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Venerdì 19 aprile, ore 2019
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IL TUO TESTIMONE

Il Signore mi ha concesso un ultimo abbraccio con te, Enzo, e mentre l’altra sera mi stringevi la mano, mi sussurravi “ora siamo noi tre”. Annuii, ma non afferrai subito il senso vero di quella frase; solo mentre mi allontanavo con un misto di rabbia e sgomento nel cuore, ricordai quella sera quando rientravamo, come al solito tardi, da un incontro e mi confidasti che la tua malattia sarebbe stata inesorabile e che presto ti saresti unito agli altri due nostri amici, Angelo e Guglielmo, due testimoni di impegno e coerenza per tutti noi.

Ho riflettuto molto sul perché avessi deciso di dirmi quella frase, quale consegna mi stavi lasciando. Solo ora ho capito: il tuo era un testimone; abbiamo corso insieme per tutti questi anni, abbiamo lottato contro ogni avversità, abbiamo gioito ed anche sofferto insieme, ma ora tocca a me, a noi proseguire il cammino. Come in una staffetta stai passando il testimone e noi non possiamo fermarci, abbiamo l’obbligo di tenderti la mano, afferrare il tuo fardello e proseguire la corsa che tu hai iniziato verso la meta.

Il primo testimone che mi affidi è quello della famiglia: quando mentre passeggiavamo sul lungomare una sera ti dissi che avevamo intenzione di ricominciare il cammino formativo degli adulti di AC in parrocchia, proponesti di costituire un gruppo famiglie, avevi ben chiaro che il nucleo di tutta la crisi generazionale che stavamo vivendo era proprio la famiglia. Era quello il primo luogo di evangelizzazione sul quale porre la nostra attenzione di laici di azione cattolica.

Ben presto, però, ti rendesti conto, e facesti rendere conto a tutti noi, che erano i giovani la fascia più debole: avevamo trasmesso loro la disillusione ed il disimpegno, avevamo tarpato le loro ali ed impedito loro di volare alto, di sognare. Quanti incontri, nelle parrocchie, nelle associazioni, ma anche per strada, nei luoghi da loro frequentati, per riprenderli per mano ed accompagnarli verso la riscoperta di sé stessi, delle loro potenzialità. Credo che questo sia un altro testimone che ci lasci: la cura costante delle relazioni con i giovani, farli tornare a sognare i sogni diurni, quelli che si realizzano.

In effetti hai trasmesso ad ognuno di noi una nuova idea di impegno in AC: non più vissuta all’interno delle mura della parrocchia, ma a stretto contatto con la gente, affrontando i problemi della città, così come voleva il tuo e nostro testimone don Tonino. Tutto l’impegno profuso insieme a te per la definizione dei Codici Etici, per le varie campagne diocesane e cittadine sui nuovi stili di vita, è stato il modo per rendere concreta questa nuova idea. Un’idea di cui non abbiamo colto veramente la portata profetica, anzi a volte è stata fraintesa e addirittura contrastata e di questo ti chiediamo perdono.

Pensandoci bene, la tua esperienza di laico aderente e responsabile di AC è stata profondamente intrisa dalle parole e dai gesti di don Tonino: quando insieme intuimmo che sarebbe stato necessario condividere questo desiderio di partecipazione, di cittadinanza attiva, con le altre realtà associative del mondo cattolico della città e pensammo l’Osservatorio per la Legalità e il Bene Comune, ci stavi spingendo ad essere, secondo quanto ci diceva don Tonino, oltre che iscritti all’Azione Cattolica, esperti di Cattolicità Attiva: capaci, cioè di accoglienze ecumeniche. Quest’altro testimone ci lasci: quello della “passione cattolica” che spinge verso l’attenzione alla città, l’impegno politico, il servizio per il Bene Comune.

E allora Enzo, continua a seguirci in questa staffetta, accompagna questo passaggio di testimone, custodisci i nostri sogni ed aiutaci a renderli concreti per portare a termine ciò che abbiamo vissuto con te.

Pino




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