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Resoconto del programma delle iniziative in diocesi per la settimana sociale, promossa in collaborazione con l'Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro di Michele Pappagallo, presidente diocesano
Ispirare
cristianamente la società” era l’obiettivo con il quale Giuseppe
Toniolo, assieme al cardinale Pietro Maffi, proponeva nel 1907 la prima
settimana sociale dei cattolici, caricando l’iniziativa di due compiti
ambiziosi: ri-coinvolgere i cattolici italiani nella vita politica del
Regno d’Italia, dopo lo strappo provocato dal “non expedit” e dal
fallimento dell’Opera dei Congressi per le eccessive aperture di una
parte del laicato cattolico verso la corrente modernista di Romolo Murri,
ed elaborare un “pensiero sociologico cristiano” che proponesse
risposte adeguate e specifiche ai problemi che caratterizzavano la società
del tempo, specie per quelle classi sociali « che
per la maggior parte si trovano in assai misere condizioni, indegne
dell’uomo »
e per le quali la Dottrina Sociale della Chiesa doveva dare un sostegno,
originale e proprio, che non si confondesse con le soluzioni provenienti
da ideologie antiche e nuove. Senza
scomodare un vecchio adagio storico, da tutti ormai conosciuto, secondo
cui la storia si ripete, non certo nelle circostanze o negli episodi, ma
sicuramente nei contesti culturali e nelle domande di senso, possiamo
sicuramente affermare che, fatte le debite distinzioni, le difficoltà e
le “aporie pregiudiziali” che accompagnavano il pensiero
cristiano-cattolico sulle tematiche sociali dei tempi del Toniolo
presentavano poche differenze da quelle che hanno caratterizzato la società
italiana del secondo dopoguerra e da quelle che infiammano il dibattito
pubblico e il dialogo attuale, con qualche specificità che sottolineerò
più avanti. È
quanto è emerso, in sintesi, dai percorsi di riflessione cittadini sul
Bene Comune, grazie agli interventi di alcuni relatori, il prof. Rocco
d’Ambrosio a Ruvo, don Vincenzo De Palo a Giovinazzo, il prof. Franco
Miano, vice presidente nazionale del settore adulti, a Molfetta, che hanno
ripreso il concetto di Bene Comune secondo il pensiero sociale cristiano,
applicandolo alla sfera concreta della partecipazione ad una cittadinanza
attiva. Significativa è stata, inoltre, l’esperienza di Terlizzi,
vissuta a livello laboratoriale con le altre associazioni di cittadini
presenti sul territorio (Caritas, ARCI, Mediterrania, CLAD, Unitalsi),
tesa a sottolineare più che gli aspetti che dividono i cristiani dagli
altri cittadini, soprattutto quelli che li vedono protagonisti, insieme
agli altri, a valorizzare forme concrete di partecipazione alla
costruzione del Bene Comune, per trovare soluzioni condivise a problemi
che insistono su un determinato territorio. È stata un’esperienza
carica di significato non solo perché ha visto la partecipazione e
l’incontro di molti giovani, il cui punto di vista su alcuni problemi
che caratterizzano la città di Terlizzi sarà presentato in forma
organica e riassuntiva al sindaco della città il 31 marzo in occasione
della GMG diocesana, ma anche perché, nonostante qualche voce critica,
supportata da una scarsa conoscenza degli obiettivi dell’iniziativa, si
è realizzato effettivamente l’auspicato dialogo sociale che deve vedere
i cristiani impegnati, accanto a tanti altri cittadini, per la costruzione
della casa comune. Ed
è proprio sulla capacità di dialogo dei cristiani di oggi che vorrei
spendere le ultime personali riflessioni di questo scritto. In un famoso
libro intitolato “Introduzione
al problema di Dio: discorso su Dio ed esperienza religiosa”
l’autore, il prof. Carlo Cantone, parlando dell’importanza che oggi ha
il dialogo con i non credenti per stimolare “ad intra” la ricerca
religiosa a dare risposte a chi mette in dubbio la fattibilità e la
funzionalità sociale dell’esperienza di Dio, che deve essere visibile e
comunicabile, dice: « È
necessario chiarire il significato di dialogo. Esso non è una semplice
conversazione, né controversia polemica o proselitismo. Il dialogo
presuppone negli interlocutori le seguenti consapevolezze reciproche: profonda
convinzione della verità del proprio punto di vista: sembra una ovvietà,
ma non lo è, per evitare che ci si mette a dialogare senza aver nulla da
dire; profonda
convinzione che il processo di ricerca della verità è lungi
dall’essere concluso e che passa dall’atteggiamento di una reciproca
apertura e ricerca; impegno
a raggiungere tale obiettivo. Dunque,
il dialogo è un incontro personale, è una ricerca comune della verità,
in base alla quale si dovrà operare uno sforzo profondo di uscire da se
stessi ed “entrare nell’altro“. Ed è qui, nella condizione di
entrare nell’altro (ciò vale a dire capacità di “amore”), che si
trova la ragione d’essere di un dialogo genuino
» (ed. La Scuola, 1973, pag, 324-325). Se
dunque il dialogo anche con chi non ha una visione cristiana della società
ha bisogno, soprattutto, di una conoscenza approfondita ed adeguata delle
proprie convinzioni e del proprio credo per « dare ragione
della propria speranza » (1Pt
3,15) e sostenere un rapporto costruttivo, certamente non possiamo essere
contenti della partecipazione espressa ai momenti della settimana sociale
diocesana da parte degli stessi aderenti all’A.C., forse molto impegnati
in parrocchia e poco attenti al dialogo interculturale sui problemi di
rilevanza cittadina. Forse come cattolici non ci rendiamo conto che il
condividere con gli altri valori irrinunciabili, come la famiglia,
l’indisponibilità della vita, la difesa della legalità, passa
attraverso non solo pronunciamenti di principio, ma anche e soprattutto
attraverso un dialogo costruttivo e che quest’ultimo ha bisogno di
poggiarsi su basi solide e su principi comunicabili e comprensibili
all’uomo di oggi? Forse che noi cristiani non riusciamo a dare
all’uomo della strada un’idea di unione e compattezza su determinati
aspetti della vita sociale che porti alla costruzione di quel famoso Bene
Comune che, come idea di un tutto, deve superare le visioni
particolaristiche o la semplice somma degli interessi individuali o
particolari?
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Materiali di studio e riflessioni:
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Ultimo aggiornamento:mercoledì 04 aprile 2007 Visitatori n° Realizzazione e aggiornamento a cura di Vito Lamonarca e Gino Sparapano Per
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