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Per approfondire:
Disponibili felpe e maglie Cari
giovani, giovanissimi, responsabili,
educatori… Eccole
qui! Finalmente
le felpe e le maglie del
Settore Giovani AC della nostra diocesi. Se Siete interessati ad acquistarle potete rivolgervi a Margherita e Michele.
Sussidi -
La dimensione comunitaria della speranza:
è questo il
tema che ci accompagnerà nel corso dell’anno associativo 2006-2007. Un
tema impegnativo e affascinante, che ci proietta nel cuore del nostro
essere associazione, comunità di uomini e donne che scelgono di camminare
insieme nella chiesa e nel mondo. Vogliamo affermare il valore fondante
della speranza, e testimoniarlo con le forme quotidiane e umili del nostro
essere laici costruttori di futuro, testimoni del Risorto fonte della
speranza cristiana. La formazione che speriamo, e che sogniamo “a
occhi aperti” è quella che promuove la creatività laicale e il
protagonismo giovanile, forme fruttuose e a volte profetiche dell’azione
dello Spirito nelle giovani generazioni. Vogliamo educare giovani
appassionati alla chiesa, testimoni di speranza in famiglia, a scuola e
nel lavoro, in tutti gli ambiti e in tutte le relazioni che vivono
quotidianamente.
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PFR, a margine degli incontri formativi ABC dell'educatore giovani/issimi
di Margherita de Pinto, vicepresidente diocesana SG
Essere
educatori non è un mestiere e non ci sono esami da superare per avere il
brevetto del buon educatore. Per questo diventano preziosi e importanti i
momenti di incontro e confronto. Considerando
che l’educatore è responsabile dei giovanissimi, dei giovani, nella
misura in cui si prende responsabilmente cura di sé e della propria
formazione, nella misura in cui sa essere esigente con la propria qualità
di vita e di fede… È importante allora aver pensato e realizzato un
percorso di formazione specifica per i neo-educatori: durante gli incontri
del PFR, abbiamo cercato di dare qualche pillola di saggezza, sia piccole
indicazioni concrete da tenere a mente nella gestione spicciola delle
attività e dell’incontro con i ragazzi, sia momenti di riflessione
personale. Ora
immaginiamo di essere davanti alla nostra agenda aperta: la foto della gita
in montagna, la frase di una canzone, l’orario delle lezioni
dell’università, l’incontro con il gruppo giovanissimi che seguiamo, il
numero di telefono da non perdere…immaginiamo di fissare in questo momento
sulla nostra agenda tutti i momenti di confronto e di crescita sulla
formazione dei neo-educatori del settore giovani. L’importanza
della programmazione.
La
programmazione è il cuore della formazione, più e prima delle attività in
sé. L’educatore non deve essere esperto, ma è necessario imparare a
progettare, dandosi alcuni criteri di lavoro. La
consapevolezza della chiamata al servizio in AC.
L’educatore
non è solo l’educatore dell’incontro. Quella dell’educatore è una
responsabilità scelta, perché
risposta a una richiesta del parroco, della comunità,
dell’associazione… del Signore. All’educatore è chiesto di
accompagnare il giovane/giovanissimo, in un percorso personale che lo
sostenga nella crescita e nel discernimento: egli è, come lo definisce il
Progetto Formativo, un collaboratore
dell’azione dello Spirito. Il
profilo del giovane e giovanissimo di oggi.
Tra
i compiti dell’educatore c’è quello di aiutare ogni giovane,
giovanissimo, a promuovere in ognuno un modo proprio, assunto
consapevolmente, di vivere la vita cristiana. Per raggiungere questo
obiettivo, ambizioso, è necessario che l’educatore conosca, e accompagni
nella crescita i giovani che gli sono stati affidati. L’educatore
e le dinamiche di gruppo.
Il
gruppo ricopre un ruolo fondamentale: crea appartenenza, promuove lo
scambio, il confronto, il servizio…. Guardando al gruppo, l’educatore
deve quindi promuovere e curare le relazioni, tenendo presente che ogni
gruppo ha un proprio processo evolutivo. Un’ultima
foto va aggiunta alla nostra agenda: la
preghiera nella vita quotidiana. È
importante che gli educatori facciano esperienza che il rapporto con Dio “non
gli toglie nulla ma gli dà tutto” (Benedetto XVI). La preghiera è fondamentale nella
vita dell’educatore. Non basta conoscere tutte le tecniche di animazione,
conoscere i ragazzi che abbiamo di fronte, …., non basta se nella nostra
vita non incontriamo il Signore. L’educatore deve essere una persona
spirituale, cioè docile
allo Spirito e guidata da lui. È stato costruito un percorso ragionato sulle scelte educative, davvero formativo per gli educatori alla loro prima esperienza. Un percorso che non vuole avere la pretesa di essere esaustivo, un percorso
che è all’inizio del suo cammino… Perché
l’educatore prima di essere uno che dice come bisogna essere, “è”
l’esempio concreto, che si può vivere seguendo l’esempio di Gesù, e
che questa scelta fa bella la propria vita. L’educatore è lo strumento
formativo per eccellenza, come Gesù lo è stato per i suoi discepoli. |
I sussidi del Progetto formazione responsabili
Ama la
programmazione!
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Risoluzione ottimale 800 x 600 con IE Ultimo aggiornamento:venerdì 19 ottobre 2007 Visitatori n° Realizzazione e aggiornamento a cura di Vito Lamonarca e Gino Sparapano |
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