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Sistema integrato di interventi e servizi sociali in Puglia.
Di Beppe Sorice
Per saperne di più sulla Legge Regionale n. 17/2003 (Sistema integrato d’interventi e Servizi Sociali in Puglia) clicca qui
Il Piano Regionale degli Interventi e dei Servizi Sociali in Puglia - approvato ad agosto 2004 – in attuazione della L. 328/2000 e della Legge Regionale n. 17/2003 (Sistema integrato d’interventi e Servizi Sociali in Puglia) ha posto alcuni punti fermi nella programmazione delle Politiche Sociali, definendo necessaria un’azione di cambiamento culturale, evidenziando alcune priorità d’intervento e proponendo delle indicazioni operative per lo sviluppo del sistema integrato degli Interventi e dei Servizi Sociali. A settembre ha avuto inizio, nel territorio dell’Ambito n. 3 (Comuni di Corato, Ruvo di Puglia e Terlizzi), un intenso processo di approfondimento e di programmazione nonchè un percorso istituzionale per giungere alla elaborazione del Piano di Zona. In uno spirito di progettazione partecipata si è provveduto ad istruire sul territorio un Tavolo Istituzionalizzato composto dai rappresentanti tecnici dei tre Comuni e dall’Azienda AUSL con il compito di seguire il percorso progettuale.
A novembre è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa fra i tre Comuni dell’Ambito Territoriale n. 3, per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi socio-assistenziali. Nell’ambito della Conferenza Intercomunale sono stati individuati ed istituiti 5 tavoli di concertazione:
1° Tavolo: Responsabilità familiari – Minori – Lotta contro l’abuso ed il maltrattamento
2° Tavolo: Contrasto alla povertà ed inclusione sociale
3° Tavolo: Dipendenze - Salute mentale
4° Tavolo: Disabili
5° Tavolo: Anziani
A tali tavoli, oltre ad organismi specifici politico istituzionali, sono stati invitati a partecipare imprese sociali, organizzazioni di volontariato, parrocchie, cooperative sociali, che in via preliminare hanno nominato un proprio rappresentate in seno a tale tavolo di concertazione.
L’Azione Cattolica, per le sue peculiari caratteristiche e per la sua specifica vocazione, ha aderito al primo tavolo dove ha partecipato ai lavori preliminari unitamente ad altre organizzazioni religiose (per Ruvo alcune parrocchie, oratori, ANSPI parrocchiali, Banca del Tempo, PGS, Caritas cittadina). Dopo aver esaminato l’analisi dei bisogni territoriali, sulla base del piano attuativo della regione Puglia ogni associazione ha individuato, ciascuna per propria competenza, alcune priorità d’intervento.
Dal tavolo di concertazione, relativamente a responsabilità familiari – minori – lotta contro l’abuso ed il maltrattamento sono stati individuati bisogni di varia natura: attenzione maggiore alla maternità, rilevazione sulle nuove povertà, integrazione sociale dei minori immigrati, contrasto al lavoro minorile, studio del fenomeno dell’abuso e maltrattamento, sensibilizzazione della cultura dell’affido con supporto alle famiglia affidatarie, prevenzione disagio minorile e adolescenziale, responsabilizzazione e sostegno ai ruoli genitoriali. Quest’ultimo punto è uno dei bisogni rilevati dalla nostra associazione e che tra l’altro è proprio indicato nell’art. 69 dello schema regolamento di attuazione delle legge regionale 17.
Le priorità d’intervento individuate possiamo così sintetizzarle: centri famiglie con gruppo di auto-aiuto e sostegno delle competenze genitoriali, incentivazione del servizio di affido familiare; osservatorio sui problemi minorili, centro di mediazione familiare, creazione strutture residenziali per minori, centri di accoglienza residenziali e diurni per soggetti fragili, creazione di spazi vigilati per attività ludico ricreative, attività estive, oratori.
Sicuramente una possibilità data a ciascuno di far sentire la propria voce, la propria opinione, anche se per tale momento vi era la necessità di dedicare più tempo. Dopo questa fase, le varie organizzazioni potranno presentare specifici progetti su queste aree d’intervento che andranno a bando per essere poi finanziati.
E’ auspicabile che tali delicati passaggi, oltre che essere adeguatamente portati a conoscenza di tutti, vengano realizzati nel pieno della trasparenza, sulla base degli effettivi bisogni emersi senza farsi prendere da inopportune logiche di spartizione delle risorse o in già viste, ma purtroppo sempre attuali, logiche di clientelismo. Vorrebbe dire vanificare lo spirito della riforma normativa.
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