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Leggere sì...
ma sono sempre droghe
É in atto a livello nazionale il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere. Avviamo anche noi una riflessione a riguardo invitando chiunque lo volesse ad intervenire. Speditemi qui la vostra opinione e la pubblicheremo. Se lo indicate espressamente, il vostro intervento sarà pubblicato anche su FiLoDiReTtO.
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Maurizio Tatulli Parrocchia S.Achille
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Negli ultimi dieci anni il mondo della droga è cambiato in maniera significativa e con esso sono cambiati anche i consumatori e i modi di consumo. Un dato comune che emerge dalla maggior parte delle indagini è che l’utilizzo di ecstasy e cocaina è più connesso agli ambiti di divertimento serale, mentre il consumo di cannabis risponde più spesso ad un bisogno di aggregazione soprattutto tra i ragazzi più giovani. La probabilità che un giovane possa procurarsi qualche tipo di droga è aumentata e gli stimoli ai contatti non sono da ricercare tanto in palesi situazioni di difficoltà personale, familiare o più estesamente sociale, quanto piuttosto in un’inquietudine più sottile e sfuggente, in un malessere sottotraccia, in un disagio radicato nei ritmi della vita quotidiana. Forse è nel disagio di giovani normali che più si nasconde e diventa pericolosa l’insidia della droga. L’hashish e la marijuana (come anche l’alcool) sono sostanze largamente dominanti la scena del giovane comune: ricordiamo le magliette di basso profilo e la campagna sciagurata di Vasco Rossi nelle tre serate di Milano alla presenza di oltre 200 mila giovani. A questo proposito è da tempo che infuria il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere, identificate soprattutto nelle sostanze derivate dalla cannabis. I fautori della legalizzazione adducono come motivazioni principali la non nocività dei cannabinoidi e la possibilità di separare la vendita sul mercato nero di tali derivati dalle droghe pesanti. Il problema è che si nascondono ad arte, soprattutto nei dibattiti televisivi, i verdetti inconfutabili della medicina: le droghe leggere, infatti, hanno proprietà eccitanti e calmanti, narcotiche e allucinogene. L’effetto dominante dipende dallo stato psicologico del consumatore e dalla qualità della sostanza. Gli effetti iniziano qualche minuto dopo l’assunzione e possono durare fino a tre o quattro ore. Piccole dosi provocano sensazioni di benessere, diminuzione delle inibizioni, tendenza a parlare e ridere più del solito, perdita di concentrazione e di appetito, aumento delle frequenza cardiaca, arrossamento degli occhi, difficoltà di coordinamento motorio, sonnolenza. Queste sostanze interferiscono con la produzione di pensiero logico e la memoria a breve termine. Da queste poche battute scaturisce un inquietante interrogativo: in un contesto di legalizzazione delle droghe leggere chi garantirà l’ordine pubblico e l’incolumità fisica dei cittadini ( si pensi alle stragi del sabato sera, la cui causa principale, ormai accertata, è da ricercarsi nell’uso smodato e incontrollato di bevande alcooliche )? Inoltre non può essere rassicurante come risposta a tale interrogativo, affermare che la legalizzazione responsabilizzerebbe maggiormente le istituzioni attraverso accurati controlli sulla qualità e sulla quantità delle sostanze, perché i rischi di crisi del Bene Comune non diminuirebbero e il suddetto problema rimarrebbe in tutta la sua drammatica attualità, considerando che i consumatori occasionali di tali sostanze, in genere, lo fanno in gruppo come rituale di festeggiamenti, mentre chi "fuma" con più frequenza utilizza la droga anche da solo per ascoltare musica e rilassarsi. Legalizzare una qualsiasi droga significa imboccare una strada piena di trabocchetti e essere insensibili di fronte ad una identità instabile comune a tutti i giovani di oggi, perché l’utilizzo di alcune sostanze stupefacenti sembra dunque essere sospeso tra un desiderio di presenza nel mondo, dove ciò che è super è bello, e un desiderio di fuga da una realtà molto più triste e meno avventurosa di quella promessa. A questo punto mi sorgono spontanee alcune domande di carattere strettamente etico: legalizzare le droghe leggere non aumenterebbe l’idea del divertimento trasgressivo comunque dannoso alla società? Legalizzare non comporterebbe la convinzione che solo così ci si può divertire e trovare la felicità? O legalizzare può essere solo una ragionevole proposta di sperimentazione? Meditate gente, meditate… |
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A questo indirizzo potete leggere l'interessante punto di vista della Società Italiana di Farmacologia (SIF) sulla proposta di liberalizzazione delle "droghe leggere". http://digilander.libero.it/acquaviva1/liberalizzazione_droghe_leggere.htm ...........Buona lettura |