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Intervento del Vescovo Mons. Luigi Martella all’Assemblea Diocesana dell’A.C.
(Molfetta, 27 febbraio 2005)
Carissimi,
considero sempre molto importante l’incontro in Assemblea dell’Azione Cattolica Diocesana, ma lo è particolarmente questa volta. Non perché si tratta di un’Assemblea elettiva, ma principalmente perché l’A.C. si dà un nuovo impulso attraverso l’aggiornamento dello Statuto (2003) e l’Atto Normativo Diocesano (2004).
Sempre l’A.C. ha cercato di adeguare gli strumenti statutari e normativi, nonché la sua presenza e il suo impegno, alle esigenze dei tempi in continua evoluzione, per una inculturazione del Vangelo efficace e credibile.
Sempre l’A.C. ha avuto la preoccupazione di rendere l’adesione consapevole e responsabile all’impegno apostolico, in piena sintonia di spirito e di intenti con il magistero del Papa e con le direttive della Conferenza Episcopale Italiana.
Il Concilio Vaticano II ha espressamente sottolineato il valore pastorale dell’Azione Cattolica (Christus Dominus, 17; Apostolicam Actuositatem, 20) come una di quelle forme di attività del laicato che «hanno prodotto abbondantissimi frutti per il Regno di Cristo» e sono state «meritatamente raccomandate e promosse dai Romani Pontefici» (Apostolicam Actuositatem, 20).
La Conferenza Episcopale Italiana, presentando gli “Orientamenti pastorali” per il decennio dopo il grande giubileo del duemila, ha esortato i credenti e le comunità ad un forte impegno per «comunicare il Vangelo in un mondo che cambia». E ha espresso il suo speciale incoraggiamento ai sacerdoti e ai laici dell’Azione Cattolica: «Vogliamo esprimere gratitudine e insieme attesa nei confronti di quelle realtà, alcune nuove, altre antiche, prima fra tutte l’Azione Cattolica, che contribuiscono ad arricchire in maniera considerevole la comunità» (n. 54).
Carissimi, alla luce di quanto, più recentemente, nel memorabile incontro di Loreto (settembre 2004), Giovanni Paolo II, proponeva all’Azione Cattolica, e cioè, un impegno caratterizzato dalla «contemplazione, comunione, missione», vedo con soddisfazione che queste indicazioni sono state recepite ed evidenziate nelle premesse al vostro Atto normativo, attraverso le scelte qualificanti della diocesanità, della parrocchia, della missionarietà, della cultura e del territorio. In sintonia anche con la Premessa al nuovo Statuto che chiede un radicamento nella Chiesa locale in una prospettiva decisamente missionaria.
Queste scelte non si sono fatte a tavolino, non sono frutto di una riflessione teorica, ma esprimono il modo concreto con cui voi associati di A.C., incoraggiati dal rinnovamento impresso dal Concilio, attenti alle nuove situazioni ecclesiali e culturali, allenati al confronto con le sfide della storia dei nostri giorni, avete cercato di rispondere ai suggerimenti dello Spirito nelle piena consapevolezza delle responsabilità che competono ai laici nella Chiesa.
A fondamento di tali scelte ci deve essere la prospettiva della santità, ovvero di quella «misura alta della vita ordinaria» che fa decollare ogni altra dimensione dell’esperienza ecclesiale in Azione Cattolica.
Dare agli altri il proprio dinamismo operativo, il proprio entusiasmo, la propria partecipazione alle varie iniziative, non basta. Occorre dare di più. Occorre dare Gesù Cristo. Qui si realizza compiutamente la missione in parrocchia e oltre.
L’Azione Cattolica ha sempre scelto come sua finalità “il fine stesso della Chiesa”, contribuendo fin dalle origini alla vita delle comunità parrocchiali, anzi, di esse, costituendo spesso il gruppo trainante e di riferimento. Ne scaturisce che il più piccolo gruppo di A.C. è un tesoro prezioso per la vitalità della parrocchia.
I Vescovi italiani, nel recente documento Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, affermano che «l’Azione Cattolica non è un’aggregazione tra le altre ma, per la sua dedizione stabile alla Chiesa diocesana e per la sua collocazione all’interno della parrocchia, deve essere attivamente promossa in ogni parrocchia» (n. 32). Ecco perché questo diventa per me, pastore di questa Chiesa particolare, un’occasione speciale per invitare le comunità parrocchiali nelle quali l’A.C. si è spenta a ricostituirla con fiducia e a ravvivarla. Per questo rilancio occorre il prezioso e convinto lavoro dei sacerdoti assistenti. Attraverso di essi passa quella formazione che ha garantito nel passato e può assicurare nel presente e nel futuro «presenze qualificate di laici per il mondo e per la Chiesa» (Il volto missionario della parrocchie in un mondo che cambia, n. 32).
Missione, parrocchia e oltre è il tema dell’Assemblea. C’è quell’ “oltre” che rifulge come un indicatore di direzione nel dinamismo dell’esperienza associativa. La missione, infatti, apre al mondo, alla realtà ampia del territorio cittadino e diocesano, ed impedisce di fare delle parrocchie, senza svuotarne la centralità, degli “orti chiusi” e impenetrabili. Un autentico spirito missionario costruisce ponti interparrocchiali, interecclesiali, procurando spazi sempre più ampi per il Regno di Dio.
Questa, per me, è anche l’occasione ideale per esprimere la mia gratitudine a tutti i sacerdoti assistenti diocesani e parrocchiali, al Presidente diocesano uscente, ai membri della presidenza e del consiglio diocesano, ai presidenti e agli animatori parrocchiali, ai soci adulti e giovani, ai ragazzi e ai bambini dell’A.C.R.
E insieme alla riconoscenza, desidero porgere a tutti l’augurio di crescere nella santità valorizzando il dono prezioso dell’appartenenza all’Azione Cattolica. Vostro
X don Gino - Vescovo