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RELAZIONE DEL COORDINATORE CITTADINO DI RUVO

 

            In questo momento di solenne democraticità dell’associazione in cui decidiamo chi ci rappresenterà e lavorerà nel prossimo triennio per far crescere l’associazione a livello cittadino e diocesano, non possiamo non riflettere anche, su quello che è stato il triennio che va concludendosi e quali sono le prospettive per il futuro.

            Mi accingo a comunicarvi la mia verifica su questo tempo di responsabilità come coordinatore cittadino. Non sarebbe stato un coordinamento se voi presidenti e responsabili associativi delle varie articolazioni associative parrocchiali non avreste lavorato al mio fianco e a volte anche anticipandomi e stimolandomi nell’impegno e, se la presidenza diocesana con Gino in primis e Don Pietro non mi avesse dato gli strumenti giusti per rispondere pienamente alla proposta associativa e alle provocazioni e richieste di aiuto che dal territorio si levavano.

            Se dovessi dare un voto a questo triennio sarebbe un "6 +". Il 6 non è a mio avviso un bel voto. Denota sufficienza, scarso attivismo e propositività, impegno non assolto al meglio, un andare avanti senza arricchirsi di novità ma sfruttando solo quello che è già acquisito e non mettendosi a rischio nel fare nuove esperienze. Per fortuna c’è il “+” che simboleggia più interesse, vitalità, discussione, dialogo. Così mi è sembrato questo triennio, questi sono gli atteggiamenti che io, come coordinatore a il livello cittadino, molte volte ho vissuto.

            Il triennio, che è stato all’insegna della continuità, nella responsabilità per me e per alcuni presidenti parrocchiali, ci ha visti impegnati a realizzare iniziative ben strutturate e ormai entrate nella storia del territorio quali la Via Crucis cittadina, le feste cittadine dell’ACR per la pace, dove le motivazioni non bisognava darle per una ottima partecipazione, l’impegno profuso per la buona riuscita della Veglia di Pentecoste anche se non ne siamo più direttamente responsabili; e in nuove iniziative quali le “settimane”, che caratterizzeranno anche gli anni avvenire. Riguardo a queste ultime proposte quali quella dello spirito, della cultura, sociale, che ci hanno visti coinvolti a livello parrocchiale, cittadino e diocesano, se dovessi verificare quanto ci hanno coinvolto specie a livello cittadino, che quello che oggi analizziamo, mi permetto di affermare senza timore di contestazione, poco. Non ha richiamato le masse, ma non ha nemmeno avuto l’effetto di risvegliare delle sensibilità, degli interessi per tematiche che fino a quel momento, in associazione non avevano trovato spazio, quale è l’obiettivo dell’iniziativa, e nemmeno di invitare nuove persone fuori dal cammino alle nostre riflessioni.

            Momento di grande aggregazione per ragazzi giovani e adulti, di profonda spiritualità, di intensa preghiera è stato l’arrivo della copia della Madonna di Loreto nel periodo natalizio del 2003. Il suo arrivo nei pressi della chiesa di S. Angelo, i momenti di preghiera c/o la Con cattedrale e S. Domenico e il saluto alla “Comunità CASA” che ci ha permessi di unirci nella preghiera alle sofferenze e alle attese di giovani che ricercano una nuova identità di uomini, è un ricordo indelebile nel vissuto di ognuno di noi; esso ha arricchito la nostra spiritualità e umanità. Questo momento era annuncio di un evento ancora più grande, il nostro pellegrinaggio, insieme a tutti gli aderenti d’Italia nel settembre scorso a Loreto dove, la città è stata rappresentata in maniera non consistente ma significativa da ragazzi, giovani, adulti, anziani, famiglie con bambini ancora in fasce.

            Loreto ha rappresentato il momento culmine della fase di rinnovamento, di studio, che ha visto coinvolta tutta l’associazione e anche noi come coordinamento cittadino che ci siamo ritrovati a riflettere, discutere e suggerire su quello che poi è stato il nostro nuovo atto normativo diocesano. Diversi sono stati gli incontri cittadini e questo anche, per dare più spunti di riflessione all’interno delle parrocchie.

Oggi ci ritroviamo con diverse novità: un nuovo statuto nazionale, un regolamento di attuazione dello stesso e un atto normativo diocesano frutto del segno dei tempi e “più fedele alla storia e alla geografia”.

Uno degli impegni della prossima presidenza diocesana, del coordinamento cittadino e dei consigli parrocchiali è vivere questo “rinnovamento” e in modo particolare, a mio avviso, sta al coordinamento cittadino, in stretta sintonia con il centro diocesano, stimolare le parrocchie ad attuare il nuovo Progetto Formativo Responsabili (PFR), accompagnare i consigli nella  scelta del progetto da adottare: ”Nicodemo, Nazareth, Osea, Isaia, Dialoghi”.

            La città in questo triennio non è riuscita ad essere rappresentata nelle equipes diocesana: adulti, giovani e ACR, con continuità e questo non arricchirsi della dialettica che si sviluppa al “centro” si è ripercorsa a livello cittadino, vedi il ritiro adulti, (a dire il vero sempre ben riusciti), le feste dell’accoglienza dei giovani (quasi dimenticate), i momenti festa e di riflessone “incontrando Don Tonino”, le varie iniziative dell’ACR, la festa unitaria nel maggio scorso che ha visto la presenza di solo tre parrocchie su otto. Vero proposito pertanto, dovrà essere per il prossimo futuro, quello di essere presenti con almeno un membro cittadino stabile in ogni equipe che sia poi di raccordo con le varie parrocchie della città.

            Non si è assistiti ad una crescita, nel nostro territorio, degli aderenti ma ad una tenuta anche se con fatica. I gruppi parrocchiali pur non essendo molto numerosi, a volte con gravi difficoltà nel fare un cammino di formazione, specie per i giovani, a causa del numero esiguo di aderenti o per l’assenza di un animatore, sono rimasti chiusi nel proprio ambiente, non dando vita a gruppi interparrocchiali, come proposto anche dal centro diocesano, e il più delle volte a danno degli stessi componenti.

            Con i giovani adulti si è fatto un cammino per i due anni, tra il triennio scorso e quello che giunge a termine, ma non ha avuto più seguito, nonostante gli entusiasmi, i buoni propositi e la formazione fatta, la presenza dell’assistente Don Vincenzo Pellicani. Chi sa perché? Non posso che auspicarne una nuova primavera (le premesse ci sono), anche perché ne ero e ne sono ancora personalmente coinvolta.

            L’AC di Ruvo rispetto al territorio è stata molto vivace, molto presente e  propositiva. Non si è isolata nelle relazioni con le realtà territoriali anzi, è stata una delle associazioni che ha vivacizzato il dialogo, alimentato la riflessione e si è resa molto operativa.

            Sul territorio insieme alle ACLI, con l’amministrazione comunale ha realizzato un progetto per gli immigrati, non ancora completato. Con tutte le altre associazioni ecclesiali e non (Caritas, Salesiane, ACLI, Banca del Tempo, Tra il dire e il fare, Genus, …)ha adempiuto agli impegni della I triennalità della L. 285 a favore dei minori in difficoltà e si appresta a realizzare la II, con il sostegno scolastico ed un’azione educativa che le è propria. Non ha taciuto contro la guerra, ha marciato sulle strade di Gravina – Altamura, per manifestare il suo diniego. Ha sostenuto il progetto per la realizzazione dell’Alta Murgia e ha collaborato alla realizzazione di seminari che educano al tema dell’ecologia e del rispetto della natura. Siede al tavolo di progettazione della legge regionale n. 17 che si rivolge al terzo settore per progetti in rete.

L’AC di Ruvo non si è tirata indietro e non tacerà di fronte a quello che è l’obiettivo del “bene comune”.

            Con l’augurio che il prossimo triennio sia di vero rinnovamento, ma ben radicati in quella che è la nostra fede, dico grazie per il lavoro svolto sino ad ora con generosità, gratuità e amore per l’associazione e ancora di più per le persone.

            Se ho lavorato bene è grazie a voi, se non ci sono riuscita, scusatemi, ma credetemi, ce l’ho messa tutta anche quando l’umano prevaricava lo spirito e la stanchezza superava la buona volontà.

            Auguri Azione Cattolica “Duc in altum”.

                                                                                                                        Grazie

                                                                                                                                                                                                                                                            Nunzia

 

 

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