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Mercoledì 03 giugno, ore 2020
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XVII ASSEMBLEA DIOCESANA ELETTIVA – SECONDA GIORNATA

La seconda giornata della XVII Assemblea diocesana elettiva è stata ricca di interventi, saluti e prospettive.

Con la sua relazione, la Presidente uscente Nunzia Di Terlizzi, ha ripercorso gli eventi, gli impegni, le fatiche e le azioni di questi ultimi tre anni, ha sottolineato lo sforzo costante  per garantire una proposta formativa adeguata alle fasce d’età di tutti gli aderenti, dai piccoli agli adultissimi, i progetti nati dall’intuizione di alcuni aderenti di Ac in collaborazione con altre realtà territoriali, come il Social Market Solidale, di cui l’Ac diocesana è co-fondatrice insieme al Rotary Club di Molfetta, ha ricordato la testimonianza e la vicinanza di persone affezionate all’associazione che in vario modo, nonostante l’avanzare dell’età, ne hanno continuato a sostenere gli intenti e le finalità.

È intervenuta come rappresentante del Centro nazionale Monica Del Vecchio, incaricata della Promozione associativa, che ha subito dichiarato di sentirsi a casa e fra amici. Monica ha ribadito l’importanza di credere nelle capacità delle persone, nel contributo che possono offrire all’associazione e non solo, nonostante limiti o conoscenze inizialmente non del tutto adeguate all’inziaio. Ha fatto riferimento ad alcuni pericoli che possono minare l’associazione dall’interno, come la mancanza di identità, soprattutto quando si vivono esperienze di AC che si discostano da ciò che realmente l’associazione promuove e rappresenta. Ha fermato l’attenzione sulla delicata questione dei passaggi, a tutte le età, in particolare sulla necessità di accompagnare i giovani nel diventare adulti consapevoli, attraverso un percorso di crescita e maturazione, che non dipende dal solo dato anagrafico. Quello che i giovani possono fare è anzitutto essere felici, perché hanno molto da offrire ma basta poco a scatenare conflittualità e resistenze.

Pina Raguso, Segretaria della Delegazione regionale, ha ringraziato la nostra diocesi anzitutto per la presenza costante negli appuntamenti e negli eventi regionali, per l’impegno profuso, per il senso di fraternità profondo. Ha augurato che l’Ac possa essere casa anche per chi non fa parte della grande famiglia dell’Azione Cattolica. Ha poi esortato a non avere paura a cominciare un eventuale nuovo cammino per rilanciare l’associazione, magari ponendo attenzione (come in parte già avviene) anche ai neo sposi o a quanti si sono allontanati dalla Chiesa.

L’intervento di Angela Paparella, attuale Segretaria della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali, ha incoraggiato gli aderenti di Azione Cattolica a guardare, scrutare, leggere ed essere vigili, a porsi in ascolto delle persone, a distinguere il cambiamento, ad annunciare la Buona Novella, a lavorare, pregare, mettersi al servizio, curare le relazioni.

L’azione Cattolica dovrebbe sempre aprire le porte a tutti, come ha rimarcato anche don Vito, Direttore dell’Ufficio Pastorale, che ben conosce l’associazione. Nell’ambito delle Comunicazioni Sociali, si richiede una maggiore reciprocità e collaborazione per poter condividere anche gli spazi della comunicazione, attraverso cui passa anche la dimensione della comunione.

Il dottor Cives, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Salute, ha manifestato la positiva impressione e l’entusiasmo emerso da questa assemblea diocesana, richiamando il senso dell’ottimismo della ragione, soprattutto in questi ultimi giorni in cui pare che la paura e lo sconforto sovrastino tutto il resto. Bisogna dunque ricordarsi, come sosteneva don Tonino, che siamo tra diluvio e arcobaleno.

Gli interventi sono stati numerosi, tuttavia sembra comune la necessità messa in evidenza di incentivare la speranza, cambiare il modo di fare formazione per poter allargare le vedute, essere capaci di custodire l’altro, dando attenzione e importanza ai legami affettivi, Per far sì che il passaggio intergenerazionale all’interno della stessa associazione si presenti quale scelta consapevole, volontaria, basata sulla fiducia e sulla passione e non solo legata alle belle esperienze fatte. Occorrono quindi prospettive concrete, che ci aiutino a ripartire da alcuni valori e punti forti dell’associazione, come lo scambio generazionale, la diocesanità, il rapporto di collaborazione con gli assistenti.

Insomma, gli input sono stati molteplici. L’ultima giornata permetterà di tradurre in rotte future quanto emerso.




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