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La Festa dell’Adesione, che ricorre l’8 Dicembre assume, in quest’anno associativo 2005/2006, una particolare connotazione per la quarantesima ricorrenza del Concilio Vaticano II nella sua fase conclusiva.
I Vescovi d’Italia, riuniti nella 55^ Assemblea Generale della CEI, hanno rilevato che, oggi, come in questi brevi 40 anni, il Concilio ha avuto una accoglienza travagliata ed irta di difficoltà, costituendo nello stesso tempo un sicuro punto di riferimento per dare risposte cristianamente orientate, sui piani pastorali e culturali, ai processi di secolarizzazione e di scristianizzazione in atto.
Per l’Azione Cattolica Italiana qualsiasi ricorrenza connessa al Concilio è una Festa perché l’Associazione ha scelto di essere Chiesa, di viverla standole dentro e di respirare secondo il respiro della comunità ecclesiale. Come già avvenuto in questi anni per la riassunzione degli assunti conciliari nei testi formativi e nelle mediazioni culturali, l’Azione Cattolica “è” il Concilio, questi è parte di essa, la missione della formazione è divenuto il suo carisma.
Aderire all’Azione Cattolica, quindi, significa aderire al Concilio ed attuare quel progetto di implementazione della Chiesa che promana dalle Costituzioni dogmatiche ed altri documenti conciliari. Significa credere nella vocazione laicale, assumendola su di sé ed articolandola con le realtà del mondo affinché siano ricapitolate nel Cristo Risorto. Aderire vuol dire, anche, vivere con fedeltà, pubblicamente e con continuità, la condizione di uomini e donne di Chiesa nel senso più promozionale dell’espressione giacché, di fronte ai marasmi culturali dettati dall’individualismo e dal liberalismo, c’è bisogno di opzionare una ineccepibile identità associativa che diventi presenza, confronto, agire mirato e ragionevole.
Motivo ulteriore dell’adesione diviene il servizio: l’Ac potrà aver raggiunto l’apice della sua ascesa esistenziale quando, garante l’interiorizzazione del Concilio, non si parlerà più separatamente di formazione, testimonianza, missione, solidarietà, attenzione agli ultimi ma, in via riassuntiva, di servizio. Quando parlare di AC equivarrà parlare di servizio: dentro e fuori l’AC, nella Chiesa e per la Chiesa, per tutte le persone che compongono la società contemporanea.
La Presidenza diocesana rivolge un ringraziamento ai soci, ai Responsabili, Animatori e Educatori per la rinnovata scelta di adesione all’AC ed un ringraziamento agli Assistenti, diocesani e parrocchiali, per quella scintilla associativa che con sapienza sanno far scoccare negli animi degli aderenti.