Azione Cattolica Italiana

Coordinamento cittadino di Molfetta

 

Promuovere conoscenze multidisciplinari sui processi

della mondialità e della globalizzazione per il “vivere insieme”

 L’Azione Cattolica diocesana ed il Coordinamento cittadino di Molfetta, in collaborazione con l’UBC (Università del Bene Comune) di Milano hanno organizzato un percorso formativo al fine di promuovere la cultura del “bene comune”, un modo nuovo di fare educazione per promuovere il vivere insieme nel rispetto del diritto alla vita per tutti gli abitanti del pianeta e dello “sviluppo sostenibile” di tutte le specie viventi. L’obiettivo dell’iniziativa è altresì quello di approfondire la mondialità della condizione umana e, quindi, le incertezze legate a questa fase di globalizzazione dell’economia e di crisi dell’attuale modello di sviluppo nonché la necessità di sviluppare una mondialità della coscienza dell’appartenenza a una comunità mondiale (l’umanità), di cui certi valori e certe pratiche costituiscono un bene comune.

Le attività del percorso formativo si articolano in weed-end di formazione che prevedono 3 moduli di base (A.A. 2009/2010) e su tre 3 moduli di approfondimento (A.A. 2010/2011).

 Di seguito il programma per il 1° Modulo di base previsto per il 23/24 gennaio 2010 che si terrà in Molfetta presso la“Sala Turtur” -Via Preti n. 29 (Centro storico)

Sabato 23 gennaio: ore 17.00-19,30

 - La problematica della mondialità. Definizioni dei concetti: mondialità, globalizzazione, mondializzazione e universalizzazione. Relat.: Rosario LEMBO, Economista, Direttore UBC.

- Dibattito

 

Domenica 24 gennaio: ore 9,30-12,30

Globalizzazione e sistemi produttivi: devastazione delle risorse del Pianeta Terra. Relat.: Margherita CIERVO, Laureata in Economia e Geopolitica. 

- Dibattito e conclusioni.

 

Prosegue il percorso cittadino dell’Azione Cattolica diocesana/Coordinamento cittadino di Molfetta, in collaborazione con l’UBC (Università del Bene Comune) di Milano e avente ad oggetto la promozione della cultura del “bene comune”, del vivere insieme nel rispetto del diritto alla vita per tutti gli abitanti del pianeta e dello “sviluppo sostenibile”.

Il prossimo modulo formativo di base avrà luogo il 20/21 febbraio 2010 presso l’Auditorium della Parrocchia S. Pio X in Molfetta.

 

Sabato 20 febbraio: ore 16.30-19.30

 -   La metamorfosi dello Stato del benessere: dai diritti sociali e di cittadinanza ai bisogni individuali
Relatrice: Alessandra ACQUILINO, Ingegnere, esperta di cooperazione - membro Ingegneria senza frontiere (ISF Bari)

-    Dibattito

 

Domenica 21 febbraio: ore 09.30-12.00

-   La trasformazione della regole mondiali del vivere insieme. Le proposte della Mondialità per vivere insieme

Relatrice: Margherita CIERVO, Laureata in Economia, Autrice del volume “Geopolitica dell'acqua”

-   Dibattito e conclusioni.

 

Giovedì 6 Maggio 2010: ore 19.00 presso la Fabbrica San Domenico-Sala “B. Finocchiaro”

Incontro-dibattito pubblico avente ad oggetto la promozione della cultura del “bene comune”, del vivere insieme nel rispetto del diritto alla vita per tutti gli abitanti del pianeta e dello “sviluppo sostenibile”.

 

- Rosario LEMBO, economista, direttore UBC

- don Michele STRAGAPEDE,  Vicario-parrocchiale S.Lucia, Ruvo di Puglia

- Michele LOPORCARO, Comitato Pugliese “ACQUA BENE COMUNE”

 

Nella circostanza sarà possibile firmare per i tre quesiti referendari (è necessario essere muniti di un documento di riconoscimento).

 

Brochure

Presentazione UBC

Alfabeto della Mondialità

 

Per il bene comune: un’etica economica o una economia dell’etica?

  Negli ultimi tempi non c’è uomo che non abbia sentito parlare di quella che dagli esperti è definita una “crisi economica” senza precedenti ed i cui reali riflessi devono ancora pienamente manifestarsi. Si tratta di una crisi che, anzitutto, suggerisce due livelli di analisi. Il primo livello è quello macroeconomico che mette in risalto i guasti di un sistema globale basato quasi interamente sul denaro, sulla finanza, sul sistema bancario non rigorosamente disciplinato; il secondo è quello microeconomico della concreta ferialità che ci invita ad andare al di là dei grandi progetti di riforma i quali hanno bisogno di uomini capaci di un cambiamento di rotta individuale nelle piccole scelte quotidiane. Una conversione di vita capace di dare gambe a quel senso di bene comune come bene di tutti gli uomini, un pò meno bene per ciascuno perché sia di tutti. Ogni volta pare che ognuno cerchi una soluzione per sé; poche volte si sente cercare una soluzione per tutti; poche volte si vede cercare un bene comune per tutte le parti.

Partendo da alcune semplici considerazioni e dalla analisi dell’attuale contesto sociale ed economico, il Coordinamento cittadino di Molfetta dell’Azione Cattolica Italiana ha previsto un incontro-dibattito – aperto a tutta la comunità cittadina – per Lunedì 09 Marzo 2009 presso la Sala “B. Finocchiaro” - Fabbrica San Domenico alle ore 19.00. Relatori il Prof. Rocco D’AMBROSIO ed il Dott. Luigi PALOMBELLA.

Il Coordinatore cittadino

Domenico Facchini  

Relazione del Prof. Rocco D’Ambrosio

Relazione del Dott. Luigi Palombella

 

Per la crisi economica serve uno slancio globale

di umanizzazione. 

Dietro le statistiche e le indagini di mercato, le analisi sulla produttività e sul PIL, la mancata crescita della produzione e la invocata ripresa dei consumi stanno in primis le persone e le famiglie con i loro bisogni, le loro esigenze, le loro speranze e le loro paure. Sempre più in economia i processi fanno leva sui soggetti i quali, comunque, nella migliore delle ipotesi restano adombrati se i progetti stessi sono privi di etica. Ecco l’amara constatazione cui si perviene analizzando in controluce quella che è stata definita una crisi economica senza precedenti ed i cui reali riflessi devono ancora pienamente manifestarsi. Questi i principali spunti di riflessione suscitati dai relatori, Prof. Rocco D’Ambrosio e Dott. Luigi Palombella, durante il Convegno cittadino dell’Azione Cattolica Italiana tenutosi a Molfetta lo scorso lunedì 9 marzo presso la Sala “B. Finocchiaro-Fabbrica San Domenico” dal titolo “Per il Bene comune: un’etica economica o un’economia dell’etica?”.

Il miraggio della ricchezza, del lucro e del profitto a tutti i costi quale ricetta per il benessere, il mito del liberismo hanno presentato il conto (per la verità molto salato), generando un’implosione dell’economia tale da compromettere seriamente la già precaria vita quotidiana delle persone. La crisi attuale è frutto della discutibile ideologia dell’homo oecomonicus, il fallimento amaro del teorema che l’economia di mercato produce sempre e comunque un bene comune di cui tutti possono trarre vantaggio, un ottimo di vita sociale in tutte le persone, dimenticando (speriamo che tale dimenticanza sia avvenuta in buona fede) che prima di quello che si ha e di quello che si fa occorre partire da quello che si è. Pertanto, occorre ripartire dal più genuino concetto di Bene Comune quale dimensione primariamente umana. Il Bene Comune è «l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente» (Gaudium et Spes, 26; cfr. anche Dignitatis Humanae, 6). Pertanto, il nocciolo duro della questione non è soltanto quello di garantire la libertà di movimento e di circolazione alle persone, alle merci ed ai capitali, contro le indebite limitazioni esterne del sistema quanto soprattutto quello di regolamentare i rapporti tra gli uomini e i gruppi sociali al fine di assicurare effettivamente la crescita e la realizzazione di tutti i soggetti interagenti. Sullo sfondo un’immagine molto precisa e complessa della persona umana: una visione integrale nella quale le molteplici dimensioni della ferialità si intersecano per dare vita a quel miracolo che è ogni singola persona. Il Bene Comune diventa così concretamente la proclamazione dei diritti e dei doveri delle persone per cui cercare il Bene Comune equivale a rendere accessibili agli uomini tutti quei beni quali la vita e la salute, la casa e il cibo, l’istruzione e il lavoro, la cultura e l’ambiente sano perché senza di essi l’esistenza non sarebbe vivibile o ne risulterebbe pienamente penalizzata. È chiaro l’influsso personalistico del vero Bene Comune. In realtà, il Bene Comune non è solo un concetto è anche un agire – positivo e attivo – che coinvolge la responsabilità di tutti e di ciascuno, da cui nessuno si può sentire escluso o chiamato fuori. Il Bene Comune coinvolge l’intera vita qualitativa e quantitativa delle persone e, quindi, anche tutte le dimensioni della comunità politica la quale esiste proprio in funzione di quel Bene Comune nel quale essa trova piena giustificazione e significato. Occorre, dunque, che la politica (nel senso più originario del termine) faccia un passo in avanti e che l’economia ne faccia uno indietro avendo sempre di vista che l’ordine sociale e il suo progresso debbono sempre lasciar prevalere il bene delle persone e che l’ordine delle cose deve essere subordinato all’ordine delle persone e non l’inverso (cfr. GS, 26 cit.). E allora, che fare? Non servono strategie politiche sul breve periodo centrate su poche variabili aggregate bensì è necessario investire sulle coscienze, sulla dimensione educativa, formativa e culturale delle persone. Questi i reali giacimenti dai quali attingere per alimentare una qualsivoglia ripresa, che non è solo economica, e da tale assunto dovrebbe ripartire la politica accordandosi anzitutto su ciò che ha provocato il male. In realtà si tratta di ripercorrere la strada proposta dal decalogo che ha indicato (fra l’altro) nelle relazioni umane talune forme di male da combattere quale il furto, la menzogna, l’omicidio (non solo quello fisico). Non vogliamo fornire una prospettiva futura sganciata dalla realtà possibile perché, in fondo, il mercato è un indubbio strumento di libertà ma solo nella misura in cui – adeguatamente regolamentato – non conduca taluni uomini a schiavizzare altri uomini. Dunque, il compito – a partire da ciascuno – è quello di contaminare ogni anfratto della società di quella sincera ed indubbia speranza nell’uomo e nel futuro stimolando un effettivo recupero e reinserimento della dimensione etica nella concrete scelte quotidiane (non solo economiche) delle persone.

Questa la grande sfida per uscire dalla crisi: uno slancio globale di umanizzazione capace di far coesistere il Bene Comune con una società (ed una economia) più giusta e solidale.

 Mimmo Facchini

 

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