CIRCOndati di GIOIA con Teresa!

L’Incontro diocesano degli educatori Acr è un appuntamento a cui teniamo particolarmente, per rivederci e condividere le speranze, le attese, anche i dubbi e le difficoltà che un nuovo anno associativo comporta.

Lunedì 10 ottobre abbiamo avuto l’onore di ospitare di nuovo (dopo il triennio scorso) Teresa Borrelli, Responsabile nazionale Acr, orgogliosamente nostra conterranea. Grazie a lei e alla sua disponibilità, all’esperienza e alla fiducia che ripone nel servizio educativo per i più piccoli, ci siamo davvero sentiti “CIRCOndati di GIOIA”!
In maniera dinamica e interattiva, abbiamo chiesto alla nostra “special guest” in che modo un cristiano possa sperimentare nella vita di tutti i giorni la vera gioia, come i ragazzi che ci vengono affidati facciano esperienza tangibile di essa e come un educatore possa riconoscerla nel proprio servizio, per esserne testimone.
Teresa ci ha appassionatamente spiegato che ci sono 3 vie per sperimentare la gioia: la via della bellezza, che è la privilegiata, perché ci permette di considerare ogni persona sul nostro cammino come espressione di Dio; la via della preghiera, che è già una forma d’amore, è «espressione del cuore con cui diciamo a Gesù che gli vogliamo bene», perché la preghiera «è sintesi tra mente e cuore, tra obbedienza e stupore, tra parola e silenzio»; la via delle relazioni fraterne, per cui siamo chiamati a stare insieme e prenderci cura di chi è al nostro fianco, per «sperimentare la differenza» che è il senso della Chiesa.
«I ragazzi fanno esperienza di gioia se c’è un educatore che crede in loro» ha sottolineato con fermezza e delicatezza. Un ragazzo gioioso si sente accolto, amato, incoraggiato. L’educatore deve avere pazienza, saper rispettare i tempi dei ragazzi (e non fare i conti solo con il proprio tempo a disposizione né con le proprie buone intenzioni) e fare in modo che si sentano parte di un gruppo, di un’associazione e della comunità intera. «Il bravo educatore è non solo quello che parla di Gesù ai ragazzi, ma soprattutto chi parla a Gesù dei ragazzi.»
Perché ogni educatore possa riconoscere nel proprio quotidiano la vera gioia ed esserne testimone, è fondamentale che riscopra il proprio servizio come vocazione, come risposta da rinnovare, perché, come acutamente ha affermato Teresa, «è vero che siamo servi inutili, ma siamo anche servi unici». Dalla gratitudine per la chiamata e il dono del servizio educativo, l’educatore sceglie di offrirsi nella totalità ovvero tenendo conto di tutte le proprie capacità e della pienezza del tempo che trascorre con i ragazzi (non quanto ma come stiamo con loro!). Passione, motivazione e preparazione sono elementi essenziali per ogni educatore che riscopre nel proprio servizio l’amore di Dio, quale motore per la propria vita, e sceglie di esserlo fino in fondo, grazie al gusto della fede, che permette di assaporare la vita e “perdere tempo” per i ragazzi. Solo così si può essere educatori che prendono l’iniziativa!
Insomma, come ha concluso Teresa, «contagiate e fatevi contagiare dalla gioia vera!»
Buon anno associativo a tutti e grazie ancora a Teresa!

Mauro, Susanna, don Silvio e l’équipe diocesana Acr

 




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