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Mercoledì 03 giugno, ore 2020
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Resoconto “Le belle tasse”

Le belle tasse – Una questione di prospettiva

Mi sono sempre chiesto se la nostra piccola cittadina fosse all’altezza delle imperiali Roma e Torino ove, per prime, piccoli cittadini in erba sono stati coinvolti nel gioco di ruolo “Le belle tasse” perché di queste si comprendesse il significato. Se non altro, per la maestosità delle sale e delle risorse a disposizione che Ruvo non può vantare. Me lo sono chiesto, ma le risposte a certe domande le ottieni solo quando ti metti in gioco.

L’avventura inizia sotto i migliori auspici quando il prof. Fichera, appena giunto a Ruvo, mi confida che nelle precedenti esperienze raramente sia riuscito ad incontrare, il giorno precedente l’evento, gli insegnanti dei partecipanti al gioco per affinare alcune questioni tecniche. A Ruvo è tutto presente il corpo docente coinvolto, nonostante fuori dall’Istituto vi sia tripudio e schiamazzi festosi di bimbi, i loro alunni, per l’inaugurazione del Maggio Sportivo.

Completati gli ultimi preparativi siamo pronti a dare il via ad una esperienza unica: parlare ai bambini di questioni ostiche con un linguaggio semplice e coinvolgente. Un coinvolgimento che diventa subito un fiume in piena di domande e di contributi che inondano di una luce inusuale e di vivaci colori l’austerità del salotto principe della politica ruvese.

Temevamo che le monete di cioccolata non sopravvivessero ai tempi congrui per svolgere l’attività. Eppure, nonostante l’esortazione del professore ad assaggiarne qualcuna, magari tutte, i ragazzi sanno mediare la tentazione di mangiarle con il sacrificio di destinare la loro ricchezza ad un fine altro che di lì a poco scopriranno.

Sovente, nei miei spostamenti per porgere il microfono, mi ritrovo accanto ad insegnanti su i cui volti non è difficile cogliere stupore e sorpresa per le questioni poste dai loro alunni. Interventi profondi e assennati, a volte ingenui altre densi di una maturità da far sbigottire. Eppure sono i loro alunni. Dovrebbero conoscerli bene. E sarà certamente così. Ma “giocare” su un campo inesplorato non può riservare che piacevoli sorprese, che auspichiamo divengano preludio per sondare nuovi spazi di confronto.

Il professore è instancabile. Ha una illuminata competenza in materia ma non è questa la sua sola forza. Anche perché c’è bisogno di una notevole tempra per relazionarsi con novanta bambini che non hanno più di un paio di lustri ciascuno. A sostenerlo, in più di due ore di confronto, su e giù per la sala, si capisce da subito, vi è una grande passione. Una illuminata competenza, dunque, ed il calore della passione gli ingredienti imprescindibili affinché frutti acerbi completino il loro processo di maturazione. È per questo che la nostra Presidente diocesana, in un suo successivo intervento, definirà la sua presenza un “dono” per la nostra collettività.

Siamo fieri di questa esperienza, in linea con la campagna sui nuovi stili di vita, quest’anno  proprio centrata sulla giustizia fiscale, sebbene il tema ben si disponeva a riscuotere l’ostilità di cittadini più che mai vessati, ostilità e diffidenza per niente celata da quel solito refrain che ha preceduto l’evento: “avete un bel coraggio!”. Ebbene si! All’Azione Cattolica piacciono le sfide. Quelle educative, si intende. Quelle che possono contribuire ad un vero cambiamento delle nostre città e alla maturazione dei cittadini che le abitano. Un modo per dimostrare che vi sono grandi potenzialità che attendono solo di essere portate alla luce. Anche nei più piccoli verso i quali pecchiamo di deficit di fiducia e che invece possono essere essi stessi protagonisti della costruzione del Bene Comune.

E giusto per rimanere in tema di soldi, vogliamo anche sfatare il mito secondo cui sono questi a far girare il mondo. Almeno non sempre. Questa avventura è stata l’opportunità per scoprire quanti, attraverso l’offerta dei propri servizi e della propria professionalità, gratuita e incondizionata, dimentichi della imperante crisi del momento, ci hanno generosamente sostenuto.

Un cerchio che ha coinvolto le Istituzioni locali, dalla Scuola all’Amministrazione Civica che, nonostante la molteplicità di quotidiani impegni, hanno saputo farsi compagni di viaggio e preziosi collaboratori. E, come un cerchio che si chiude, mi piace ritornare alle parole del prof. Fichera la sera del suo arrivo al cospetto delle insegnanti: “Le tasse sono un sacrificio individuale per il bene collettivo. Viste da questa angolazione assumono una luce differente. È solo una questione di prospettiva”.

Si ringrazia Hotel Talos, Ristorante il Convivio, Photographica di Chiara Cioce e DI&CO-Digital and communication per il loro contributo alla realizzazione dellevento.

Vito Lamonarca

Coordinatore cittadino di AC





Url: http://www.acmolfetta.it/web/2013/05/04/resoconto-le-belle-tasse/