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Il messaggio del Vescovo all’AC diocesana nella tradizionale Festa dell’Adesione

Portare la bella notizia “dentro”

 

 

 

Carissimi,

mentre è già trascorso il primo lustro del terzo millennio, riprende il cammino associativo con le nuove attese, i nuovi propositi, i nuovi programmi.

L’anno pastorale che è appena iniziato sospinge la chiesa italiana verso il Convegno eclesiale di Verona (ottobre 2006) e la impegna su un tema di grande portata: Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo.

Si tratta di un appuntamento in cui la comunità ecclesiale non solo farà il punto sul percorso fatto fino ad ora a partire dagli Orientamenti pastorali Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, ma rifletterà sulle prospettive di impegno futuro.

L’Azione Cattolica, in perfetta sintonia di intenti, propone all’attenzione di tutti gli aderenti, il tema Non abbiate paura: è Risorto! É il grido che si è levato il giorno di Pasqua. É la notizia bella e nuova che accompagna la storia da oltre duemila anni. É l’annuncio che non perde la sua freschezza in un mondo che continuamente cambia. É il compito dei credenti nel tempo per mantenere viva la speranza che non delude.

Si constata che i nostri sono tempi non facili per la fede, ogni fede, perchè tempi di spontanea e sistematica sfiducia, dove si moltiplicano a dismisura le forme di credulità; dove il risveglio religioso ha condotto a un eccesso multiforme e caotico di religione sacrale. Proprio per questo è necessario riporre al centro della nostra azione pastorale e della nostra testimonianza il cuore del cristianesimo: la Risurrezione di Gesù. E cioè quella verità che è irreversibilmente esplosa, pur senza clamore, nelle vene della storia. É un evento coinvolgente, trasformante, che incide fin nelle fibre più intime, se preso sul serio. Anzi, tanto più entra nell’interiorità, tanto più acquista potenza di diffusione. Proprio per questo San Pietro nella sua prima lettera esorta ad essere «sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» (3,15). Non si può, infatti, dare ragione, cioè annunciare efficacemente un qualcosa che non si vive.

Ecco, allora, amici, il compito che ci aspetta, il compito dell’Azione Catolica: portare la bella notizia “dentro”, per poterla comunicare in maniera convincente.

Siate, perciò, all’altezza della vostra migliore tradizione associativa di fronte alle sfide del nostro tempo che, se è pieno di insidie, è anche carico di potenzialità.

Ricordate: non c’è peggior impedimento alla comunicazione del Vangelo della sterile lamentela sulla negatività del tempo presente.

Con i migliori auguri e con tanto affetto.

 

                                                                  Vostro

                                                                                  don Gino, Vescovo