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Sulle orme di don Tonino: gemellaggio di amicizia e accoglienza
di Anna Gobbetti, Presidente diocesana AC Senigallia
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Ad un anno dall’appuntamento con il Papa a Loreto l’Ac di Senigallia e l’Ac di Molfetta hanno vissuto un’esperienza di amicizia che sicuramente rimarrà impressa nel cuore dei partecipanti. Se l’anno scorso, nei giorni che avevano preceduto l’incontro con il Papa a Loreto, nella spianata di Montorso, erano stati i senigalliesi ad ospitare gli amici di Molfetta, quest’anno i ruoli si sono scambiati. Il 3 e 4 settembre scorsi, una rappresentanza dell’Azione Cattolica di Senigallia di 40 persone si è recata a Molfetta per consolidare l’amicizia che era già cominciata un anno fa. Un vero e proprio gemellaggio cementato dall’approfondimento dell’ operato pastorale di don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta scomparso ormai da dodici anni. Una figura straordinaria, quella di don Tonino, che ha permeato la crescita di molti adulti che erano giovani quando era ancora in vita. Attraverso i suoi scritti, le sue iniziative, la sua straordinaria opera pastorale è diventato un punto di riferimento in tutta Italia. L’idea è nata dal desiderio di consolidare il sentimento di amicizia creatosi l’anno scorso e dalla profonda convinzione che l’esperienza dei gemellaggi è una delle più arricchenti. L’incontro con altre realtà è infatti sempre occasione unica e ricchissima per imparare ad “uscire da stessi e dalle proprie preoccupazioni” e allargare i propri orizzonti. Sono esperienze che risvegliano l’entusiasmo e la voglia di fare, che aiutano a vivere l’umiltà perché fanno apprezzare l’esperienza degli altri. Come era facilmente prevedibile l’accoglienza ricevuta è stata straordinaria: tanti soci di Ac con i responsabili diocesani ci hanno dedicato per intero tutto il loro tempo, facendo della condivisione un elemento essenziale di questa due-giorni. Ad attenderci c’erano anche i giovani, della nostra diocesi, che quest’anno hanno scelto Molfetta come sede del proprio camposcuola, e don Tonino Bello come figura da approfondire. Intenso il programma della due-giorni: dopo il saluto del presidente diocesano Enzo Zanzarella, abbiamo cominciato con l’ascolto di una testimonianza sull’ “Atteggiamento dell’accoglienza vissuto da don Tonino” di Mimmo Pisani, responsabile del centro di accoglienza della Caritas. Abbiamo proseguito con una visita presso la Comunità CASA “don Tonino Bello” di Ruvo, una fattoria dove i tossicodipendenti compiono il loro cammino di riabilitazione. In questo luogo abbiamo riflettuto su “L’attenzione agli ultimi”, con l’aiuto di don Michele Fiore, direttore della comunità. In una terra così ricca di bellezze non poteva mancare poi un aspetto turistico: la visita alla bella Cattedrale di Ruvo, con i suoi affascinanti scavi archeologici. Cena e dopocena del sabato, insieme a tanti giovani e tante famiglie dell’Ac di Molfetta, di seguito una testimonianza di Francesco De Palo, uno dei primi obiettori di coscienza collaboratori di don Tonino, attualmente direttore della Scuola di Pace “don Tonino Bello”. Ci ha parlato de “La dimensione di convivialità e il senso di cittadinanza”. Abbiamo concluso la serata con la proiezione di una parte del musical “La Lampara”. La domenica, nell’ Aula Magna del Seminario vescovile di Molfetta, abbiamo approfondito il pensiero di don Tonino su “La pastorale e l’Azione Cattolica” con l’aiuto degli interventi di Don Mimmo Amato, direttore di Luce e Vita, Michele Pappagallo e Assunta Rafanelli, vicepresidenti diocesani del Settore Adulti dell’Azione Cattolica di Molfetta. Una breve visita al porto e al Duomo e poi la Celebrazione eucaristica in Cattedrale, presieduta dal Vescovo Mons. Luigi Martella. Il pranzo insieme e poi i saluti nella speranza di riuscire a vivere altre esperienze insieme belle e significative. Siamo tornati a casa portando con noi gioia, rinnovato entusiasmo e gratitudine. Siamo stati davvero bene. Siete stati capaci di regalarci un’esperienza indimenticabile. In tanti avete condiviso la due-giorni e questo è stato bellissimo. Avete un modo di accogliere tutto speciale. Grazie a tutti! L’entusiasmo che comunicate quando parlate di don Tonino e del suo operato è proprio contagioso e fa “sentire” la sua presenza tra di noi. Ci ha colpito molto tutto il tempo che la presidenza ha dedicato a noi. Ci avete aiutato a risvegliare l’entusiasmo. |
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