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La fede! Prima di tutto.

Meditazione dell’Assistente diocesano in occasione delle pre-assemblee cittadine

 

Gi apostoli dissero al Signore:  «Aumenta la nostra fede!».

Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso»: sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe

(Lc 17,5-6).

«Se aveste fede…»

Come risuonano forti e sconvolgenti queste tue parole, Signore! Sembrano un rimprovero: “Se aveste fede…”. Ma che cosa è la fede, Signore? Come si fa ad avere fede in questo mondo dove sembra che bisogna vergognarsi di essere cristiani, di farsi un segno di croce, di credere che c’è una salvezza oltre questa vita?

Come sembrano dure quelle tue parole, Signore! Ci penetrano dentro nelle ossa e ancora le risentiamo e ci sconvolgono: “Se aveste fede…”. E noi, umilmente, Signore, ma con decisione, facciamo nostro il grido, il pianto, l’imbarazzo dei tuoi primi discepoli, di Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni, e tutti i santi nostri intercessori presso di Te. È nostra la loro preghiera: «Signore, aumenta la nostra fede». Facci comprendere che la fede è l’adesione completa ed incondizionata a Gesù Cristo, il solo giusto, che è morto ed è risorto per noi. Fa che sia nostro il grido di Giovanni l’evangelista: “Questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede”. E noi, Signore, questo lo abbiamo sperimentato. La fede dei tuoi primi discepoli ha veramente vinto il mondo: ha sconfitto il mondo ebraico che si gloriava della sua legge; ha sconfitto il mondo greco che si gloriava della sua sapienza umana; ha vinto il mondo romano che si credeva invincibile nella sua potenza! Veramente ha spostato i monti dell’orgoglio, ha sgretolato le montagne della sapienza dell’uomo, per piantare i semi della fede nel Dio dell’amore e della vita, nel Dio che ha risuscitato dai morti Gesù di Nazaret.

«Se aveste fede…»

Signore, noi Ti amiamo veramente e queste Tue parole ci mettono addosso un specie di fuoco, un’impazienza, una paura. Tu ci parli al condizionale: “Se aveste fede…”. Tu che ci hai creati, voluti, amati, Ti fermi con un “se” davanti alla fragile barriera della libertà dell’uomo. Perché vuoi che la fede sia l’incontro gioioso, anche se sofferto insieme, tra me e Te, fra la creatura e il Creatore, fra il salvato e il Salvatore. Signore, sì, noi crediamo! Crediamo che Tu sei il Cristo di Dio, crediamo che sei l’inviato dal Padre, crediamo che Tu ci doni continuamente il Tuo Spirito che è Signore e dà la vita. Noi crediamo la Chiesa, la vita eterna. Noi crediamo… ma Tu, Signore, ascolta oggi la nostra preghiera: “Aumenta la nostra fede”. Facci capire che la fede è abbandonarsi a Te, amare Te e in Te amare i fratelli, ogni uomo, e in particolare il povero Lazzaro… Facci capire che aver fede significa poggiare le nostre certezze su di Te, sperare contro ogni speranza, ritrovare il senso della carità e del futuro, che è il futuro di Dio.

Ma come è strana la fede che ci chiedi. Ci chiedi una fede che si veda nelle opere. Una fede che opera attraverso l’azione. E allora, Signore, dacci di saper amare! Quell’amore serio, vero, concreto, che si sporca le mani, si compromette fino alla fine, non disprezza la storia e il mondo, ma che vince il mondo con la sua stessa forza.

«Se veste fede…»

Come Associazione che sta muovendo i propri passi verso un nuovo triennio ti chiediamo:perdona la nostra incredulità e aumenta la nostra fede; perdona la nostra indifferenza e aumenta la nostra carità; perdona la nostra insofferenza e aumenta la nostra speranza.

Beata te Azione Cattolica di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi.

Che si possa dire anche di Te, Cara Associazione, come di Maria: Beata te che hai creduto!

                                          

 

                                              Don Pietro Rubini

 

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