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Con lo sguardo fisso su Gesù

Vogliamo seguire il Signore

Proposta associativa diocesana 2002-2003

 

Il Consiglio diocesano ha elaborato la presente proposta associativa che integra le indicazioni progettuali del centro nazionale con le scelte compiute dalla nostra assemblea diocesana.

Essa è affidata ai responsabili, parrocchiali e diocesani, perché divenga riferimento e guida per l’animazione delle associazioni parrocchiali in questo delicato anno che segna l’inizio di un percorso di rinnovamento dell’associazione.

Formazione – parrocchia, diocesi, città, - esercizi di laicità – organizzazione sono le quattro tesi sulle quali la nostra assemblea diocesana ha articolato il documento finale.

Per ciascuna si individuano gli impegni, derivanti dalle indicazioni assembleari, e le relative scelte progettuali, in una prospettiva di unitarietà associativa che compone la diversità di esperienza dei settori nell’unica proposta dell’AC diocesana.

 

 

Allegato:

Brochure del Progetto Formazione Responsabili

 

1. un anno straordinario

Il prossimo anno associativo sarà dedicato ad un impegno straordinario per il rinnovamento dell’AC.

Straordinario nello spirito, per le circostanze che l’hanno determinato, per i problemi che abbiamo davanti a noi, per la carica di fiducia con cui lo iniziamo… Per questo non avrà l’andamento solito.

Se un tema, di fatto dominerà questo anno che inizia, è quello della novità. Ma sarà soprattutto uno spirito, più che un tema. E una fiducia: che il Signore fa cose nuove; a noi chiede che ce ne accorgiamo. Il tema vero, in effetti è quello dell’Assemblea: con lo sguardo fisso su Gesù.

In questa prospettiva l’Attenzione annuale, che ha accompagnato il cammino associativo degli ultimi anni, fa un passo avanti nell’intento di saldare più strettamente formazione e missione e unificare i percorsi dei settori e delle articolazioni dell’associazione.

1.2 Obiettivi di un cammino missionario di AC

La missionarietà è la consegna fondamentale dell’assemblea. Ogni altro tema (laicità, formazione, pastorale, associazione…) si inserisce nell’alveo di questa scelta. Occorre però far maturare un'idea corretta di averne una concezione "eroica”, ma la missione appartiene alla “normalità” di ogni vita cristiana.

La trasmissione della fede avviene nella quotidianità, nella normalità della vita di ogni giorno, da bocca a orecchio: per un laico, essere missionario significa anzitutto saper parlare della propria fede a chi è vicino.

 

In questa prospettiva, gli obiettivi di un cammino missionario di AC sono:

-          riacquisire la consapevolezza di essere mandati e di essere partecipi, in quanto credenti, della missione del Signore Gesù

-          maturare una serena consapevolezza delle caratteristiche del mondo e della cultura di oggi, disposti prima a capire che a giudicare

-          avere qualcosa da dire, sia in termini di conoscenza del contenuto della fede, sia in termini di esperienza di vita cristiana da raccontare.

-          acquisire una nuova capacità di esprimere la fede, e anche la vita interpretata nell’ottica della fede.

L’AC si propone allora di invitare i propri aderenti ad un percorso di DISCEPOLATO, ritenendo che questa sia la chiave anche per una nuova e più chiara tensione missionaria. Tale percorso va pensato lungo tutto il triennio, come percorso unitario che intende sostenere il cammino di ogni persona perché giunga, al termine del triennio, a ridire la propria fede nel Signore Gesù; a pronunciare il suo “credo in Gesù Cristo” in modo personale, in grado di dare nuovi significati alla propria relazione con lui.

La missione muove dunque dall’impegno formativo, rinnovato nei suoi obiettivi e nella sua natura.

1.3 Il Percorso formativo in AC

 Pensando al percorso formativo che si rivolge ai soci, esso avrà questi punti fermi:

-          è scandito dal cammino liturgico della comunità cristiana ed ha nella domenica il suo cuore;

-          il suo contenuto è la Parola di Dio: quella della domenica e quella del Vangelo dell’anno, occasione per riscoprire la fede nel contesto di oggi.

Esso prevede:

1.3.1 Proposta per i singoli soci

1.3.2 Proposta a livello  parrocchiale

1.4 Articolazione della proposta annuale 2002-2003

Tema

Essere discepoli

Titolo

"Vogliamo seguire il Signore"

La consegna

Come ai catecumeni viene anzitutto consegnato il Vangelo perché attraverso di esso siano introdotti nel mistero di Gesù Cristo, così a tutti i soci di AC è chiesto quest'anno un ritorno alla sorgente viva della Parola, affinché superino una conoscenza del Maestro "per sentito dire", e possano pronunciare con maggior convinzione i "sì" e i "no" fondamentali che Gesù chiede ai discepoli. La consegna del Padre nostro, che introduce i catecumeni nel mistero di Cristo attraverso l'iniziazione alla preghiera, significa per i soci di AC un impulso a imparare ancora a pregare e a prendersi speciale cura della vita spirituale.

Libro di riferimento

Il Vangelo secondo Marco

Pellegrinaggio annuale

Vedere il Signore nei luoghi della sua presenza

Esprimere la fede attraverso le immagini. A livello nazionale, concorso e mostra su un tema assegnato. A livello diocesano è stata proposta una rassegna grafico-multimediale, con il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado, ed un musical sulla figura di don Tonino Bello, coinvolgendo i gruppi giovani parrocchiali.

1.4.1 Le settimane (cfr XI Assemblea nazionale - Doc Fin, n. 26)

Pensate come occasione per esprimere l’apertura missionaria dell'AC e la sua soggettività nella comunità cristiana, esse hanno la funzione di rendere esplicite, concrete, incontrabili alcune dimensioni della vita cristiana che sono caratteristiche dell'AC, che possono rischiare di rimanere implicite se non vengono sottolineate da alcuni gesti concreti che servono come scuola per gli aderenti all'AC in primo luogo e come richiamo alla vera natura dell’associazione.

Esse vanno proposte a livello parrocchiale, interparrocchiale o diocesano come servizio a tutti: in esse risulta evidente l’intreccio di formazione e missione.

 

momenti

periodo orientativo

tematica

Settimana dello spirito

(a livello parrocchiale)

7-13 ottobre 2002

Essere discepoli.

Il Vangelo di Marco

Settimana sociale

(a livello cittadino)

11-17 novembre 2002

Quale futuro per l'uomo?

Mese della pace

(a livello parr., cittadino e diocesano)

gennaio 2002

Pacem in terris

Settimana della carità

(a livello parrocchiale)

9-13 marzo 2003

Incontro al povero

Settimana della comunità

(a livello parrocchiale e diocesano)

27 aprile-4 maggio 2003

Giovani e parrocchia.

Giovani oltre la parrocchia

1.4.2 Il pellegrinaggio

Nel contesto del Primo Anno, volto a riscoprire la fisionomia del discepolo e la radicalità della vocazione cristiana, tenendo conto della straordinarietà di questo anno per il rinnovamento dell'Associazione e dell'importanza di porre dei segni che facciano cogliere anche all'ultimo socio in parrocchia la svolta che stiamo costruendo, proponiamo a responsabili e semplici soci un "pellegrinaggio ideale" annuale che possa diventare simbolo di questo triennio, dare corretta visibilità all'Associazione, aiutare lo scambio e la conoscenza tra diocesi vicine.

Primo anno: Vedere il Signore nei luoghi della sua presenza

Se è vero che Gesù è presente dove si è riuniti nel suo nome (parola /sacramenti/liturgia), nel povero e dovunque c'è una croce, nella Chiesa che è il suo corpo vivente, andare alla ricerca del suo volto significa muoversi per incontrarlo lì. Di conseguenza, si potrebbe pensare che ogni diocesi in questo primo anno curi due appuntamenti pensati come un itinerario, un pellegrinaggio ideale a questi luoghi e che potrebbe sfociare in un vero e proprio pellegrinaggio regionale.

Primo momento - inizio anno - un’esperienza forte di preghiera, o un pellegrinaggio alla Cattedrale o ad altro luogo significativo (ogni città deciderà di concludere la settimana dello Spirito con un momento di preghiera comune nella propria Cattedrale)

Secondo momento - in quaresima - un’esperienza parrocchiale di condivisione che porti a un pellegrinaggio sui luoghi del Cristo povero e crocifisso (visita a ospedali, case di riposo, carceri, famiglie in difficoltà); preparato da un'iniziativa di carità assunta dai singoli.

Terzo momento - marzo/aprile - pellegrinaggio diocesano (o regionale) ad un luogo significativo per la fede (nell’anno in cui ricorre il decennale del dies natalis di don Tonino, vogliamo vivere l nostro pellegrinaggio diocesano ad Alessano)

2. ulteriori impegni diocesani

Il documento finale dell’XI assemblea diocesana, coerentemente a quello nazionale, ci ha dato una consegna fondamentale:  “Questo tempo che cambia, in questo spazio di territorio, chiede a noi laici di AC di rieducarci alla capacità di pensare e di comprendere i mutamenti che si susseguono repentini; di rendere visibile il Volto di Cristo attraverso una fede pensata, adulta, consapevole, capace di tenere insieme i vari aspetti della vita; di sfuggire alla tentazione, troppo frequente, di abbandonarci ad una vita privata, individuale o di gruppo, che tende all'autoprotezione piuttosto che al protagonismo; di dare precedenza all'essere sul fare; di riscoprire l'essenzialità espressa in termini di ricerca dell'unità della vita, la fedeltà alla Chiesa e ai suoi Pastori; di assumere il coraggio di una formazione autentica che genera per se stessa «un movimento ad extra della comunità, con un'attenzione alla realtà che non sempre è ripetibile e necessita, pertanto, di interventi mirati» (Mons. L. Martella).”

2.1 Appuntamenti a livello diocesano

Esercizi spirituali (aperti a tutti)

27-28-29 dicembre

Weekend di spiritualità per giovani

22-23 febbraio 

Festa dell’Accoglienza Giovanissimi

27 ottobre

Meeting Adulti & Famiglie

1dicembre

Meeting diocesano Giovani

27 aprile

Festa degli Incontri ACR diocesana

18 maggio

Pellegrinaggio diocesano ad Alessano

30 marzo (da confermare)

2.2 Progetto Formazione Responsabili

L’AC ripropone il PFR (Progetto Formazione Responsabili) nella sua nuova strutturazione, che mira a supportare un nuovo modo di essere animatore: essere un “operatore” e in tal senso formarsi anche e soprattutto personalmente, oltre che attraverso i momenti comunitari, a tappe ben definite. (vedasi PFR)

 

PFR

Tappe

Date

1° livello

formazione di base per nuovi responsabili educativi

4 moduli per nuovi Educatori ACR - Animatori SG

20 ottobre - 24 novembre

9 febbraio - 4 maggio

4 moduli per animatori gruppi adulti e famiglie

17 ottobre - 7 novembre

6 febbraio - 8 maggio

2 ° livello

formazione per attuali responsabili educativi

 

Incontri a livello cittadino

 

(da definirsi)

3° livello

aggiornamento permanente per responsabili associativi

Convegno di inizio anno:

Il vangelo sorgente della vita spirituale per l’uomo d’oggi

5 ottobre

Scuola monografica:

Educare all’interculturalità

13-14-15 gennaio

Camposcuola estivo

25-30 agosto

2.3 Esercizi di laicità

Consapevole di essere chiamata ad essere scuola di laicità cristiana, l'AC si impegna ad educare le persone ad abitare con cordialità i luoghi e le situazioni della vita quotidiana, per farne luogo di annuncio. Laicità è solidarietà con il proprio tempo, è interesse e attenzione ai problemi della società di oggi, guardati con gli occhi dei più deboli; laicità è educarsi a vivere nella società con responsabilità, con libertà, con capacità di iniziativa.

L’Ac s’impegna a rilanciare l’Ufficio Sociopolitico anche per dar vita a laboratori della partecipazione, come luoghi di formazione organica all'impegno sociale, politico, culturale; darà vita a dei forum degli aderenti di AC impegnati nel sociale e nel politico;

 

Impegni:

coordinamento della “Settimana sociale” nelle città

Laboratori della partecipazione su temi socio politici a carattere locale

 

Elaborazione di documenti e pronunciamenti dell’associazione su questioni che lo richiedano

 

Rilancio del Movimento Lavoratori e del Movimento Studenti e costituzione del Movimento di Impegno educativo di AC (MIEAC)

 

Forum aderenti impegnati nel sociale e nel politico (monitoraggio e almeno un incontro diocesano)

 

Rubrica “Volontariato” su Filodiretto

2.4 Parrocchia, diocesi, città

L'Azione Cattolica ribadisce il suo forte legame con la Chiesa, nella sua dimensione diocesana e parrocchiale; in particolare riconferma in pienezza il suo spirito di corresponsabilità con i Pastori e con tutte le vocazioni intendendo restare fedele alle sue note conciliari: l'ecclesialità e la stretta collaborazione con i pastori.

Una delle caratteristiche peculiari dell'AC è il legame con la Chiesa diocesana, con il suo Pastore e con le scelte che essa compie. Occorre un’AC disponibile oltre che alla collaborazione e al servizio, alla corresponsabilità, che include anche il pensare, l'elaborare, oltre che attuare, le scelte pastorali della propria chiesa.

La dimensione diocesana ha poi nella parrocchia la realizzazione della concretezza e del servizio. Si rende necessario però precisare che la condizione minimale perchè ci sia l'AC in parrocchia è la garanzia che agli aderenti venga offerta una esperienza associativa; quando questo non fosse possibile si favoriranno gemellaggi o associazioni interparrocchiali nel rispetto delle esigenze di ciascuna realtà.

L'Ac quindi sceglie di continuare a restare legata alla parrocchia come luogo primario - benché non esclusivo- della vita associativa.

 

Impegni:

Incontri periodici con gli assistenti parrocchiali e con i seminaristi

 

Favorire la costituzione di associazioni interparrocchiali

 

Collaborazione in progetti in rete sul territorio

 

Progetto “Conosci don Tonino?” in collaborazione con l’ufficio diocesano per la  pastorale scolastica

 

Funzionamento centri cittadini ed iniziative concordate dai comitati dei presidenti

 

 Nell’anno in cui ricorre il decennale della morte di don Tonino, oltre al pellegrinaggio ad Alessano e al Progetto per le scuole, l’AC collaborerà a quanto la diocesi riterrà di promuovere.

2.5 Organizzazione

Rinnovarsi deve significare anche ringiovanire le strutture, riconsiderare la fisionomia delle nostre associazioni parrocchiali,  in un certo senso quella del socio di AC che, specie nella componente adulta, deve recuperare un forte senso di responsabilità e di sano protagonismo nella vita delle comunità ecclesiali e civili.

Ma rinnovarsi deve soprattutto significare la capacità di interpretare nell’oggi ciò che l’AC è sempre stata nella sua profonda identità ed esperienza.

Perciò dobbiamo cercare di rendere l’AC più attraente, più interessante e sottrarla alla routine che potrebbe farla apparire non più idonea a svolgere il suo ruolo prezioso nella Chiesa e nella società.

 

Impegni:

Prosecuzione del Progetto Filodiretto Responsabili (quindicinale)

e Filodiretto Aderenti (4 numeri nell’anno)

 

Sito internet e mailing-list

 

Iniziative ludico sportive per l’autofinanziamento

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