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Qualche idea per programmare l’anno associativo in parrocchia
Perchè programmare?
La vitalità di una associazione o di una comunità non è frutto del caso o evento da aspettarsi passivamente o, ancora, esito di azioni personalistiche più o meno carismatiche; è invece il risultato di un consapevole e condiviso impegno di analisi, di confronto e di decisione, da accompagnare in un sereno contesto di preghiera, di discernimento e di creatività. Se questo è vero lo è soprattutto per la nostra associazone, chiamata ad attuare nella quotidianità della vita parrocchiale quel processo di rinnovamento che da alcuni anni è stato avviato a livello nazionale e diocesano. Pertanto riteniamo indispensabile che ciascuna associazione parrocchiale, all'inizio del nuovo anno, determini in maniera intenzionale quale sia il modo più adeguato per esprimere la sua presenza in parrocchia, quali sono le tappe e gli strumenti a disposizione e chi sono le persone che assumono la responsabilità. A questo aggiungiamo che l'adesione chiesta a ragazzi, giovani e adulti è si adesione ad un ideale associativo, ma questo ha bisogno di essere riconoscibile in una precisa proposta che, anno dopo anno lo incarni; diventa allora quasi un obbligo elaborare un programma e renderlo visibile.
Diamo di seguito alcune linee metodologiche per elaborare una proposta parrocchiale.
Chi è responsabile della programmazione?
La responsabilità primaria è del Consiglio parrocchiale di AC, a tal scopo eletto dall'assemblea e, in primis, del presidente parrocchiale, ruolo che, ricevuto personalmente dal Vescovo, richiede totale dedizione e alto senso di comunione ecclesiale che non può ridursi in frammenti di disponibilità altalenante. Nel Consiglio parrocchiale che programma sono coinvolti i responsabili educativi e, tra tutti, un ruolo determinante è quello del sacerdote (parroco e/o assistente) il quale, senza soverchiare la giusta autonomia del Presidente e dei Responsabili, saprà far emergere non un'idea generica di AC ma il suo proprio carisma, così come delineato nello Statuto, nel Progetto formativo e nell'Atto normativo diocesano; a lui spetta far maturare il senso di corresponsabilità dei laici, rendere possibile una piena vitalità dell'associazione in tutte le sue componenti in sintonia col cammino della parrocchia e dell'associazione diocesana. Il consiglio che programma è lo stesso che accompagna giorno per giorno la vita associativa, vigilando sui percorsi, rimodulando le tappe e verificandone l'esito finale. Venendo meno a questo stile di servizio il Consiglio tradisce la fiducia e l'ideale stesso per cui esiste.
Come procedere?
1. ANALISI: É necessario partire facendo un quadro complessivo della propria associazione, con i suoi limiti e le sue risorse, dove per risorse si intendono le persone, le quali sono il vero tesoro dell'AC. Si individuano quali sono le esigenze pastorali che la comunità e il suo territorio esprimono più o meno esplicitamente. Quindi si prende coscienza delle scelte pastorali che la parrocchia, in sintonia con le linee pastorali diocesane, intende compiere durante l'anno e della proposta associativa diocesana.
2. DISCERNIMENTO: É il momento più importante perchè, prima di fissare date o iniziative (purtroppo quando si programma si pensa subito e/o solo a formulare calendari) si tratta di capire cosa la comunità chiede all'AC in termini di corresponsabilità pastorale e cosa l'AC è in grado di offrire come ministerialità condivisa.
3. PROGRAMMAZIONE: A questo punto si determinano le scelte da compiere come associazione in ordine a:
a) la formazione:
- quali gruppi formare e a chi affidarli? (è un lavoro da fare con molto anticipo rispetto all'inizio dell'anno);
- quali sono i momenti parrocchiali, cittadini e diocesani da integrare nel cammino formativo dei rispettivi gruppi?
- come garantire adeguata formazione ai responsabili educativi? (scuole di pastorale, tappe del PFR, altro...da tenere in alta considerazione)
b) l'animazione missionaria:
- in base al discernimento compiuto quali iniziative mettere in cantiere, oltre ai normali cammini formativi dei gruppi, per corrispondere alle esigenze pastorali? In questa fase bisognerebbe tener presente la proposta delle settimane associative e dei progetti dell'AC che costituiscono proprio dei momenti di animazione della comunità in ordine a tematiche precise, da non considerare come optional, pena la limitazione e la "conservazione" della proposta associativa. Questo richiede anche di fare proprie le iniziative pensate a livello cittadino e diocesano e integrarle in un unico percorso, dando così testimonianza vera di comunione.
4. CALENDARIZZAZIONE: Solo adesso è opportuno compiere il lavoro di calendarizzazione degli impegni (a tale scopo può servire il planning associativo di cui è disponibile sul sito una copia modificabile). Bisognerà fissare:
- gli incontri formativi di ciascun gruppo;
- gli appuntamenti già decisi a livello comunitario (parrocchiale, cittadino e diocesano) che faranno parte dei cammini dei rispettivi gruppi;
- appuntamenti relativi alle iniziative per l'animazione missionaria (settimane, progetti, campi...);
- tempi di lavoro del consiglio parrocchiale e iniziative per l'autofinanziamento (necessarie per un'associazione che deve autosostenersi).
5. COMUNICAZIONE: La proposta così articolata, elaborata in forma sintetica ma efficace, deve essere comunicata primariamente agli aderenti e a quelle persone che potrebbero coinvolgersi e aderire; alla comunità come segno visibile di una presenza non qualsiasi o confusa, ma ben delineata; al territorio della parrocchia come segno di disponibilità al dialogo e alla collaborazione. A tal fine è utile elaborare un programma scritto ed elaborato come brochure, manifesto, pagine web sul sito parrocchiale, email da inviare e...spazio alla creatività.
In conclusione...
La prima reazione a questa impostazione potrebbe essere del tipo: ma perchè perdere questo tempo quanto bisogna muoversi e darsi da fare? Noi crediamo che dedicando adeguato tempo alla programmazione si possa garantire un servizio apostolico alimentato non solo dal buon cuore ma anche dalla buona intelligenza, entrambe da porre, non disgiunte, sotto l'azione sapiente dello Spirito Santo. Buona programmazione!