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“E voi chi dite che io sia?”

Proposta associativa diocesana 2008-2009

 

Il programma annuale dell’associazione si inserisce nel cammino della Chiesa Italiana e diocesana esplicitati, il primo, negli Orientamenti Pastorali per l’attuale decennio (Comunicare il vangelo in un mondo che cambia), il secondo, nelle indicazioni pastorali del Vescovo per l’anno in corso (La relazione educativa fonte della speranza) scaturito dal Progetto diocesano (Con Cristo sui sentieri della speranza). L’AC diocesana intende delineare il presente programma tenendo conto dei suoi tempi di sviluppo e delle sue peculiari modalità di attuazione, attraverso uno stile che gli è proprio, teso ad armonizzare ciò che appartiene alla propria identità associativa in un percorso comunitario ecclesiale, con l’intento di riscoprire il significato di un’associazione di uomini e donne che insieme, nella Chiesa, sono e vogliono essere, malgrado i limiti, portatori di speranza, per la riscoperta di una autentica e credibile santità laicale, attraverso la cura educativa dei propri aderenti e mantenendo alta la passione per il Bene Comune (da “Chiamati ad essere santi insieme (1 Cor 1,2)”. Orientamenti per il triennio 2008-2011 ).

Attorno alla parola chiave per l’anno associativo 2008/09 ( “Contemplazione” ), nel rispetto del mandato di Giovanni Paolo II a Loreto, e ai già citati tre orizzonti programmatici che Benedetto XVI ha richiamato il 4 maggio scorso, l’AC diocesana intende promuovere l’attuazione di alcuni punti essenziali che caratterizzano il Documento Finale, scaturito dall’ultima assemblea diocesana di inizio triennio.

Il tema di quest’anno trova una sua naturale correlazione con l’attenzione diocesana al tema della relazione-relazionalità, dal momento che la domanda che Gesù rivolge ai suoi discepoli implica due livelli di riflessione, personale e comunitario. Infatti la pericope evangelica di riferimento è inserita in un punto in cui la parte didattica prende il sopravvento su quella narrativa: Gesù si intrattiene quasi esclusivamente con i discepoli e i suoi discorsi diventano sempre più chiari, specialmente sul mistero che fino a quel momento circonda la sua persona (segreto messianico). E’ Gesù stesso che pone l’interrogativo quasi all’inizio del Vangelo, sviluppandolo progressivamente in tre tempi e conducendo i discepoli, quasi in un percorso strutturato, alla risposta esatta. La domanda, anche se esige una risposta precisa, ha una chiara funzione introduttiva in relazione a quanto verrà successivamente sviluppato nello stesso Vangelo, costituendo il punto di maggior interesse, fino ad arrivare al contenuto vero della sequela: seguire Cristo significa farlo sulla via dell’impegno, della rinuncia e del sacrificio. I discepoli, ammaestrati da queste parole, ormai non potranno più sbagliarsi, anche se troveranno difficile fino alla fine adattarsi all’idea di un Messia sofferente e rigettato da tutti.

Da quanto appena descritto scaturiscono i punti nodali attorno a cui, singolarmente e comunitariamente, si snodano le linee programmatiche associative:

1.     la formazione « come capacità di individuare itinerari formativi sempre più accessibili, completi e ben strutturati, con obiettivi precisi, che abbiano una ricaduta concreta nella vita dei singoli e delle comunità mediante scelte metodologiche congruenti e contenuti significativi » (dal Documento Finale della XIII assemblea diocesana, febbraio 2008). È il punto in cui i singoli aderenti e gli organi statutari di indirizzo e di guida sono chiamati ad operare attraverso un valido esercizio di discernimento e di studio, attento e qualificato in un momento storico particolare e delicato per le sfide lanciate da una cultura relativistica, secolarista e, per certi aspetti, edonista. Il problema educativo del momento è grave: si crea una cultura deleteria per la fede e per la vita morale, non solo delle giovani generazioni. Fëdor Dostoevskij così rispondeva ad una giovane che, indirizzandogli una lettera, gli confidava la propria sofferenza per aver perduto la fede a causa di una cultura atea: «Voi scrivete che  hanno distrutto in voi la fede in Cristo. Ma come mai non vi siete prima di tutto posta la domanda: chi sono coloro che negano Cristo come Salvatore? Io non domando se sono buoni o cattivi, ma se conoscono Cristo nella sua sostanza» (dall’Epistolario). Ad ogni Consiglio parrocchiale viene affidato il compito di seguire i cammini formativi dei diversi settori e di verificare che essi contengano le giuste chiavi di una reale lettura della realtà contemporanea, compresa alla luce del messaggio cristiano, evitando percorsi approssimati, annacquati e rigidi e strutturando itinerari di formazione cristiana anche supportati dalle metodologie delle scienze umane. Infatti dal recente Convegno pastorale diocesano abbiamo appreso che la cura della formazione non deve essere esclusivo appannaggio dei singoli educatori o animatori, ma dell’intera comunità ecclesiale, che garantisce nel tempo l’autenticità e la chiarezza del messaggio cristiano, senza particolarismi e atteggiamenti “fai da te”. Ne deriva la necessità che agli stessi consigli parrocchiali possa essere affidata la cura delle fasi di passaggio tra i settori, al fine di assicurare agli aderenti una valida continuità formativa. Il centro diocesano continuerà in quest’ottica a promuovere la formazione dei responsabili attraverso le scuole associative sempre più rispondenti alle esigenze e alle sfide dei tempi. In questo contesto svolgono un ruolo di completamento della formazione associativa gli stimoli di contenuto che potranno scaturire dalla valorizzazione delle “Settimane”:

1        Settimana dello Spirito 6-12 ottobre 2008, “E voi chi dite che io sia””,

2        Settimana della Carità 24-30 novembre 2008 , Scoperchiarono il tetto…”,

3        Settimana Sociale 9-15 febbraio 2009,  “Quanti pani avete?”,

4        Settimana della Comunità 4-10 maggio 2009,  “Dov’è la mia stanza?”;

 

e dei “Progetti a misura di parrocchia”:

-    Progetto Osea, per una formazione di vita secondo lo Spirito,

-      Progetto Nazareth, La famiglia vive e comunica il Vangelo,

-      Progetto Isaia, per bvivere da Cristiani la Città,

-      Progetto Nicodemo, per un’AC missionaria,

-      Progetto Dialoghi, per la cultura e la comunicazione in AC e in parrocchia;

 

intesi come particolari percorsi comunitari formativi, la cui attuazione viene lasciata alla libera creatività delle associazioni parrocchiali.

Nell’ottica di una attenta lettura del reale si cercherà, inoltre, di ricostituire l’Ufficio socio-politico e rilanciare il Movimento Lavoratori di A.C., potenziando contestualmente il Movimento Studenti di A.C., che si porranno obiettivi semplici e facilmente decodificabili dalle programmazioni dei settori per creare un’attenzione basilare a queste realtà associative che non possono mancare nella nostra associazione. A tal proposito risultano significative le parole del Vescovo don Luigi: «Altro campo è quello della legalità, e quindi della libertà. Quest’ultima non può essere mai disgiunta dalla responsabilità. La libertà implica sempre una chiamata per il bene alla quale deve seguire una risposta di responsabilità. Solo così può essere garantito il senso della legalità rispetto al quale si registra un deficit talvolta preoccupante » (da “La relazione educativa fonte della speranza”, pag 37).

2.     La diocesaneità: è un valore irrinunciabile di autentica vita ecclesiale, in riferimento alla quale non ci può essere vera vita associativa se l’unitarietà che dovrebbe caratterizzare le diverse realtà parrocchiali non fosse contraddistinta da una profonda cura delle relazioni, sia fra le persone e i gruppi di una medesima associazione, sia fra i diversi livelli della vita associativa ( parrocchiale, cittadino, diocesano ): l’unitarietà non si misura dall’abilità di fare un “taglia e incolla” tra le proposte di settori e articolazioni, ma dall’impegno a condividere intimamente uno stesso cammino, anche quando i percorsi concreti debbono differenziarsi. A livello diocesano, pertanto, si continuerà a valorizzare quei momenti di incontro che da qualche anno stanno diventando significativi appuntamenti per tutta l’AC diocesana e la cui calendarizzazione è riportata sul planning delle attività:

·        il convegno di inizio anno;

·        la veglia per la festa dell’adesione;

·        la giornata mondiale della pace (1° gennaio);

·        la giornata diocesana dell’AVE;

·        week-end dello Spirito;

·        don Tonino incontra i giovani;

·        la celebrazione cristiana della Festa del lavoro (1° maggio);

·        il campo scuola diocesano.

 

3.     La comunicazione: è la capacità di migliorare le strutture e i mezzi comunicativi che contraddistinguono la presenza della nostra associazione sul territorio, prima di tutto attraverso la valorizzazione della stampa associativa diocesana attraverso cui favorire la comunicazione degli eventi della vita dell’associazione. A questo scopo partirà in quest’anno il progetto sulla comunicazione che vedrà impegnati i responsabili parrocchiali della comunicazione in un rapporto diretto con il centro diocesano, che avranno il compito di mettere in rete le esperienze e le iniziative attuate nelle proprie comunità di riferimento.

Non si esclude anche la promozione di momenti ludico-sportivi che, partendo dai livelli cittadini, potranno trovare in quello diocesano una significativa conclusione e per i quali la presidenza metterà in atto una progettazione adeguata.

Possiamo concludere con le parole della lettera pastorale, donata dal Vescovo a tutta la comunità diocesana « L’impegno per l’educazione non ci distoglierà dal tema della relazionalità, anzi ci aiuterà a focalizzare l’obiettivo dei nostri programmi pastorali e ad affinare gli strumenti formativi » (da “La relazione educativa fonte della speranza”, pag 36).

 

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