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Per ordinare i testi clicca sul collegamento ordina questo testo e scrivi all'incaricato AVE Mimmo Facchini. Prima giornata diocesana dell'AVE Seconda giornata diocesana dell'AVE Terza giornata diocesana dell'AVE Nel panorama dell’editoria religiosa italiana l’AVE (Anonima Veritas Editrice) è collocata tra gli editori qualificati per la divulgazione spirituale, teologica e pastorale. La peculiarità dell’Editrice va individuata nel vario intreccio della sua presenza all’interno delle attività dell’Azione Cattolica Italiana dalla fine degli anni Venti ad oggi. La Società nasce a Roma nel 1935 sotto la presidenza della Gioventù Italiana di Azione Cattolica (G.I.A.C.) di Angelo R. Jervolino. I primi anni di attività sono volti alla pubblicazione di libri e opuscoli di propaganda. Nel 1938 la società viene coinvolta nell’acquisto e nella gestione del famoso settimanale per ragazzi “Il Vittorioso”, di cui il Consiglio di Amministrazione decide di assumere inizialmente solo la diffusione, per divenire con il passare degli anni una fondamentale attività dell’Editrice. L’obiettivo della produzione dell’AVE, fin dalle origini, fu quello di fornire sussidi per la formazione religiosa e morale di adulti, giovani e ragazzi. Le iniziative editoriali furono dettate allora da una prevalente volontà di divulgazione al fine di raggiungere un pubblico, il più vasto possibile, in sintonia e corrispondenza con la natura e la realtà ecclesiale dell’Associazione. Nel corso degli anni la produzione si è arricchita di generi editoriali diversi: testi formativi e di catechesi destinati ai gruppi di Azione Cattolica, biografie, collane di attualità, libri di meditazione, saggistica, collane sulle fonti perenni del cristianesimo, pubblicazioni per la formazione liturgica, collane sui temi sociali, narrative per ragazzi e giovani, attività editoriali scolastiche (soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta), pubblicistica per ragazzi. Pur avendo ridotto il numero di novità librarie immesse sul mercato, l’AVE ha sempre continuato la sua attività. Una ventina di anni fa la forma societaria è stata ridimensionata, passando da società per azioni a società a responsabilità limitata. Nei primi anni Novanta, l’Editrice viene affiancata dalla Fondazione Apostolica Actuositatem: tale fondazione, originariamente incaricata di gestire i prodotti editoriali associativi (riviste e sussidi formativi), è diventata di recente l’unico soggetto editore legato all’Azione Cattolica Italiana, e quindi amministratrice dello storico marchio AVE.
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Recensioni
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Ed. AVE 2009 A cura di Mimmo Facchini L’Azione Cattolica Italiana, negli ultimi anni, ha rinnovato la proposta formativa, fedele alla sua tradizione di impegno a trovare modi e forme al passo con i tempi per l’annuncio del Vangelo. Il cuore di questo itinerario è il Progetto Formativo, che delinea il profilo degli uomini e delle donne che l’Associazione vuole far crescere a immagine di Dio. L’AC per dare compimento alla ricchezza della sua proposta – da cui sono scaturiti gli Itinerari formativi “Sentieri di speranza” – sceglie il gruppo. Nel gruppo si scopre la bellezza di essere e di fare comunione, si intrecciano relazioni autentiche, si vive la fraternità dello stare e del camminare insieme nella fede. Crescere insieme. Appunti sul gruppo di AC ci riporta al cap. 6 del Progetto formativo dove il gruppo viene definito una scelta formativa qualificante. Si tratta di un testo di “appunti” che attendono di essere meditati e ripensati a partire dalle concrete e reali esperienze della vita associativa.
Pietre
vive appunti sul servizio educatori e animatori di AC Riprendendo quanto sopra ricordato circa il profondo rinnovamento che l’Azione Cattolica Italiana ha avviato in merito alla sua proposta formativa, questo testo si rivolge specificatamente alle figure educative. È indubbio che l’efficacia della proposta educativa dell’AC si basa sulla capacità degli educatori e degli animatori di comprenderla, di assumerla e di animarla con creatività. Per questo l’associazione vuole prendersi cura della loro formazione e del loro accompagnamento. Infatti, i responsabili educativi sono le “pietre vive” su cui si poggia la proposta che l’AC rivolge a tutti gli uomini ed a tutte le donne che condividono questo tempo. Gli “Appunti” in questione aprono il campo a nuove prassi ed a nuove idee che potranno rilanciare ulteriormente l’impegno e la passione per la formazione delle figure educative. I testi sono curati dalla Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana. |
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Ed. AVE 2009 A cura di Mimmo Facchini Il Tempo Estate Eccezionale è per i bambini/ragazzi un momento di svago e di nuove relazioni, ma può e deve diventare anche un tempo prezioso in cui scoprire nella propria vita la fedeltà a Dio che li invita a perseverare nella realizzazione dei suoi stessi desideri e ad esercitarsi a camminare con Lui. Da qui l’idea di proporre un percorso strutturato in modo specifico per un campo scuola riprendendo i contenuti dell’anno associativo in corso. Tu seguimi sono le parole che Gesù rivolge a Pietro, l’apostolo che farà da guida in tutta l’esperienza del campo. Infatti, si parte proprio dalla chiamata di Pietro percorrendo tutte le tappe di maturazione della sequela e facendo incontrare due desideri che si scoprono coincidenti: il desiderio di un uomo e quello di Dio.
Il cofanetto, insieme ad un DVD
con idee e materiale da utilizzare, contiene: |
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di Anna PEIRETTI ed. AVE, 2007
Che storia, Gesù! racconta i momenti più importanti della vita del Signore mostrandola in parallelo con quella di ciascun bambino: la nascita, l’accoglienza, la vicinanza di quanti gli vogliono bene, la crescita, l’incontro con gli altri. Il mondo del bambino – come quello di Gesù – si apre all’amicizia. Narrare la storia di Gesù è vivere la gioia di incontrare e conoscere un amico. Gli amici più si frequentano e più si conoscono. Che storia, Gesù! è una storia che va letta ai bambini a voce alta, suscitando stupore. È una storia che merita di essere chiacchierata insieme, lasciando che i vari momenti diventino spontaneamente un pretesto per dialogare con il bambino. Il messaggio che questo libro vuole trasmettere è chiaro: «La gioia che hanno provato i tuoi genitori e i tuoi fratellini quando sei nato è la stessa che hanno vissuto Maria e Giuseppe per la nascita di Gesù. L’accoglienza che i pastori o Simeone gli hanno rivolto, ha la stessa natura della festa che i tuoi parenti e chi ti vuole bene fanno per te…». Che storia, Gesù! racconta la vicenda umana di Gesù aiutando il bambino a scoprirne la vicinanza. È forse il primo passo nel mistero dell’incarnazione, per conoscere il carattere straordinario di Gesù e della sua storia, la prima occasione per ringraziare Dio di essersi fatto prossimo all’uomo: «Come tu…, come per te…, così è stato per Gesù» (cfr. don Claudio Nora, presentazione, “Che storia, Gesù!). Anna Peiretti, laureata in Filosofia, collabora dal 1994 con diverse case editrici. Ideatrice e curatrice di vari laboratori di lettura per bambini nelle biblioteche del Piemonte (sua terra natale), dal 2004 è caporedattore della rivista per bambini dai due ai sei anni “La giostra” nonché curatrice responsabile del sito www.lagiostra.biz |
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Verso
la pienezza.
Lettere spirituali (1972-1976) Prefazione
di Lorenzo CHIARINELLI Introduzione
di Alberto MONTICONE
Il volume raccoglie ventuno lettere che dall’Avvento del 1972 al Natale del 1976 Mons. Franco Costa ha inviato, sotto forma di circolare, a diverse persone che dal 1960 al 1972 hanno condiviso con lui un incontro spirituale di tre giorni. Queste lettere sono il sigillo del ricco itinerario spirituale di un sacerdote e di un pastore che ha speso la sua vita per i laici cristiani, come amico e guida dei giovani ed adulti della FUCI e dell’Azione Cattolica. Sono scritti che hanno un valore perenne di attualità con due ricorrenti modalità di vita suggerite dal prelato: il primato dell’amicizia quale strumento di comunione ecclesiale e sostanza del rapporto con le realtà temporali e la costruzione e la condivisione della speranza nei momenti più sofferti, un richiamo alla speranza compiuto ricorrendo al paradosso della croce, sorgente e motivo dello sperare cristiano e umano. Il tono di don Costa è semplice e nel perenne contrasto fra l’oggi e l’incognito domani ci parla con accento amichevole e suadente di speranza presente. Il suo è un conversare con dolcezza delle gioie e dei dolori, il cui impasto se guardato con gli occhi del cristiano è ragione di speranza. Le lettere sono pubblicate in ordine cronologico con cui furono spedite ed accompagnano il sofferto percorso degli ultimi anni di vita dell’autore. Mons. Franco COSTA è stato, fra l’altro, dal 1963 al 1972 assistente generale dell’ACI ed ha guidato, in collaborazione con il presidente Vittorio Bachelet, il rinnovamento dell’Azione Cattolica secondo lo spirito del Concilio, riaffermandone il carattere squisitamente religioso ed ecclesiale, valorizzando il compito e le responsabilità dei laici cattolici nella vita della Chiesa e nella storia civile e politica del paese. È morto il 22 gennaio 1977. |
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Esercizi
spirituali con
l’evangelista Giovanni di
Francesco Lambiasi L’itinerario seguito dall’Assistente Generale dell’Azione Cattolica Italiana, Mons. Francesco Lambiasi, ci invita a sostare “nella casa di Gesù” con le parole dell’evangelista Giovanni. Non si tratta di un libro di commento o di esegesi, ma di esercitazioni spirituali che coinvolgono il lettore in un corpo a corpo con la pagina evangelica ed il suo vivo Protagonista; un cammino teso a far crescere uomini e donne secondo la statura di Cristo. Il Vangelo di Giovanni è il Vangelo dell’Amore; è il Vangelo che può forse meglio aiutare l’uomo di oggi, mendicante di significato, a vedere oltre le apparenze e a leggere la storia da una prospettiva nuova, cogliendo il mistero luminoso che gli si offre. Nella casa di Gesù è ispirato a un verbo centrale del quarto Vangelo: dimorare. Il vero discepolo è colui che non solo si mette alla scuola di Gesù, ma accoglie l’invito ad abitare nella sua stessa casa. Il percorso qui proposto per l’itinerario spirituale viene scandito in nove tappe, che corrispondono rispettivamente ai grandi simboli cristologici adottati da Giovanni, mentre ogni tappa viene suddivisa dai tre verbi tipicamente giovannei: cercare, ascoltare, contemplare. |
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Come
si comincia?
Idee
per avviare (e ravvivare) l’AC
Dovrebbe essere facile rispondere. Un tempo bastava dire che cos’era l’Associazione, presentarla nei suoi ideali e nella sua organizzazione e avviare percorsi formativi di gruppo. Ma oggi non basta più. Come si comincia allora? Provando…ma non in maniera casuale o improvvisata. Il tempo delle persone è un bene prezioso, e la percezione anche vaga che possa venire sprecato in una proposta non significativa per la loro vita è sufficiente a non farli provare. Lo scopo di questo libretto (della Collana “Tra il dire e il fare”) è proprio abituarci a pensare insieme a come si possa chiedere alla gente di provare l’AC per credere. Si tratta di una operazione dinamica, una tensione mossa da persone che pensano, stanno, danno gambe e fisionomia…vivono. Altrimenti i nostri sforzi sarebbero solo una pia intenzione o un vano affannarsi. Molti motivi o situazioni possono sollecitare l’avvio dell’AC in una comunità parrocchiale: l’arrivo di laici che vogliono ripetere l’esperienza positiva di un campo-scuola estivo; l’esigenza di una pastorale per i ragazzi o per gli adolescenti…Quale che sia l’esigenza o la natura della richiesta, i destinatari della proposta associativa sono sempre le persone. Per questo diventa necessario progettare. E’ una questione di fedeltà alle persone concrete che abbiamo davanti: su di loro si devono tarare i nostri obiettivi… |
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NOMADI
O PELLEGRINI?Sentieri
di speranza di
Ignazio Sanna
Il problema dell’identità affiora, oggi, negli individui, nonché nelle culture, nei gruppi etnici e nelle religioni e affiora anche nelle chiese cristiane. La perdita o la trasformazione dell’identità sociale, politica, religiosa è un dato sempre più evidente e sempre più preoccupante e fa sorgere molti interrogativi sul concetto stesso di identità. Se l’esigenza di acquisire un’identità ben definita è sentita da tutti, in maniera più o meno forte e più o meno consapevole, gli itinerari che si seguono per gratificare questa esigenza, però, sono molto diversificati e seguono indicazioni spesso contrastanti. Ciò che, ad ogni modo, rende urgente la ricerca di una identità personale e sociale sono le sfide del contesto culturale che interessano la vita ed il destino dell’uomo contemporaneo. Questa sfida costringe il cristiano al confronto e alla verifica della validità e consistenza delle convinzioni personali e dei comportamenti sociali. Le riflessioni raccolte in questo volume provengono da una lettura dei segni dei tempi, fatta in diverse circostanze di vita ecclesiale. Esse non hanno la pretesa di determinare l’identità cristiana in se stessa e neppure nella sua manifestazione storica, bensì vogliono descrivere alcune costanti che l’uomo cristiano deve conservare all’interno di una società globalizzata e pluralista. Le ultime due riflessioni sono dedicate alla figura di un cristiano non comune quale è stato Giovanni Paolo II, tenace difensore dell’umanità dell’uomo e testimone credibile della radicalità evangelica. |
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Ho
scommesso su di te!
D’amore si
muore, di speranza si vive
Meditazioni per l’avvento
La vita si snoda di attesa in attesa, ogni attesa ne ha in grembo un’altra, ogni desiderio ne scatena un altro, ogni aspettativa ne nasconde una successiva. Le
40 provocazioni di Mons. D. Sigalini, formulate con il solito linguaggio
immediato ed efficace, raggiungono al cuore il lettore rendendo molto
pertinenti le parole della Buona Notizia nel contesto attuale. Il filo
conduttore in tutti i commenti è la ricerca
della speranza: una dimensione di cui è permeato il Vangelo, che
pretende di essere rintracciata
continuamente nelle situazioni della vita quotidiana, pur non facendosi
mai riconoscere a basso prezzo. Sono molte le situazioni in cui c’è
incertezza, «in cui non sai che pesci pigliare, che giudizio dare, come farti
coinvolgere o prendere le distanze». Il Vangelo non è sempre
concretizzabile in gesti coerenti fino in fondo in ogni situazione. È’
una sfida continua, ma il
crocifisso risorto è proprio passato attraverso il buio impossibile della
vita per dare a tutti speranza. La speranza
cristiana è offerta a
tutti gratuitamente: ma questa
speranza dove la trovo? Domenico SIGALINI, già direttore del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della C.E.I. e Vice Assistente ecclesiastico dell’A.C.I., è Vescovo della Diocesi di Palestrina (RM) dal 2005. |
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Il
piccolo
giudiceFede
e
giustizia
in
Rosario
Livatino di
Ida Abate
Se si entra in un’aula di tribunale e si guarda alla sistemazione topografica in cui si colloca il posto del giudice, in alto, su di una cattedra, al di sopra di tutti gli altri personaggi che animano la scena; se si guarda alla solennità dell’udienza dominata dalla presenza del magistrato; se si guarda a tutto il cerimoniale che si viene a creare intorno con un’atmosfera quasi da oracolo; se si guarda alla maestà dell’uomo vestito della sua toga dalle nappe paludate, al quale fanno da contrapposto uomini che con riverenza e rispetto attendono il responso giudiziario; se si guarda tutto intero questo cortometraggio che si sta girando, viene spontaneo chiedersi come può un giudice essere “piccolo”. Tutto sembra pensato apposta perché egli sia indotto in una tentazione di orgoglio, eppure basterebbe poco per far comprendere al giudice quanto piccolo egli sia e quanto debba sentirsi piccolo, in realtà, di fronte al pesante compito che istituzionalmente è chiamato ad adempiere: il compito di giudicare. Le parole del Vangelo di Giovanni “Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra” così venivano commentate da Livatino: “…il peccato è ombra, per giudicare occorre la luce”. Per il nostro piccolo giudice giudicare non vuol dire individuare quale è la legge da applicare nel caso concreto. Giudicare vuol dire “dare alla legge un’anima, tenendo sempre presente che la legge è un mezzo e non un fine”: scopo del giudicare dev’essere rendere una decisione secondo giustizia. Ma chi è il giudice Rosario Livatino e perché è “piccolo”? Rosario Livatino è stato un magistrato integerrimo, autore di coraggiose inchieste contro la criminalità organizzata; un uomo che ha anteposto alla propria vita l’etica del dovere, vivendo con fedeltà incondizionata gli insegnamenti evangelici. E’ stato assassinato in un agguato mafioso sul viadotto Gasena, a pochi chilometri da Agrigento, il 21 settembre 1990. Perché piccolo. Con questo aggettivo l’autrice (docente di lettere latine e greche al liceo classico “U. Foscolo” di Canicattì, che ha avuto la fortuna di aver avuto Livatino fra i suoi studenti, e presidente dell’Associazione “Amici del giudice Rosario Angelo Livatino”) viene misurando, in un continuo crescendo, l’autentica grandezza del giudice Livatino. “…Mi è venuto di chiamarlo piccolo giudice non perché fosse notevolmente piccolo di statura, ma per un’impressione che di lui mi è rimasta quando per la prima volta l’ho visto…Il dirlo piccolo mi è parso ne misurasse la grandezza: per le cose tanto più forti di lui che aveva serenamente affrontato” (Leonardo Sciascia, Porte aperte, 1987). Piccolo perché grande. E nel piccolo c’è pure un riferimento alla spiritualità cristiana, che si fonda sull’evangelico “…se non diventerete come uno di questi piccoli, non entrerete nel regno dei cieli…” (Mt 18,3). |
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A
CHE SERVONO QUESTI TALENTI?I
giovani e la politica, una riflessione a partire da
Vittorio Bachelet a
cura di Fabio Mazzocchio e Ilaria Vellani
Il testo vuole essere un contributo di riflessione sulla politica a partire dalla questione partecipativa dei giovani. Oggi si soffre una incredibile mancanza di idee condivise, di istanze volte a pensare il bene comune attraverso percorsi il più possibile comunitari; si soffre in fondo un profondo deficit partecipativo, legato non soltanto al mutato rapporto tra cittadini, istituzioni e modelli di rappresentanza, ma ad un vero e proprio scollamento di interesse rispetto alle questioni pubbliche ed ai temi tipicamente politici. Questo lavoro, ripensando l’essenza della politica, l’orizzonte etico in cui va collocata, lo spazio di impegno in cui si esercita, i luoghi istituzionali della partecipazione attiva diretta ed indiretta, la sensibilità ai problemi della polis, spianano il sentiero ed indicano le vie da intraprendere. La bussola è l’insegnamento e la testimonianza di Vittorio Bachelet (presidente dell'Azione Cattolica Italiana e poi vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, barbaramente assassinato dalle Brigate Rosse nel 1980), da cui si sono apprese le regole, intuito le strade, costruito lo stile, cercato l’elaborazione di un pensiero responsabilmente laicale in politica. «A che servono questi talenti?» si chiedeva il giovane Bachelet. Questa domanda si sono posti gli autori lungo le pagine di questo testo, tentando di ricercare una base comune su cui rafforzare il vincolo civile del nostro abitare la polis. Una vita senza la scoperta operosa dei nostri talenti ci pare non essere degna di essere vissuta. |
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Il
Concilio davanti a noiA cura della Presidenza Nazionale FUCI
A chi non poteva essere allora presente si narra che il Vaticano II fu il primo Concilio raccontato al grande pubblico attraverso la stampa: le cronache delle sedute, non più totalmente coperte dal segreto conciliare, erano rese note non solo dai documenti ecclesiastici ufficiali, ma anche dalle colonne dell’“Avvenire d’Italia”. La grande novità era che “il Concilio accadeva per tutti”, perché se ne dava notizia, sebbene non tutti avessero gli strumenti per comprendere a fondo quanto stava avvenendo. A quarant’anni dalla chiusura dei lavori conciliari, la FUCI rilegge, approfondisce e rende più accessibili i testi che hanno cambiato la vita di tanti uomini e donne. E’ naturale interrogarsi su cosa facciamo noi laici per entrare davvero a far parte della Chiesa da protagonisti. Il Concilio ci ha dato un’immagine diversa della Chiesa: il popolo di Dio. Nel Vaticano II si ritrovano le radici del nostro impegno laicale nell’evangelizzazione dell’ordine temporale delle cose, formandoci come persone. Il testo è il risultato di una collezione di articoli tratti dalle colonne di “Ricerca”, il mensile della FUCI, per avvicinare il lettore ai singoli documenti, introducendone contenuti e storia. Si tratta di uno sguardo indietro per meglio vedere avanti; un modo per ribadire la centralità di quell’evento, per togliere la polvere che spesso lo nasconde, per scoprirlo affinché non sia semplicemente un’eredità del passato priva di vita. |
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Esiste
ancora il laicato?Una
riflessione a 40 anni dal Concilio Paola
Bignardi
Il Concilio Vaticano II è stata una straordinaria avventura ecclesiale carica di intuizioni, desideri e, talvolta, smarrimenti che ha dato un’immagine nuova di Chiesa: il Popolo di Dio ed ha posto le radici dell’impegno laicale nell’evangelizzazione dell’ordine temporale delle cose. Quarant’anni
sono un piccolo intervallo di tempo per attuare un magistero
rivoluzionario come quello del Concilio sui laici, ma pur sempre un
intervallo di cui si può cominciare a fare una piccola storia. Il libro
offre un contributo prezioso al dibattito sulla questione
(termine usato volutamente
dall’Autrice per evidenziare che si tratta di un tema complesso, ricco
di connessioni con i molteplici aspetti della vita della Chiesa, segnato
da una evoluzione controversa e non lineare) dei
laici cristiani, che mai come oggi sono attivamente presenti nella
Chiesa
del dopo Concilio ed al contempo mai come oggi registrano segnali
di crisi e di disagio
ad essere
nel mondo, a collegare fede e vita, non soltanto sul piano della
coerenza personale ma soprattutto sul piano della correlazione
sostanziale. Rileggendo la lezione
conciliare con grande amore alla Chiesa e con un vivo senso storico,
vengono fissate alcune coordinate
per non perdere di vista la dignità riconosciuta alla vocazione laicale:
spiritualità, comunione, comunicazione e corresponsabilità. Paola BIGNARDI, già presidente nazionale dell’A.C.I., è alla guida della Federazione Internazionale di A.C. (F.I.A.C.) e coordinatrice dell’associazione Retinopera. |
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TESTIMONI
DELLA COSCIENZADa
Socrate ai nostri giorni di
Anselmo Palini ed. AVE Socrate e Antigone, Massimiliano di Tebessa e Tommaso Moro, Pavel Florenskij e Franz Jägerstätter, gli studenti della Rosa Bianca ed il loro professore Kurt Huber: il libro intende proporre un percorso storico con la presentazione di figure esemplari, alcune delle quali pressochè sconosciute, che, in circostanze e situazioni spesso drammatiche, hanno saputo dire no alle pretese del potere, anteponendo le ragioni della coscienza perfino a quelle della sopravvivenza. Il filo rosso che unisce tutti i personaggi presentati (alcuni realmente esistiti, altri fantastici come Antigone, che è una creazione letteraria) è la fedeltà a valori e ideali, a principi morali assoluti e non negoziabili, che, in un certo momento storico, sono stati ritenuti superiori alle leggi dello Stato. I personaggi di cui si parla pongono un problema preciso: il rapporto fra coscienza e potere, fra il diritto dello Stato ed una norma superiore e definitiva che non ammette eccezioni. Usando le categorie del cristianesimo, il dilemma che viene posto è quello fra ciò che spetta a Dio e ciò che spetta a Cesare. Il problema cessa di essere una disquisizione prettamente filosofica e si pone in termini drammaticamente esistenziali quando ci si trova di fronte ad una legge che in coscienza viene ritenuta illegale. Il
libro è vincitore del
Premio Capri S. Michele 2006. Anselmo PALINI è docente di Materie Letterarie nella scuola superiore. Vive e lavora in provincia di Brescia. Nei suoi studi ha approfondito in particolare i temi della pace, dell’obiezione di coscienza, dei diritti umani e, più recentemente, le problematiche connesse con i totalitarismi del XX secolo. |
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© Presidenza diocesana dell'Azione Cattolica Diocesi di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi Ultimo aggiornamento:venerdì 23 ottobre 2009 Visitatori n° Realizzazione e aggiornamento a cura di |
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