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sono
molte e sono abbastanza frammentarie e questo crea qualche problema. “Ma
le strutture contano fino a un certo punto”, ci dice. L’Ac dei Santi
Medici, infatti, può contare su una buona tradizione perché ha avuto
degli assistenti che l’hanno fortemente voluta e sostenuta e che hanno
cercato di corresponsabilizzarla nella conduzione della parrocchia.
Gli
anni ‘80 e ‘90 sono stati il periodo più fiorente. Questo è un
momento un po’ travagliato: molti giovani laureati sono andati al Nord
per motivi di lavoro e non c’è stato un ricambio immediato. Ora si sta
puntando molto sui nuovi educatori, che stanno affiancando quelli con un
po’ più di esperienza, per poi sostituirli gradualmente e cominciare a
camminare sulle proprie gambe.
Sono
presenti tutte le articolazioni. Innanzitutto c’è l’ACR dai 6-8 ai
12-14. C’è stato qualche problema con il post-cresima. Nonostante si
fosse provveduto per tempo ad individuare un animatore che accompagnasse
il passaggio ai giovanissimi degli ex-acierrini, questi ragazzi si sono
lentamente dispersi. Questo dispiace molto a Franca, che ritiene che a
livello diocesano si dovrebbe pensare un po’ di più a questa fascia
d’età con delle iniziative mirate proprio a questi ragazzi.
C’è
anche un gruppo giovanissimi e un gruppo giovani. Quest’ultimo è
costituito da aderenti e semplici “simpatizzanti” e quest’anno hanno
cercato di seguire un programma autonomo, per approfondire delle tematiche
che sentivano particolarmente vicine, invitando degli esperti.
L’iniziativa ha avuto dei buoni risultati e il presidente giudica
positiva questa volontà di autogestirsi.
Infine
c’è un gruppo adulti che è senz’altro il più stabile e di anno in
anno accoglie sempre nuovi aderenti. E’ un gruppo molto amalgamato e
fedele agli incontri settimanali.
E’
un’AC che cerca di essere attenta al territorio, quella dei SS. Medici.
Si mantiene un contatto significativo con gli ammalati. Si sta loro
vicino, nei limiti del possibile, e nei tempi forti dell’anno liturgico
(Avvento e Quaresima) si organizza la Novena e la Via Crucis presso le
abitazioni degli ammalati. Altre occasioni di contatto e di scambio col
territorio sono le Feste, nelle quali si cerca di coinvolgere un po’
tutti, anche i genitori dei ragazzi.
La
parrocchia dei SS. Medici ha anche istituito dei Centri di Ascolto nel
territorio che vedono i membri dell’AC interagire con quelli
dell’Apostolato della Preghiera e con il gruppo dei Catechisti. Ogni due
mesi si tiene il consiglio parrocchiale, che nei tempi d’oro era anche
un’occasione per fare formazione. Ora i tempi un po’ più stringati
non lo consentono più, ma il consiglio rimane comunque un momento di
confronto, di riflessione e di decisione molto importante.
Come
vedi il futuro?
“Ho
molta fiducia e speranza. Ci sono stati periodi, ad esempio negli anni
’70, in cui si era davvero pochi, ma poi al momento di crisi è sempre
seguita una fase di ripresa. L’Azione Cattolica deve continuare ad
esistere anche nel futuro, e dobbiamo essere noi a volerlo, perché è
un’occasione di formazione a cui non si può rinunciare ed è una scuola
di vita che segue l’aderente in tutte le fasi dell’esistenza”.
A
questo proposito Franca ci racconta un aneddoto molto significativo.
Giorni fa è andata a far visita alla Signorina Mininni, che è stata una
segretaria impeccabile dell’Azione Cattolica parrocchiale nel passato e
adesso ha 90 anni. Quando le ha chiesto: “Che cosa ti ha dato l’Ac?”
la signorina le ha risposto “Gesù mi ha donato la salvezza, L’Ac mi
ha dato la virtù”.
“Amate
l’Azione Cattolica”, ci dice Franca alla fine della nostra stupenda
chiacchierata, mentre andiamo via toccati nel profondo da questo piacevole
incontro.
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