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Lo scorso 30 marzo, nella parrocchia di S. Agostino, si sono celebrati i funerali di mons. Nicola Melone, sacerdote giovinazzese che, tra i suoi molteplici impegni a servizio della chiesa diocesana, annovera anche quello a servizio dell’ AC diocesana; fu infatti delegato diocesano della Gioventù Femminile, prima, e assistente unitario dell’AC, dopo la riforma dello Statuto del ‘69. Abbiamo chiesto ad Angela Depalma, giovane aderente di AC della parrocchia S. Agostino quando mons. Melone ne era parroco, di tracciarne con noi un ricordo…
Mons. Nicola Melone, Servo di Dio buono e fedele Intervista ad Angela Depalma a cura di Michele Sollecito, Manuela Barbolla
Cosa viene a mancare a Giovinazzo ora che Don Nicola ha lasciato la dimora terrena? Con don Nicola Melone, “servo di Dio buono e fedele”, è scomparso un punto di riferimento nella vita spirituale di tutta la città di Giovinazzo. Per chi l’ ha conosciuto giovane parroco della parrocchia S. Agostino, da lui stesso fondata, riconosce in lui un vero uomo di Dio dalla spiritualità profonda alimentata dalla santa consuetudine di piegare le ginocchia davanti all’Eucaristia e restare per lungo tempo in preghiera. Era lì che attingeva la forza di compiere la missione che il Signore gli aveva affidato con sempre rinnovato entusiasmo. Si è occupato con instancabile impegno per dare decoro al tempio nell’immediato dopoguerra ed edificare la Chiesa “corpo di Cristo”. Qual’era il suo rapporto con la gente? Conosceva le famiglie del territorio parrocchiale una per una, condividendone dolori, gioie e speranze. Era amico di tutti: ricchi e poveri, credenti e non credenti. Non aspettava nella sacrestia che la gente andasse a trovarlo, ma andava incontro soprattutto ai poveri ed escogitava occasioni sempre nuove per avvicinare coloro che erano lontani da Gesù Cristo e dalla Chiesa. Quanto Don Nicola ha contribuito al nascere e al divulgarsi dell’apostolato attivo ed operoso dei laici? Moltissimo. Don Nicola aveva molta fiducia nella potenzialità dei laici cristiani impegnati nei posti di frontiera e spendeva il meglio delle sue energie per la loro formazione umana e cristiana. Fiorente nella comunità di S. Agostino era l’Azione Cattolica in tutte le sue ramificazioni: beniamine, piccolissime, aspiranti, gioventù femminile, gioventù maschile, donne e uomini cattolici, FUCI. Agli uomini di A.C. dedicava la domenica mattina, dopo la messa delle ore nove, un’ora di catechesi. Per la crescita spirituale di giovani e aspiranti spendeva energie, tempo e denaro favorendone la partecipazione agli esercizi spirituali e organizzando spesso ritiri ai quali invitava sacerdoti che porgessero la Parola di Dio in forme sempre diverse. Dopo esser stato parroco a S.Agostino operò in altri ambienti sempre col carisma che lo distingueva… Le decisioni più importanti della sua vita, come quella di lasciare, per questioni legate alla sua salute, la parrocchia S. Agostino, le prendeva durante le Celebrazioni Eucaristiche. Invocava lo Spirito e poi faceva ciò che Egli gli suggeriva. Lontano da S. Agostino, in Cattedrale e nella varie rettorie, ha sempre coltivato l’adorazione eucaristica e la cura del laicato nelle varie associazioni e confraternite fino all’esaurimento delle sue forze. E’ volato al Padre lodando il Signore e nell’adorazione dell’Eucarestia. La partecipazione così numerosa di tutta la cittadinanza al rito funebre ha dimostrato che mons. Melone era un sacerdote molto stimato ed amato.
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