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l'azione cattolica diocesana
La
presente pubblicazione, che racchiude il patrimonio storico di una associazione
ultracentenaria, qual è l’Azione Cattolica, non è stata determinata da
un’esigenza di autoreferenzialità o di sterile rimpianto nostalgico. É
piuttosto la consapevolezza, come diceva Paolo VI, di essere “ricchi
di esempi, di tradizioni, di esperienze, che non sono già un carico da portare,
ma un motore che vi porta”.
Queste
pagine, infatti, sono dense di magistero episcopale, di corrispondenze, di date,
di episodi, di appunti e materiali dei cento anni di storia associativa, dagli
inizi fino alle più recenti esperienze della nuova strutturazione diocesana.
Facendo la storia dell’associazione si evidenziano, anche, le risonanza
culturali e sociali prodotte nella Chiesa locale e nelle città della diocesi,
grazie al movimento di idee e di azione prodotto da una realtà aggregativa
diffusa capillarmente e rilevante sul piano quantitativo e qualitativo.Si
aggiungono, quindi, preziosi apporti alle numerose e qualificate ricerche
sull’Azione Cattolica, in particolare, e più in generale, sul movimento
cattolico nella realtà meridionale.
Il
volume raccoglie i risultati delle ricerche avviate per la ricorrenza del 1°
centenario dell’Azione Cattolica diocesana, programmate e presentate durante
il convegno sul tema “Cento anni di storia dell’Azione Cattolica
diocesana”, svoltosi a Molfetta il 29 novembre 1997.
Le
indagini hanno ottenuto un riscontro inaspettato di fonti e di testimonianze ed
anche un corredo fotografico ricco e significativo, soprattutto perché ha dato
volti a nomi che altrimenti sarebbero rimasti nell’oblio. Perciò questa
ricerca consente di fare memoria ed essere riconoscenti nei riguardi delle tante
persone, laici, presbiteri e vescovi, che nel tempo hanno dato forma e sostanza
alla presenza dell’Azione Cattolica; sono proprio queste persone, con il loro
bagaglio di umanità, di cultura e di fede, a costituire il vero patrimonio che
da sempre l’Azione Cattolica può vantare.
Sembra
provvidenziale che questa pubblicazione veda la luce proprio in questo tempo
delicato per l’AC, tempo di ripensamento e di rinnovamento, di sperimentazione
e di riorganizzazione, di ricerca di nuovi percorsi attuabili oggi; ed è questo
un sintomo di un’associazione che, certo, deve rimettere a fuoco alcuni
obiettivi, ma proprio per questo è un’associazione viva.
A
quanti si sono adoperati con competenza e passione, in questa ricerca storica,
in particolare a don Luigi M. de Palma
che l’ha curata, va il ringraziamento sincero di tutta l’associazione
diocesana, che può così riconoscere il terreno dentro cui affonda le sue
radici e trarre oggi spinta e stimoli per continuare ad essere una risorsa
importante in questo tempo ed in questo spazio.
L’
opera (...) fa un’analisi della storia della principale associazione cattolica
in Puglia.
Ospitata,
come numero 22, nei “Quaderni dell’Archivio diocesano di Molfetta Ruvo
Giovinazzo Terlizzi”, si avvale di una ricca tradizione storiografica che ha
visto in vent’anni moltiplicarsi, intorno all’Archivio vescovile, le
ricerche di giovani studiosi sulle radici della chiesa locale.
Si
avvale poi dei numerosi studi sulle Chiese e l’episcopato pugliese di
Salvatore Palese, Robles, Sportelli.
Altra
fonte sono gli articoli e le interviste del giornale cattolico locale Luce e Vita e i brevi saggi apparsi su Luce e Vita documentazione, in cui spesso è stata considerata la
genesi del moderno associazionismo e la vita cattolica sotto i singoli
episcopati.
Inoltre,
al magistero episcopale sull’Azione cattolica delle diocesi, oggi unificate
sotto un solo vescovo, è dedicato il saggio di Antonella Dargenio, una storia
di cura e attenzione fin dall’episcopato di monsignor Pasquale Picone
(1895-1917), passando per l’episcopato “fondativo” di mons. Gioia
(1922-1935), fino a quello di Achille Salvucci, giunto da Camerino a Molfetta nel ‘35, ove rimase vescovo fino al ‘78.
Lo
storico rinnovamento dell’AC -non ancora concluso- è tratteggiato da Domenico
Amato: Tra Concilio e post Concilio.
In
esso si da conto di una lunga messe di iniziative formative svolte dai vari rami
dell’AC, degli scontri e delle tensioni, ovvero del travaglio che la ventata
conciliare comportò in una associazione storica come l’AC a livello locale.
Cominciò
allora quel profondo lavoro di revisione che avrebbe dovuto portare ad una nuova
azione pastorale, a quella novità di stile e di linguaggi di cui ancora oggi si
dibatte.
Gli
albori ottocenteschi dell’associazione e lo sviluppo organizzativo degli anni
‘40 e ‘50 sono trattati in due saggi rispettivamente da Luigi M. de Palma e
da Vincenzo Zanzarella.
Il
primo traccia un profilo dalla formula delle confraternite all’avvento di
quella dell’AC che, in principio con fatica, si afferma anche in Puglia. Già
Robles, in Il movimento cattolico pugliese
(1881-1904).Storia di un lento e difficile cammino, Bur 1981, enucleava le
difficili condizioni di radicamento delle nuove forme del Movimento Cattolico
locale. Oggi il radicamento dell’AC nelle Chiese locali pugliesi è al primo
posto nelle statistiche nazionali e ha fornito alla struttura nazionali
assistenti generali: i monsignori Salvatore De Giorgi e Agostino Superbo.
Storia,
passato quindi, ma anche futuro che ci fa assumere «la responsabilità di
trasmettere pazientemente il senso di ciò che ci ha preceduti, delle tradizioni
e delle vicende senza le quali noi non saremmo ciò che siamo oggi» (Comunicare
il vangelo in un mondo che cambia n.42).(...)