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Mercoledì 18 ottobre, ore 2017
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Lettera aperta del  MSAC sull’alternanza Scuola-Lavoro

“Dal Punto d’Incontro dello scorso 22 aprile dal nome “Stude et Labora” il MSAC diocesano non si è mai fermato ed ora presenta il risultato del sondaggio fatto ai vari studenti della diocesi sulla loro opinione circa l’alternanza scuola lavoro. Ringraziamo tutti coloro che ne hanno preso parte, permettendoci di avere il polso della situazione a livello diocesano per quanto riguarda questo importante progetto.

 

Alla C. A. dei Dirigenti Scolastici degli Istituti d’Istruzione Superiore
della diocesi di Molfetta – Ruvo – Giovnazzo – Terlizzi

 
 
“Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande “I CARE”.
E’ il motto intraducibile dei giovani Americani migliori:
“me ne Importa, mi sta cuore”.
don Lorenzo Milani

Salve a tutti, Dirigenti scolastici delle scuole superiori della diocesi di Molfetta – Ruvo – Giovinazzo – Terlizzi.
Ci presentiamo, siamo il MSAC (Movimento Studenti di Azione Cattolica) presente in diocesi e vi scriviamo perché come dice il nostro motto, ci sta a cuore la nostra scuola e i nostri amici studenti come noi e vogliamo rendervi partecipi di un “esperimento” che abbiamo condotto ultimamente con le studentesse e gli studenti provenienti dalle diverse scuole del nostro territorio e che siamo sicuri vi interesserà.
In particolare, in data 22 aprile 2017, presso il seminario vescovile di Molfetta abbiamo tenuto un “punto di Incontro”, una sorta di assemblea studentesca, dal titolo “Stude et Labora”. Il tema di questo incontro è stato l’Alternanza Scuola Lavoro e abbiamo avuto modo di discutere su diversi aspetti di questo ambizioso e anche complesso progetto che recentemente è stato introdotto nel nostro sistema scolastico. Tutti noi ragazzi abbiamo potuto riflettere sul come viene organizzato un progetto di ASL a scuola, qual è la sua valenza formativa e come viene percepito o considerato dalle aziende ospitanti.
In particolare abbiamo potuto capire cosa ne pensano la scuola e le aziende ospitanti dell’ASL grazie ai preziosi e altamente formativi contributi di esperti in materia come il prof. Gioacchino Failli, referente del progetto ASL presso l’industriale di Molfetta, la dott.ssa Francesca Tatoli e il dott. Onofrio Losito, animatori del progetto Policoro di Molfetta e l’ ing. Giuseppe Cannarozzo, responsabile aziendale dell’ASL presso l’azienda OSVE.
Dopo questo incontro abbiamo proposto ai vari giovanissimi che ne hanno preso parte ma anche ai nostri compagni di classe che non hanno potuto partecipare, un breve questionario che serviva a farci capire il punto di vista dei protagonisti di questo progetto, ovvero proprio noi studenti.
Abbiamo quindi deciso di condividere con voi il risultato di questo “sondaggio” in modo da mettervi al corrente di come viene percepito e vissuto questo progetto che con tanta passione e sacrificio viene organizzato tra scuola e aziende, certi che in questo modo potrete avere il polso della situazione e prendere visione dell’operato finora svolto.
Il questionario proposto agli studenti era composto da 8 semplici domande, alcune delle quali prettamente legate alla scuola e all’anno scolastico frequentati, altre invece più specifiche che riguardavano chiarezza degli obiettivi e soddisfazione delle proprie aspettative, rapporto con l’ente ospitante, pertinenza percepita del progetto rispetto al proprio indirizzo di studi e considerazione del tempo impiegato nell’ASL, se tempo perso o tempo ben investito. Infine a ciascun studente è stato chiesto di dare un voto che rappresentasse complessivamente l’esperienza finora vissuta.
Prima di presentare i risultati ottenuti è bene precisare che il campione di studenti che si è sottoposto a questo test proveniva al 55% dai licei, mentre al 35% da istituti tecnici e il restante 10% da istituti professionali. Tutti gli studenti intervistati ovviamente frequentano il triennio presso gli istituti di appartenenza. In particolare il 60% degli intervistati frequenta il 4° superiore, mentre a scalare troviamo un 30% che frequenta il 3° superiore e solo il 10% il 5° superiore.
Alla domanda “Ti sono chiari gli obiettivi dell’ASL?” abbiamo potuto riscontrare che solo il 5% degli studenti ha risposto “per niente”, mentre il 17% ha detto “molto”. Il dato curioso però è rappresentato dalle altre due opzioni di risposta che si distanziano di poco. Infatti a fronte di un “sufficientemente” che ha raggiunto il 45% delle risposte c’è comunque un 32,5% che ha risposto “poco”. Questi dati ci fanno capire che, anche se è vero che la maggior parte delle studentesse e degli studenti ha una buona o almeno sufficiente conoscenza del motivo per il quale si faccia un progetto di ASL all’interno del proprio piano di studi e di quali siano i suoi obiettivi, è altrettanto vero che c’è una parte abbastanza cospicua che vive questa esperienza senza avere ben chiaro in mente a cosa stia andando incontro.
Per quanto riguarda la considerazione del tempo trascorso in ASL, se considerato tempo sottratto allo studio o meno, abbiamo riscontrato che c’è parità di opinione tra chi reputa l’ASL un ostacolo allo svolgimento del programma scolastico e chi invece la reputa una preziosa risorsa per poter arricchire il proprio percorso di studi. Tra le risposte che ci sono pervenute le più rappresentative sono, per quanto riguarda le considerazioni positive: “è un’esperienza che ci fa crescere… ti fa capire il mondo del lavoro”, mentre per quanto riguarda le considerazioni negative: “perchè se svolta la mattina fa perdere ore di lezione a scuola mentre se svolto di pomeriggio sottrae tempo allo studio.”
Altro aspetto che abbiamo voluto trattare è stato il capire se ci fosse pertinenza (o per lo meno essa fosse percepita) tra l’ASL ed il percorso di studi scelto dai ragazzi. Dalle risposte è emerso che poco più della metà degli studenti non trova pertinenza tra ciò che studia e ciò che è chiamata a fare in azienda mentre il resto valuta positivamente il collegamento tra scuola e azienda. In particolare abbiamo riscontrato che per i ragazzi che frequentano gli istituti tecnici e professionali, così come attualmente strutturata, l’ASL ha pertinenza con ciò che si fa a scuola, mentre principalmente per i liceali accade il contrario. Riportiamo in particolare la risposta di una studentessa che ci dice: “No, non c’è pertinenza perchè faccio qualcosa che la scuola ha scelto per me e che non ho scelto io.”
Uno degli aspetti più importanti per noi tuttavia era capire quali fossero le aspettative delle studentesse e degli studenti a riguardo dell’ASL e dalle loro risposte abbiamo potuto verificare che anche in questo caso la differenza è minima tra chi aveva aspettative in linea di massima positive e chi invece non ne aveva o erano negative. In particolare ci sono state due risposte che secondo noi meritano di essere riportate. Per il fronte negativo abbiamo: “pensavo di assolvere un ruolo che mi avrebbe dato delle competenze ulteriori rispetto a quelle che già avevo, invece sto facendo qualcosa che chiunque potrebbe fare”, mentre per il fronte positivo: “le mie aspettative consistevano nell’acquisire grandi capacità lavorative, da poter applicare in futuro. La mia speranza era quella di riuscire a trarre, da questa attività, le basi sulle quali costruire il mio futuro.”
Per quanto riguarda invece il soddisfacimento di tali aspettative possiamo dire che il 35% degli intervistati si dichiara “sufficientemente” soddisfatto mentre il 27,5% “poco”. Abbastanza significativo troviamo il confronto tra chi si dichiara “molto soddisfatto”, 17,5%, e chi invece si dichiara “per niente soddisfatto”, 20%. Questo ci fa capire che anche se è vero che la maggior parte degli studenti che sta vivendo la propria ASL si reputa soddisfatta dell’esperienza per ciò che riguarda le proprie aspettative, è altrettanto vero che una percentuale abbastanza alta arriva a dire di non ritenersi assolutamente soddisfatta nelle aspettative. A nostro avviso questo significa che forse bisognerebbe ascoltare di più gli studenti circa le loro idee di ASL, non necessariamente per soddisfarle tutte ma per trovare il giusto compromesso che serva a dare la giusta importanza a questa bella esperienza.
Andando avanti con il nostro sondaggio possiamo affermare che l’accoglienza in azienda da parte dei responsabili aziendali è quanto di più positivo è stato sperimentato dai ragazzi. Infatti la stragrande maggioranza degli intervistati ha affermato di essere stata accolta “benissimo” o “abbastanza bene” dall’ente ospitante. Solo qualche caso ha riportato esperienze negative ma in totale questo è un punto che non ha riscontrato particolari problemi.
Infine pensiamo che un’esperienza del genere se vissuta bene possa rappresentare un valido strumento nella formazione personale dello studente che lo porterà ad essere l’adulto del domani. Per questo come ultima domanda abbiamo chiesto: “L’ASL ti aiuterà nelle scelte del tuo futuro? Perchè?”. Dalle risposte abbiamo potuto notare che in generale anche in questo caso gli studenti intervistati si dividono pressoché a metà tra chi reputa questa esperienza importante per il futuro e chi invece no. In particolare segnaliamo due risposte che ci sono arrivate per rendere l’idea di chi vede l’ASL come uno strumento importante per indirizzare i propri passi futuri e chi invece non ne ha compreso l’utilità. Ad esempio c’è stato uno studente che ha affermato: “Il mio percorso di ASL, non ha fatto altro che indirizzarmi ulteriormente sul mio percorso di studi e sul mio percorso lavorativo, in quanto mi ha permesso di sperimentare, con le mie mani, con i miei occhi, il lavoro vero e proprio. E questo mi rende felice. È stata un’esperienza indescrivibile e, noi giovani di oggi, siamo fortunatissimi, perché in passato non c’era tutto questo. Vorrei dire a tutti i ragazzi, a tutti i giovani, di sfruttare questo dono che il nostro tempo ci sta facendo. Sfruttiamolo al massimo, tutti. Il futuro è nelle nostre mani!”, mentre una studentessa ha risposto così: “Assolutamente no poiché è solo un inizio ed un primo approccio nel vastissimo mondo del lavoro. Il suo scopo infatti, specie in un liceo, non è ,senza dubbio, aiutare i ragazzi nelle scelte future. Questo ci è stato detto dai rispettivi tutor (interni ed esterni).”.
Concludendo abbiamo chiesto ai vari ragazzi di dare un voto complessivo all’esperienza di ASL vissuta ed è emerso che per la maggioranza il voto è una piena sufficienza. Un 7 che noi studenti sappiamo bene quanto vale e come sia difficile da ottenere. Tuttavia per quanto sia un voto positivo, è anche vero che è un voto che lascia ampi margini di miglioramento e noi MSACchini siamo sicuri che si possa migliorare in modo tale da trasformare quel 7 in un 8 o perchè no in un voto ben più alto.
Speriamo che questa lettera vi aiuti a capire quello che è il pensiero delle studentesse e degli studenti della nostra diocesi sull’attuale progetto di alternanza scuola-lavoro. Non pretendiamo che lo teniate in conto nella vostra programmazione ma ci auguriamo che vi possa essere utile come consiglio per meglio strutturare progetti che sappiamo quanto valgono e quanto bene possono portare alle vite dei ragazzi che abitano le nostre scuole, affichè questo sforzo comune tra mondo scolastico e mondo del lavoro possa agevolare la formazione di futuri lavoratori, consapevoli delle proprie scelte.

I segretari MSAC Alessandra e Antonio,

Don Luigi e l’equipe MSAC diocesana

Qui di seguito il link per chi voglia scaricare il PDF della lettera

LETTERA del MSAC sull'alternanza Scuola/Lavoro
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