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L’Azione Cattolica ha bisogno dei Sacerdoti
Lettera aperta del presidente diocesano al Vescovo e ai Sacerdoti della diocesi
Carissimi,
a nome della Presidenza diocesana mi onoro di invitarvi alla XII Assemblea diocesana dell’Azione Cattolica che si svolgerà dal 19 al 27 febbraio, secondo il programma allegato; pur estendendo l’invito a tutti gli appuntamenti in programma abbiamo pensato di condividere con voi sacerdoti, in modo particolare, un momento forte di riflessione sul tema assembleare, sabato 26 febbraio, alle ore 19, presso il Seminario Regionale, con la presenza di
Mons. Francesco Lambiasi, Assistente generale dell’AC.
È questo un invito che si riveste di intensi sentimenti di gratitudine e di fiducia, che provo qui a descrivere.
La gratitudine è al Signore, al Vescovo e a ciascuno di voi, per il dono che costituite nella nostra Chiesa e nelle città; per la fedeltà alla vocazione cui rispondete, giorno dopo giorno, con generosità; per la testimonianza di amore al Signore e alle persone, che dimostrate nella preghiera e nel servizio operoso.
Credetemi, non sono frasi di circostanza, ma l’espressione di sincera riconoscenza di chi ha avuto la gioia, in questi sette anni, di poter incontrarvi nelle parrocchie e vedere quanto il Signore opera attraverso di voi, pur nella diversità di esperienze e di situazioni.
In questo momento delicato in cui la Chiesa italiana, e la nostra Chiesa locale, va ripensando il modello di parrocchia più idoneo a mettere in luce il suo volto missionario, l’Azione Cattolica sceglie di rinnovarsi per essere sempre pronta, come in altre epoche storiche, ad offrire il suo contributo. Il triennio che si conclude è stato, infatti, carico di eventi attraverso i quali abbiamo riletto insieme il nostro carisma nel “qui ed ora” della nostra esperienza: lo statuto, l’atto normativo, il progetto formativo, le settimane, i progetti… Così adesso ci prepariamo a tradurre in processi concreti e adeguati queste innovazioni.
Proprio per questo allora, accanto alla gratitudine, sento di dovervi chiedere di continuare, se possibile intensificandola, a nutrire fiducia nell’associazione, nelle sue persone, nelle sue idee e nelle possibilità concrete di realizzarle.
È una fiducia che non dovrà trovare ragione soltanto nelle continue espressioni di incoraggiamento del Papa e dei Vescovi, che pure nei recenti documenti riconoscono il valore del nostro carisma e lo auspicano in ogni parrocchia; forse esagero dicendo che nemmeno l’affetto e il desiderio del Vescovo, che vede nell’AC “la sua speranza” potranno bastare. Piuttosto desideriamo che questa rinnovata fiducia sia alimentata dalla voglia comune di costruire relazioni fraterne; dalla bontà e dalla serietà del nostro impegno e delle nostre proposte nella prospettiva missionaria; dalla testimonianza di una vita cristiana semplice ma eloquente; dallo stile di una presenza laicale che saprà perdersi, senza disperdersi; dal desiderio di costruire più comunione nelle parrocchie e nelle città;
Vorrei parafrasare la forte affermazione del Papa “la Chiesa ha bisogno dell’AC”, dicendovi che l’Azione Cattolica ha bisogno e non può fare a meno di voi sacerdoti. Perché continuate a prendervi cura in primo luogo della formazione delle persone; perché sapete essere vicini con la vostra umanità che sta prima ed oltre i ruoli; perché comprendete i momenti di stanchezza o di disorientamento e ne sostenete la conversione indicando l’Essenziale; perché valorizzate i laici nella loro capacità di corresponsabilità, soprattutto nei consigli pastorali ed in quelli di AC; perché conoscete l’associazione nel suo divenire e ne cogliete il carisma e le scelte nell’oggi; perché, infine, spingete le vostre associazioni parrocchiali ad aprirsi alla dimensione diocesana e nazionale e a saper interloquire sul territorio, prendendo la parola, da laici, nelle questioni che riguardano la vita, la pace, la convivenza sociale e il bene comune.
In questa fase di rinnovo delle responsabilità, a livello parrocchiale e diocesano, sarà molto più preziosa la vostra opera di accompagnatori della fede e dell’esercizio di animazione associativa.
Il tempo che ci attende sarà senz’altro una “nuova primavera” perché affidiamo a Maria, Madonna dei Martiri, la nostra capacità di pensare e di agire, il nostro sì, gratuito.
Con questi auspici e con affetto filiale e fraterno rivolgo il mio saluto a ciascuno di voi, al termine del mio mandato, chiedendo scusa per ogni mancanza, ma anche assicurandovi l’amore per il Signore e per la Chiesa che ha costantemente ispirato il servizio mio e dell’intera Presidenza diocesana.
Molfetta, 9 febbraio 2005
Festa di S.Corrado
Gino Sparapano