovanissimi, giovani, adulti e adultissimi in questo tempo instabile teniamoci uniti. Noi sappiamo bene quanto può essere forte il legame del cuore.
Per questo vogliamo esservi vicini. Qui potrete trovare qualcosa di utile… Uniti ce la faremo

Carissimi amici giovani e adulti di Azione Cattolica, leggo e rileggo il densissimo brano della Samaritana (Gv 4) di domenica prossima, e subito mi sento come rimandato alla storia dei nostri giorni, così fortemente segnata dalla paura e dal rifiuto dell’altro, dello straniero, del diverso, in nome di un’identità nazionale, culturale, religiosa. L’incontro, infatti, tra Gesù e la donna prende l’avvio da “un’inimicizia categoriale”: “Come mai tu, che sei GIUDEO, chiedi da bere a me, che sono una SAMARITANA?” (4,9) Presso il pozzo di Sicar, uno di fronte all’altro, non vi sono 2 volti, 2 nomi, 2 biografie, 2 sofferenze, ma 2 categorie: un giudeo e una samaritana. Cosa spezza quell’inimicizia iniziale? L’atto umile con cui Gesù osa il suo bisogno di fronte a lei: “Dammi da bere” (4,7). Quella domanda disarmante fa sbocciare nella donna il fiore profumato dello stupore (“Come mai…?”), che diventa il primo passo di un cammino verso Gesù, ma che sarà anche verso se stessa; un cammino interiore che sarà coraggio di affrontare (“connettersi verso”: cf. la nostra Regola spirituale) la propria sete profonda. Nessuno di noi è solo appartenenza etnica o confessione religiosa. Dal racconto colgo questo messaggio forte: dalla polarità aggressiva e ostile “noi-voi”, occorre passare al coinvolgente “io-tu”: “Donna, l’acqua che cerchi sono IO, che TI parlo”. L’identità non è un dato fisso – come alcuni vogliono far credere – ma avviene e diviene proprio nell’incontro con l’altro (cf. Campagna Associativa 2019-2020). Se questo Vangelo ci interpella, dunque, sul desiderio che ci abita, ci suggerisce subito che la nostra sete profonda è sete di incontri e di relazione (Come tra l’altro ci sta drammaticamente facendo capire l’isolamento forzato di questi giorni). La sete profonda di Dio, che Gesù gridera e placherà totalmente sulla Croce, intercetti anche la nostra. Perché oggi e domani e sempre a Gesù possiamo dirGli: “SIGNORE DACCI DI QUEST’ACQUA… Non stancarti di versare nella piccola brocca del nostro cuore l’ACQUA VIVA che Tu sei,  l’ACQUA DEL TUO SPIRITO di AMORE e di VERITÀ”.

Vi auguro con affetto una Buona Domenica, don Gianni




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